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Brugola, il fatturato cresce del 33% «Nuovi prodotti per l’automotive»

La società di Lissone è ben inserita anche nel processo di elettrificazione: produce viti piccole necessarie per i nuovi motori. Nella primavera prossima sarà pronta la nuova sede all'insegna del green

di Sara Deganello

Espansione. Il 2022 per la Oeb si è chiuso con un fatturato complessivo di oltre 175 milioni di euro per le due sedi, in Italia e Usa, in crescita rispetto al 2021, quando i ricavi avevano toccato i 140 milioni

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«Nei primi cinque mesi registriamo una crescita del 33% del fatturato, che crediamo di poter tenere per tutto il semestre». Così Jody Brugola, presidente della Officine Egidio Brugola (Oeb), conferma il trend positivo per l’azienda di famiglia fondata dal nonno a Lissone nel 1926, attiva nella produzione di viti per l’automotive, in particolare quelle a testa cava per i motori. «Stiamo intensificando i nostri contatti con i gruppi Bmw e Mercedes e dalla fine di quest’anno con Stellantis, con cui non avevamo mai collaborato. Volkswagen rimane il nostro partner più importante. E siamo ben inseriti nel processo di elettrificazione, essendo in grado di produrre vite piccole, necessarie per i nuovi motori», spiega Brugola. Tra i clienti anche Renault-Nissan e Hyundai, «in fortissima espansione».

Il 2022 per la Oeb si è chiuso con un fatturato complessivo di oltre 175 milioni di euro per le due sedi, in Italia e Usa, in crescita rispetto al 2021, quando i ricavi avevano toccato i 140 milioni, registrando un rallentamento rispetto al periodo preCovid: nel 2019 l’azienda aveva infatti realizzato 151 milioni di euro. La quota di export si conferma totale: il 100% della produzione va all’estero. Il 2022 ha visto un incremento del 10% della produzione e le opportunità di crescita sono concrete: «Per quanto riguarda l’Italia, pensiamo si possa crescere del 20% nei prossimi due anni. Abbiamo investimenti per una decina di milioni all’anno: serviranno per ampliare il flusso produttivo, con nuovi macchinari e un allargamento della logistica. Cerchiamo di lavorare sull’automazione per avere un processo più fluido possibile», racconta il presidente, illustrando l’evoluzione della produzione: «Negli ultimi quattro anni abbiamo sviluppato componenti speciali che prima non facevamo e che stanno diventando una nicchia. La nostra capacità di essere flessibili nelle varie lavorazioni e di avere una gamma di prodotti molto estesa sta premiando: i clienti stanno aumentando. Facciamo più R&D, più progettazione e vogliamo continuare così», conferma Brugola.

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Oggi la Oeb produce oltre 800 tipi diversi di viti, ha più di 500 dipendenti tra Italia e Usa ed è presente in oltre 200 siti produttivi di auto in tutto il mondo. Ha quattro stabilimenti e Lissone, uno in Michigan (Usa), un centro logistico a Desio. Tra il 2023 e il 2024 ha piani per assumere 60 persone.

L’azienda ha iniziato lo scorso anno la costruzione della nuova sede a Lissone, dove verranno unificate tutte le funzioni aziendali attualmente nel centro brianzolo. Sarà pronta nella primavera del 2024 e sorgerà su un vecchio stabilimento in disuso comprendendo una riqualificazione dell’area circostante. Il nuovo edificio, nei progetti di Brugola, dovrà incarnare il percorso di sostenibilità già iniziato dall’azienda, che punta a diventare carbon neutral entro il 2035. Tra le iniziative, la riduzione dell’uso della plastica e dell’olio, un impianto di cogenerazione e maggiore efficienza energetica, piantumazione di arbusti di bambù per compensare le emissioni e i cui scarti diventeranno poi nuovi materiali, ma anche massima focalizzazione sul riciclo, cibo biologico in mensa e serre aeroponiche dove coltivare quello che viene servito.

Qual è la ricetta per traghettare un’impresa sulla soglia dei 100 anni? «Siamo un’azienda che si muove su valori, da mio nonno che l’ha fondata nel 1926, a mio padre che l’ha trasformata in ottica internazionale. Io continuo questo percorso, per fare in modo che cresca ancora di più, entrando nel mondo dell’automotive con componenti nuovi. Puntiamo su un prodotto di qualità, perché quella paga sempre», risponde Brugola. Era il 1945 quando Egidio, il fondatore, brevettò l’omonima vite, a testa cava esagonale col gambo a torciglione.

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