braccio di ferro

Brexit, von der Leyen: restano divergenze ma i negoziati proseguono. I nodi di pesca e concorrenza

La presidente della Commissione al Parlamento Ue: strada «stretta» per l’intesa. Sbloccata la questione governance, restano dissidi su level playing field e acque territoriali

Brexit, si va avanti con i negoziati: accordo ancora possibile

2' di lettura

«Non posso dire se vi sarà un accordo (su Brexit, ndr), ma c'è una strada stretta verso un accordo, adesso è nostra responsabilità continuare, siamo molto vicini ma nel contempo molto lontani gli uni dagli altri». Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, intervenendo al Parlamento europeo sullo stato dell’arte dei negoziati sulla Brexit. I nodi sulla governance «sono stati risolti», ha detto von der Leyen, ma rimangono distanze su altri due punti in sospeso: il level playing field (la parità di condizioni sulla concorrenza) e la pesca.

Von der Leyen ha ricordato che «i prossimi giorni saranno decisivi» per strappare un’intesa finale sul divorzio fra Londra e Bruxelles. Il 31 dicembre scade il periodo di transizione concordato dopo l’uscita formale del Regno Unito dalla Ue, risalente al 31 gennaio 2020. Il ministro dell'Ufficio di gabinetto, Michael Gove, ha chiarito che le trattative potrebbero proseguire «fino a dopo Natale» e la nuova telefonata tra il premier britannico Johnson e von der Leyen ha confermato che restano ancora divergenze sui punti in questione sopracitati e che le trattative proseguono, anche se Londra avverte che un fallimento dei negoziati è «probabile senza un cambiamento significativo» di posizione da parte di Bruxelles, specie sul tema della pesca.

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Il nodo della pesca

«I nostri team stanno lavorando per raggiungere un accordo, giorno e notte, a volte contro ogni aspettativa. Voglio rendere omaggio a tutti loro e a Michel Barnier in particolare, per la sua dedizione e resilienza», ha sottolineato von der Leyen, omaggiando il capo-negoziatore per la Ue nel braccio di ferro con Londra.

Le trattative hanno registrato dei passi in avanti sul fronte della concorrenza. Il Regno Unito ha accettato un vincolo interno sugli aiuti di Stato e un «forte meccanismo di non-regressione», una clausola che dovrebbe garantire standard comuni su lavoro, diritti e parametri ambientali.

Uno fra gli ostacoli più difficili si sta rivelando proprio la pesca. La Ue, a quanto riferiscono funzionari citati da Reuters, ha respinto la proposta di un accesso graduale alle acque britanniche nell’arco di tre anni. «Onestamente - ha dichiarato in mattinata la stessa von der Leyen - a volte ho la sensazione che non saremo in grado di risolvere questa questione».

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