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Brunello Cucinelli cresce del 30% e anticipa il raddoppio dei ricavi di quattro anni

Il cda dell’azienda umbra approva i risultati del 2022, i migliori di sempre. Nel 2023 si prevede una crescita del 12% e nel 2024 il raggiungimento del raddoppio del fatturato, in precedenza atteso per il 2028

di Giulia Crivelli

Un look Brunello Cucinelli per la PE 23

2' di lettura

«L’Italia è l’unico Paese al mondo ad avere una filiera integra del tessile-moda ed è l’unico Paese al mondo ad avere una settimana completamente dedicata alla moda maschile: dobbiamo esserne orgogliosi e sostenere la filiera e l’asse Firenze-Milano dell’uomo». Parole e fatti, come è nello stile di Brunello Cucinelli, che da decenni è l’unico a partecipare, due volte ogni anno, sia al Pitti Uomo che si apre oggi a Firenze, sia ai giorni della moda maschile di Milano, che raccoglierà il testimone venerdì.

Questa volta l’azienda si presenta al doppio appuntamento di gennaio – che proietta l’intero settore in avanti di un anno, con le collezioni dell’autunno-inverno 23-24 – con i dati migliori di sempre, approvati dal cda di ieri. I ricavi netti sono arrivati a 919,5 milioni (+29,1% a cambi correnti, +24,8% a cambi costanti); come nel primo semestre, il traino maggiore è arrivato dalle Americhe (+40,5%), seguite da Asia (+28,1%) ed Europa, che in media è cresciuta del 20,8% e addirittura un punto in più ha fatto il mercato italiano, che vale 102,6 milioni, pari all’11,1% del totale. Dati che mostrano un altro record 2022 per Cucinelli: la quota di export, appena inferiore al 90%, raggiunta da pochissime altre aziende dell’alta gamma.

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L’anno che si è chiuso è stato positivo anche per gli investimenti (73 milioni) e per l’acquisizione del 43% del Lanificio Cariaggi Cashmere, da sempre fornitore di filato di altissima qualità. Solida pure la struttura patrimoniale, con un indebitamento finanziario netto di circa 8 milioni, in miglioramento rispetto ai 23 milioni registrati a fine 2021.

Il 2023, dopo la doppia vetrina di Firenze e Milano, prevede gli appuntamenti di febbraio dedicati alla donna a Milano, con una puntata a Parigi, dove Cucinelli riceverà il Neiman Marcus Award for Distinguished Service in Fashion. Le previsioni per il 2023 – visti gli ordini già in casa delle collezioni primavera-estate 2023 – sono di una crescita dei ricavi intorno al 12%, raggiungendo il traguardo del miliardo di fatturato. Per il 2024 si stima (prudentemente, aggiungiamo) un ulteriore aumento del 10%, che consentirà di raggiungere il raddoppio dei ricavi in significativo anticipo rispetto alla programmazione iniziale del piano decennale iniziato nel 2019, che fissava l’obiettivo al 2028.

«La cosa più importante però è come stiamo abbiamo raggiunto e raggiungeremo i nostri obiettivi, con un sano e giusto profitto – conclude Cucinelli –. Non solo: da quando è scoppiata la pandemia, nel 2020, non abbiamo licenziato nessuno né abbiamo chiesto sconti a chi lavora per noi nella filiera. E abbiamo continuato a investire in progetti di sostenibilità sociale e ambientale, in Umbria e nel mondo».

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