labour accoglie richiesta del premier

Brexit, il Parlamento dà il via libera al voto anticipato del 12 dicembre

Il leader laburista Jeremy Corbyn si schiera a favore del voto anticipato. Johnson ha già incassato una sconfitta: via libera del Parlamento a un testo che consente ai deputati di proporre emendamenti

Il leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn

2' di lettura

Il Regno Unito si avvia al voto il 12 dicembre. Lo ha stabilito la Camera dei Comuni bocciando l’emendamento presentato dal Labour per anticipare al 9 dicembre la data delle elezioni anticipate indicata per il 12 dalla legge presentata oggi dal governo Tory sulla convocazione di elezioni anticipate. Via libera anche dalla Camera dei Comuni. Il testo ha incassato 438 voti a favore e 20 contro, grazie all'ok anche di parte delle opposizioni. L'iter sprint alla camera elettiva è così completato. Ora gli ultimi passaggi parlamentari sono previsti in settimana alla Camera dei Lord, poi la firma della regina (Royal Assent) e lo scioglimento del Parlamento.

Niente voto ai 16enni e 17enni e neppure ai cittadini Ue. Lo ha deciso il vice speaker dei Comuni, Lindsay Hoyle, dichiarando inammissibili gli emendamenti presentati al riguardo nel dibattito sulla legge per la convocazione del voto politico anticipato nel Regno a dicembre. Hoyle ha invece ammesso al voto l’emendamento promosso come primo firmatario dal leader laburista Jeremy Corbyn che proponeva il 9 dicembre per le elezioni, invece del 12 come indicato dal governo.

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Nella mattina del 29 ottobre il premier Boris Johnson aveva incassato il parere favorevole dei laburisti a un ritorno alle urne, proeittandosi verso il sì della Camera. Ma la situazione si è già ribaltata: il parlamento ha dato il via libera a un emendamento per accogliere modifiche al testo di Johnson, spianando la strada alla discussione e alla (eventuale) approvazione di modifiche sgradite alla maggioranza conservatrice.

Per il premier invece il voto a dicembre costituisce la chance di consolidare il suo potere: i consiglieri di Johnson gli hanno infatti detto che più rimane al governo senza una maggioranza parlamentare, più diventa debole. Inoltre per Johnson è meglio scontrarsi adesso con il leader laburista Corbyn che non gode di grande popolarità piuttosto che aspettare il voto in primavera e avere di fronte un avversario leader laburista più forte.

Ma alcuni ministri del governo Johnson non sono per niente d’accordo con questa lettura: sostengono invece che andare al voto senza aver portato in porto la Brexit «è una follia».

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