conti sotto pressione

Bristol-Myers Squibb: conti sotto pressione, scommette sulla mega-fusione con Celgene

di Marco Valsania


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(Reuters)

2' di lettura

NEW YORK - Bristol-Myers Squibb ha riportato un bilancio in crescita, ma il colosso farmaceutico americano e internazionale cerca adesso la vera cura alla sua malattia - scadenza di brevetti, passi falsi nella ricerca e crescente concorrenza - altrove: nell'acquisizione da 74 miliardi di dollari da poco annunciata del colosso delle biotech e delle terapie per i tumori Celgene, che dovrebbe essere completata quest'anno.

Nel quarto trimestre del 2018 il gruppo guidato dall'amministratore delegato e presidente italiano Giovanni Caforio ha riportato un ritorno al profitto, con utili di 1,2 miliardi di dollari che hanno ribaltato perdite da 2,3 miliardi sofferte nello stesso periodo dell'anno precedente. Il giro d'affari e' contemporaneamente aumentato del 10% a 6 miliardi (e del 9% nell'intero anno a 22,6 miliardi). Le stesse cifre hanno pero' almeno in parte deluso, sottolineando la necessita' di innovazione e nuovi successi: se il fatturato e' stato in linea con le attese, non cosi' i profitti, che pari a 73 centesimi per azione sono rimasti lontani dagli 82 centesimi pronosticati alla vigilia.

Piu' ancora, il segnale d'allarme sull'urgenza di “sanare” le prospettive del gruppo e' arrivato da una bocciatura nelle sue terapie sul cancro: Bristol-Myers ha annunciato di aver ritirato una richiesta di approvazione da parte delle autorita' sanitarie della Fda americana per una combinazione dei farmaci Opdivo e Yervoy, indicando di aver bisogno di maggiori dati sul loro effetto. La “formula” avrebbe permesso alla societa' uno sbarco in grande stile nel segmento che tratta i tumori al polmone nelle iniziali fasi dopo la loro diagnosi.

Proprio Opdivo, da sola, e' stata tra i traini dell'attuale performance: le sue vendite sono lievitate del 33% dall'anno precedente. Il gruppo puntava a far leva su una simile marcia per lanciare la nuova combinazione di farmaci ora invece ferma.

Un altro popolare farmaco che ha aiutato l'andamento dei passati tre mesi e' stato l'anticoagulante Eliquis, le cui vendite sono salite del 25 per cento.
Caforio e i vertici di Bristol-Myers sperano ora di poter trovare nuova forza nel merger con Celgene, parte di un trend di concentrazione che si e' ormai intensificato negli ultimi anni e vede protagonisti molteplici giganteschi operatori farmaceutici e della sanita', con fusioni sia verticali (ad esempio tra assicurazioni, catene di farmacie e produttori di medicinali, ospedali) che orizzontali (come nel caso Bristol-Celgene). Nello sforzo di innovare e contenere i costi stano entrando nel settore anche leader hi-tech, quali Amazon.

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