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Brindisi, investimento da 120 milioni per il deposito Gnl di Edison

Parere favore della Giunta regionale al deposito costiero di Gnl di Edison a Costa Morena nel porto di Brindisi. Ma c’è l’opposizione del Comune che minaccia ricorsi

di Vincenzo Rutigliano

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Il sì della Giunta regionale al deposito Edison di Gnl all'interno del porto di Brindisi dà il via al più grosso investimento a Brindisi negli ultimi 15 anni, dopo quello ex-Sfir (lavorazione dello zucchero) per oltre 100 milioni di euro, realizzato nel capoluogo messapico dopo lo smantellamento degli impianti foggiani di Borgo Incoronata. Per il deposito di gas naturale liquefatto di Edison – un serbatoio verticale a pressione atmosferica con una capacità di 19.500 mc – sono previsti «a regime, quasi 120 milioni di euro», stima il direttore di Confindustria Brindisi, Angelo Guarini.

È un investimento totalmente privato e costituisce, spiega il presidente di Confindustria Brindisi, Gabriele Menotti Lippolis «un tassello importante nel percorso di decarbonizzazione dei trasporti in linea con gli obiettivi della transizione energetica». Il progetto del deposito costiero, da realizzare in prossimità del varco di accesso Morena Est, prevede che l'infrastruttura gestisca tre operazioni principali: l'approvvigionamento del Gnl via nave di piccola taglia da un terminale di rigassificazione; lo stoccaggio nel deposito costiero e la vendita del combustibile per il trasporto pesante attraverso la distribuzione, via terra, con autobotti o rifornimento navi attraverso un bunker vessel.

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La durata preventivata per il completamento dei lavori è di circa 36 mesi. Il via libera della giunta regionale all'intesa per il rilascio da parte del ministero della Transizione Ecologica dell'autorizzazione alla costruzione ed all'esercizio del deposito costiero di stoccaggio all'imbocco del “Porto medio”, sconta però l'opposizione del comune di Brindisi che minaccia ricorsi, e segna anche la rottura di una posizione tra l'ente locale e la regione, quasi sempre allineati sui nuovi investimenti in strutture o infrastrutture energetiche.

Una posizione, quella del sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi, che il presidente della prima commissione regionale, Fabiano Amati, definisce del «no a tutto e decrescitista, con una condotta politica e tecnica, sia del Comune che dalla Provincia di Brindisi, rivolta a camuffare, sotto improbabili pareri, un quadro ideologico fortemente funzionale al “no-a-tutto” e nei fatti incentrato sul mantenimento dell'inquinamento nella città di Brindisi».

Sul punto un riferimento meno esplicito lo fa anche il presidente di Confindustria Brindisi quando sottolinea che la sua organizzazione «ha lavorato per anni per questo risultato, trovandosi a volte anche ad affrontare, nell’interesse del territorio, momenti di irrazionalità di alcuni attori territoriali. Dopo decenni avremo a Brindisi un nuovo insediamento con un investimento totalmente privato».

Questo investimento, sottolineano a Brindisi, può rappresentare un volano per nuovi investimenti legati al green new deal e ricolloca il porto tra quelli da candidare a ospitare dal 2023, al netto delle scelte già fatte nel nord Italia, una nave per la rigassificazione del gas liquido, la così detta Fsru, da collocare al largo. Ma anche su questa possibile utilizzazione del porto brindisino, il Comune messapico ha detto no, anche se lo scenario di questi mesi bellici e la dipendenza dal gas russo, circostanze che hanno avuto un peso nel via libera regionale, potrebbero averne uno anche sul comune rispetto al rigassificatore off shore.

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