ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùFINANZA ALTERNATIVA

Brexit, in Uk il private equity crolla del 40% nei primi sei mesi

Le transazioni finanziarie si stanno trasferendo dalla City di Londra all'Europa continentale, in particolare quelle di private equity che nel primo semestre di quest'anno sono crollate del 40% in Gran Bretagna favorendo paesi come la Francia e la Spagna

di Mara Monti

Ok Ue a proroga Brexit, in Gb e' gia' campagna elettorale

Le transazioni finanziarie si stanno trasferendo dalla City di Londra all'Europa continentale, in particolare quelle di private equity che nel primo semestre di quest'anno sono crollate del 40% in Gran Bretagna favorendo paesi come la Francia e la Spagna


2' di lettura

La vicenda Brexit continua a collocarsi nel limbo tra l’ipotesi di una ennesima proroga ed elezioni anticipate prima della fine dell'anno. Nell'incertezza totale sulle ricadute un dato è certo: le transazioni finanziarie si stanno trasferendo dalla City di Londra all'Europa continentale, in particolare quelle di private equity che nel primo semestre di quest'anno sono crollate del 40% in Gran Bretagna favorendo paesi come la Francia e la Spagna.

Secondo i dati raccolti da PWC, a fronte di un calo del numero delle transazioni in Gran Bretagna del 35% a 384 da 594 nel primo semestre del 2018, il controvalore è sceso del 41% a 30,6 miliardi di euro. Di segno opposto i numeri registrati dai paesi europei in particolare dalla Francia che nello stesso periodo ha visto incrementare gli investimenti del 28% e in Spagna del 33 per cento.

«Molte operazioni si stanno spostando dalla City all'Europa continentale – conferma Francesco Giordano, partner di PWC – basti pensare che il numero di deal in Europa è aumentato del 10% se si esclude la Gran Bretagna».

IL PANORAMA GLOBALE DEL PRIVATE EQUITY
Loading...

Rallenta il private equity
In generale i dati dell’anno in corso stanno mostrando un rallentamento se confrontati con quelli del 2018 a livello globale quando vennero messi a segno numeri record per il private equity con investimenti per 258 miliardi di euro e 2971 operazioni. Quest’anno i segnali di incertezza a causa della guerra dei dazi, delle elezioni europee dello scorso maggio, della Brexit e del rallentamento generalizzato dell’economia si stanno ripercuotendo anche sul private equity che nel primo semestre di quest'anno ha registrato un calo degli investimenti a livello globale del 30% a 179 miliardi di euro e transazioni per 2.399 (-19 per cento). «Lo scorso anno è stato particolarmente attivo e il confronto rischia di penalizzare una situazione che si sta mostrando complessa - aggiunge Giordano -. Il secondo semestre al contrario sta dando segnali di recupero che fanno ben sperare».

Italia dietro Spagna e Francia
In Italia i dati sono stazionari con un aumento del numero delle transazioni del 4% a fronte di un calo del controvalore del 12%: «Nel primo semestre si è assistito a molte operazioni, ma quello che è mancato sono stati i mega deal che di solito vengono fatti da investitori internazionali in quanto in Italia mancano operatori medio grandi», aggiunge il partner di PWC.

È stato calcolato che in Italia su 2,5 miliardi di euro investiti in operazioni di private equity, 1,1 miliardi provengono da investitori nazionali e 1,4 miliardi internazionali. Sta di fatto che le operazioni continuano ad essere troppo poche se confrontate con quelle degli altri paesi ovvero 166 deal nel primo semestre contro 328 in Spagna e 1.180 in Francia. «In Italia il private equity continua ad essere penalizzato se paragonato a quello che stanno facendo altri paesi –conclude -. Si deve cominciare a considerarlo con decisione un volando per la crescita delle PMI soprattutto per quelle imprese che vogliono crescere all’estero».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti