quotazioni dei docg

Brunello e Amarone i vini più cari d’Italia

Lo spaccato delle quotazioni medie all’origine delle principali denominazioni italiane del vino, aggiornate a dicembre 2019, elaborate da Ismea

di Giorgio dell'Orefice

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(Igor Normann - stock.adobe.com)

Lo spaccato delle quotazioni medie all’origine delle principali denominazioni italiane del vino, aggiornate a dicembre 2019, elaborate da Ismea


3' di lettura

In vetta sempre il Brunello di Montalcino, seguito dall’Amarone. Perde terreno il Barolo, tiene il Barbaresco. Tra i bianchi sul podio i piemontesi Gavi e Cortese di Gavi seguiti dal Pinot nero base spumante e dal Prosecco di Conegliano Valdobbiadene. È lo spaccato delle quotazioni medie all’origine delle principali denominazioni italiane del vino aggiornate a dicembre 2019 elaborate da Ismea.

In prima posizione per le quotazioni più elevate d’Italia il Brunello di Montalcino con 1.085 euro a ettolitro, un valore stabile rispetto a dicembre 2018 e che lascia immaginare un prezzo medio a bottiglia (da 0,75 cl) di 8,1 euro. Va ricordato che naturalmente stiamo parlando di prezzi all’origine del vino sfuso.

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Al secondo posto si conferma l’Amarone della Valpolicella che secondo i dati resi noti dalla Borsa Merci della Camera di Commercio di Verona ha chiuso l'anno con quotazioni che hanno oscillato dai 725 agli 800 euro a ettolitri. Anche nel caso dell'Amarone i prezzi si sono rivelati stabili rispetto a 12 mesi fa.

Al terzo posto il Barolo che però con un prezzo medio di 655 euro a ettolitro ha registrato un calo del 15,8% rispetto allo scorso anno. Restando in Piemonte frenata più contenuta per il Barbaresco che con 535 euro a ettolitro ha lasciato sul terreno in un anno il 3,6% del proprio valore. Al quinto posto completa il quintetto di Docg, il Chianti Classico che però è distanziato con un valore di 272,5 euro a ettolitro. Un valore che, tuttavia, resta più che doppio rispetto a quello del Chianti Docg che invece con 112,5 euro a ettolitro ha perso in un anno il 19,6% del valore.

Fra i vini rossi la denominazione emergente (come confermato anche dai recenti dati sulle quotazioni dei vigneti elaborati dal Crea) è l’Etna rosso ormai stabilmente tra le principali etichette del Mezzogiorno con un valore di 205 euro a ettolitro in crescita del 13,9% rispetto a dicemb4re 2018.

Restando in tema di novità va sottolineata l'ottima performance di una denominazione meno celebrata e famosa: il Monica di Sardegna, una Doc emergente che ha raggiunto una quotazione media all’origine di 160 euro a ettolitro in crescita del 31,7% sullo scorso anno.

I bianchi
Passando invece in rassegna le quotazioni all’origine delle principali denominazioni “bianche”, nelle primissime posizioni ci sono Docg piemontesi che mantengono la leadership nonostante il calo. Al vertice infatti ci sono Gavi e Costese di Gavi con un prezzo di 280 euro a ettolitro per entrambe ma che registrano un calo del 3,4% rispetto a dicembre 2018. Al secondo posto come quotazioni il Pinot nero Trentodoc, che anche se si tratta di un'uva a bacca rossa in questa denominazione è utilizzato prevalentemente come base spumante ed è quotato in media 275 euro a ettolitro (in crescita del 3,8% rispetto allo scorso anno).

A seguire a poca distanza, e stabile rispetto a 12 mesi fa, il Prosecco Docg di Conegliano Valdobbiadene con 245 euro che mantiene un differenziale di prezzo significativo rispetto al Prosecco Doc quotato invece 200 euro a ettolitro (anche se quest'ultimo appare in crescita del 12,7%).

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