Agricoltura

British American Tobacco investe 20 milioni per l'acquisto di tabacco italiano

L'accordo per il 2021 garantisce la fornitura di 7mila tonnellate da oltre 400 aziende in Campania, Veneto, Toscana e Umbria e porta a oltre 200 milioni gli investimenti in 10 anni

di Alessio Romeo

(EPA)

3' di lettura

British American Tobacco (Bat) Italia ha confermato anche per il 2021 gli accordi per le l'acquisto di tabacco italiano di alta qualità, con un investimento di 20 milioni per la fornitura di 7mila tonnellate di prodotto lavorato in Italia, proveniente da Veneto, Campania, Toscana e Umbria.

Con il nuovo accordo salgono a 200 milioni gli investimenti realizzati dalla multinazionale sulla tabacchicoltura italiana negli ultimi dieci anni, in parallelo con il progressivo smantellamento degli incentivi europei al settore. A fornire le 7mila tonnellate di tabacco durante tutto il 2021 sarà anche quest'anno l'organizzazione di produttori Italtab, che riunisce oltre 400 aziende che operano su una superficie complessiva di circa 3mila ettari e coinvolgono nel processo produttivo oltre 10mila lavorator.

Loading...

L'impegno della multinazionale è stato annunciato in un incontro promosso dagli altri soggetti coinvolti nell'accordo con Bat Italia: Confagricoltura, Cia, Italtab (l'organizzazione che raggruppa i produttori interessati) e Apti (l'associazione professionale dei trasformatori), al quale hanno partecipato il sottosegretario alla Politiche agricole Gian Marco Centinaio, il presidente della commissione Agricoltura della Camera Filippo Gallinella e gli assessori di Campania e Veneto, Nicola Caputo e Federico Caner

«Il tabacco è una delle eccellenze del nostro paese: qualità, occupazione e sostenibilità sono i nostri punti di forza e lavoreremo perché restino tal », ha detto Centinaio che ha annunciato l’apertura di un tavolo di settore con il ministero dell'Economia «per poter dare delle risposte non solo dal punto di vista agricolo, ma arrivare a delle soluzioni anche dal punto di vista fiscale», come chiesto dalle aziende del settore.

Ogni anno Bat contribuisce all'Erario con oltre 3 miliardi di euro di accise. L'intero settore garantisce un gettito di 14 miliardi. L’impegno della multinazionale ad acquistare prodotto italiano contribuisce a mantenere la leadership dell'Italia di primo Paese produttore nell'Unione europea, con una quota del 30% circa e una produzione complessiva di 50mila tonnellate l'anno. A livello mondiale la produzione italiana (fatta di varietà pregiate), ha ricordato il presidente di Italtab Vincenzo Argo, vale il 5-6% circa

«Con questo importante investimento – ha detto Roberta Palazzetti, presidente e Ad di Bat Italia – vogliamo testimoniare in un momento storico difficile il nostro impegno verso l'Italia e la filiera tabacchicola italiana. Questo impegno rispecchia il nostro proposito “A Better Tomorrow”: contribuire a un futuro migliore per i consumatori e le comunità in cui operiamo, da costruire anche attraverso un'agricoltura più sostenibile, basata su occupazione di qualità, tutela dell'ambiente e innovazione. In quest'ottica prossimamente metteremo in cantiere anche attività sperimentali orientate all'innovazione tecnologica per rendere la filiera tabacchicola sempre più sostenibile da un punto di vista ambientale».

«Il tabacco in Italia è coltivato da circa 2mila aziende che impiegano 50mila addetti, su una superficie di oltre 14mila ettari in quattro aree geografiche – ha ricordato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti –. È parte importante dell'economia locale e oggi anche dell'eccellenza tecnologica del Paese. Per dare slancio alla filiera occorrono scelte politiche adeguate, interventi fiscali più snelli ed equilibrati per salvaguardare la trasformazione e consentire nuovi investimenti».Il mondo del tabacco ha subito una profonda trasformazione in Europa e nel mondo negli ultimi dieci anni; in Italia il cambiamento è stato ancora più marcato e ha riguardato soprattutto il mondo della trasformazione.

«In un ambito di riduzione dei consumi globali – ha sottolineato il presidente dell'Apti Vincenzo Cardinali – la filiera si è ristrutturata con le associazioni di produttori passate da oltre 20 a 9, delle quali tre raccolgono il oltre il 90 % della produzione; la razionalizzazione della capacità di trasformazione elevando sensibilmente il volume del tabacco lavorato in ogni impianto e la rapida crescita del livello di tecnologia negli stabilimenti di trasformazione con la digitalizzazione dei distretti produttivi».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti