ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùmeteo mercati

Brexit, sterlina al top da novembre: si scommette sulla proroga dei termini

di Andrea Franceschi


Brexit: Corbyn sfida May

2' di lettura

La sterlina ha rivisto questa mattina quota 1,31 dollari. Livelli che non si vedevano da novembre dello scorso anno. Il cambio sull’euro, invece, ha toccato il massimo da maggio 2017 (a 1,16)Una fiammata, quella del pound, in atto da diverse settimane. Rispetto a un mese fa la valuta britannica si è rivalutata del 3,5% sul dollaro (qui il grafico del cambio sterlina dollaro) e del 3,82% sull’euro (qui il grafico in tempo reale).

Nonostante sul fronte della Brexit il clima resti all’insegna dell’incertezza con l’avvicinarsi della data clou del 29 marzo sta montando la pressione su Theresa May perché dica una parola chiara che escluda dal tavolo la possibilità di un “no-deal”, ossia una disordinata uscita della Gran Bretagna dall’Unione senza alcun accordo.

Ieri in particolare è stato il ministro delle finanze Philip Hammond ad esprimersi sul tema della Brexit sostenendo che le conseguenze di un possibile”no-deal” possono rappresentare un “tradimento” delle stesse promesse di chi ha voluto l’uscita dall’Ue prospettando un futuro roseo.

Anche esponenti del mondo dell’industria stanno facendo sentire la loro voce. In un videomessaggio Tom Enders, amministratore delegato del colosso aerospaziale Airbus (una delle realtà manifatturiere più importanti nel Regno Unito) ha avvertito che in caso di “no deal” l’azienda sarà costretta a «rivedere i futuri piani di investimento». Stessa preoccupazione è stata espressa dal capo di Siemens Uk Jürgen Maier che, ricordando che la frenata degli investimenti è già in atto, ha dichiarato: «L’unica cosa che non siamo in grado di gestire è un”no-deal”».

PER SAPERNE DI PIÙ / Brexit, si spaccano i ribelli che hanno bocciato l'accordo

Da parte sua la premier Theresa May continua a lasciare sul tavolo l’ipotesi più estrema nella speranza di convincere i membri del Parlamento ad appoggiare il suo accordo. Sui mercati tuttavia è convinzione comune che alla fine Regno Unito e Unione europea si accorderanno per un rinvio delle scadenze.

A favorire il rally della sterlina ha anche contribuito il rinnovato clima di propensione al rischio sui mercati. Che questo rialzo sia il prologo di un rafforzamento più sostenuto però è assai improbabile. «Non crediamo che sia il momento giusto per comprare la sterlina - scrivono gli analisti di Ubs in una nota - e crediamo che nei prossimi mesi l’incertezza sulla Brexit continuerà a pesare sulle quotazioni della valuta britannica».

Stesso approccio da parte di BMO Capital secondo cui in questa fase il mercato sta chiaramente sottostimando la probabilità di un “no deal” che la casa d’affari stima al 40 per cento. «Senza un chiaro consenso nel parlamento su come procedere sulla Brexit per noi la soglia di 1,30 dollari per sterlina appare più un’occasione per vendere»

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Andrea Franceschiredattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Mercati, finanza, bond, azioni. obbligazioni, titoli di stato, banche, borsa, politica monetaria, Bce, Fed, tassi

Per saperne di più

loading...

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...