intervista al gestore

Briand (Mirova AM): «I green bond? Utili per diversificare i portafogli»

di Isabella Della Valle

(Adobe Stock)

4' di lettura

«L’integrazione dei fattori Esg ci aiuta ad avere una migliore comprensione dei profili di rischio-rendimento degli emittenti. Inoltre, per le nostre strategie obbligazionarie, abbiamo deciso di focalizzare i nostri investimenti sui green bond, ovvero sulle obbligazioni cosiddette “green, social and sustainable». A parlare è Marc Briand, gestore di Mirova AM, e che vanta oltre 28 anni di esperienza sui mercati finanziari

Cosa succederà sul mercato obbligazionario quando si alzeranno i tassi di interesse?
Quando le banche centrali metteranno fine alle loro politiche accomodanti, i rendimenti dei titoli governativi tedeschi aumenteranno. Ciononostante, a seguito del recente drammatico ampliamento dello spread a cui abbiamo assistito, è nostra opinione che le aziende offrano valore nel lungo termine. A livello macro-economico, a dispetto delle guerre commerciali e di alcune incertezze politiche che permangono, continuiamo a rimanere positivi circa la crescita economica dell’Eurozona. Rimaniamo, invece, più cauti con riferimento ai mercati emergenti.
L’attenzione verso i fattori Esg sta crescendo, ma in che modo questi fattori vengono integrati sugli investimenti obbligazionari?

Gli investimenti Esg possono essere considerati e integrati negli investimenti obbligazionari in modi differenti. In Mirova lo facciamo integrando i profili Esg degli emittenti all’interno delle raccomandazioni di investimento.

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L’integrazione dei fattori Esg ci aiuta, infatti, ad avere una migliore comprensione dei profili di rischio-rendimento degli emittenti. Inoltre, per le nostre strategie obbligazionarie, abbiamo deciso di focalizzare gli investimenti sui green bond. Attraverso questa tipologia di obbligazioni, gli emittenti si impegnano a utilizzare i fondi per finanziare progetti green e sociali nell’ambito delle loro attività operative.
Che cosa offrono i green bond in più rispetto alle obbligazioni tradizionali?

I green bond offrono un ulteriore livello di trasparenza, consentendo agli investitori di avere un legame più diretto con i progetti. Questo legame offre loro la possibilità di giocare un ruolo più attivo nel finanziare soluzioni volte ad affrontare le diverse sfide legate alla sostenibilità. I bond tradizionali, invece, sono tipicamente volti a finanziarie progetti aziendali in generale.
Che cosa sono i Green Bond Principles? E quali sono i vantaggi per un investitore?

Sono delle linee guida che favoriscono la trasparenza e la divulgazione, promuovendo le migliori pratiche sul mercato. I principi rappresentano gli standard che l’industria può rispettare per strutturare le obbligazioni green, benché non siano considerati regolamentari. Per garantire la legittimità dei green bond, i principi raccomandano una revisione esterna da un secondo soggetto che possa valutarne i benefici ambientali. Il vantaggio dei Green Bond Principles è quello di offrire agli investitori una serie di standard accettati dal mercato per l’emissione di obbligazioni green. I principi, inoltre, forniscono agli investitori e ad altri operatori del mercato un’area di confronto nell’ambito del quale discutere le diverse sfide del mercato attuale e come affrontarle in modo collettivo. I principi garantiscono che questo mercato si diriga in modo democratico e collaborativo verso la direzione di finanziare il processo di transizione energetica e ambientale.
Nonostante il concetto si stia evolvendo, alcuni investitori sono ancora restii a investire in green bond di aziende il cui business è considerato non etico. Voi come vi comportate?

Pensiamo che investire in green bond non equivalga a investire in un emittente,

ma equivalga piuttosto a investire nel progetto green che deve essere finanziato. Riteniamo, dunque, che i green bond possano essere utilizzati da aziende con business non sostenibili per una transizione verso modelli più sostenibili. Il nostro sistema di valutazione non prevede quindi alcuna esclusione iniziale basata sui soli emittenti, a eccezione di quando vi sono evidenti violazioni dei principi fondamentali del Global Compact e dei Guiding Principles pubblicati dall’Ocse. L’analisi Esg dei green bond considera le pratiche di sostenibilità degli emittenti integrandole nella revisione dei rischi e incorporando il rating di governance delle stesse. Inoltre, le analisi Esg degli emittenti vengono considerati anche nell’analisi del credito utilizzata dal gestore del portafoglio.
Quali sono i criteri di selezione dei green bond in cui investite?

La nostra selezione si fonda principalmente su tre criteri. Il primo criterio che prendiamo in considerazione è la qualità del green bond. Ognuno viene analizzato dal nostro team Esg interno, principalmente sulla base dei Green Bond Principles con ulteriori specifiche in alcune aree. Per ciascuna emissione, i nostri analisti Esg danno un parere di sostenibilità che determina, prima di tutto, se è possibile considerare l’obbligazione come green e anche la qualità Esg della stessa. Questo parere qualitativo è basato sulle analisi dell’utilizzo dei

proventi, sulla qualità dell’impatto ambientale del progetto, sulla valutazione del rischio e sulla reportistica esistente. Il secondo criterio è la qualità del credito dell’emittente. Il terzo criterio infine è la valutazione di ciascun emittente: il rendimento deve essere appropriato al profilo di credito.
Chi volesse sottoscrivere bond sostenibili con una media propensione al rischio come si deve muovere?

Vediamo i green bond come obbligazioni a “doppio impatto” in quanto offrono, da un lato, ritorni finanziari così come le obbligazioni tradizionali e, dall’altro, ritorni ambientali in quanto finanziano progetti green. Per gli investitori che desiderano impegnarsi in opposizione ai cambiamenti climatici e limitare le emissioni di carbonio nel loro portafoglio, i green bond sono uno strumento che dovrebbe essere preso in considerazione. Inoltre, grazie al rapido sviluppo del mercato dei green bond a cui abbiamo assistito negli anni passati, gli investitori oggi hanno la possibilità di costruire portafogli diversificati in termini di regioni, paesi, settori, sotto settori e scadenze.

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