enoturismo

Brunello di Montalcino, più di un milione ad ettaro e turisti record

di Vincenzo Chierchia


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2' di lettura

È partita oggi la 27a edizione di Benvenuto Brunello, l'anteprima del rosso toscano che quest'anno presenta Brunello di Montalcino 2014, la Riserva 2013, il Rosso di Montalcino 2017, Moscadello e Sant'Antimo. «L'annata 2014 è stata una vera e propria sfida che, grazie all'impegno congiunto di produttori ed enologi, oggi possiamo dire essere stata vinta sul mercato - commenta il presidente del Consorzio senese Patrizio Cencioni -. È stata una stagione contrassegnata dalle difficoltà climatiche, quindi molto impegnativa, che ha comportato una riduzione della produzione stimata sulle 6 milioni di bottiglie, quindi un 30% in meno rispetto al nostro standard. Solo l'ottimo lavoro in vigna e nella fase di fermentazione hanno potuto trasformare il prodotto in cantina nel vino all'altezza della fama del Brunello». Benvenuto Brunello rappresenta l'occasione per tirare le somme sul comparto. Dal punto di vista della produzione - sottolinea una nota - nel 2018 sono state 8 milioni le bottiglie di Brunello prodotte, in leggero calo rispetto all'anno precedente, e 4,5 milioni quelle di Rosso, trend costante rispetto al 2017. L'export si conferma al 70% della produzione totale, con gli Usa primo mercato, seguiti da Europa, mercati asiatici (Cina, Hong Kong e Giappone in primis), Canada e centro e sud America. Il giro d'affari del settore vitivinicolo a Montalcino è stato stimato in 160 milioni. Infine crescono anche i flussi turistici, aumentati del 10% rispetto all'anno scorso, quando vennero registrati 1,5 milioni di visitatori; i pernottamenti hanno fatto segnare un +20% rispetto al 2017, quando erano stati 150mila. Il territorio vale oro. Oggi un ettaro a Montalcino costa oltre un milione di euro, con un aumento del 5mila% rispetto all’inizio degli Anni 60.. Vino d’eccellenza ed alta cucina sono un binomio inscindibile. Oggi e domani Benvenuto Brunello si arricchisce anche della presenza di 20 tra sommelier e responsabili di cantina di alcuni dei più noti ristoranti d'Italia, stellati Michelin e non, invitati dal Consorzio a testimonianza del costante legame e interesse del mondo dell'alta ristorazione italiana verso il Brunello. Si va da nord a sud del paese con i sommelier di Piazza Duomo di Alba e dell'Antica Corona Reale di Cervere, in provincia di Cuneo, dei milanesi Il Seta by Antonio Guida, Barbacoa e Vun Milano, oltre alla sommelier Valentina Bertini (Terrazza Gallia), recentemente nominata miglior sommelier dell'anno dalla Guida Espresso, il St. Hubertus di San Cassiano, Locanda Margon di Ravina (Trento), Le Calandre di Rubano (Padova), passando per Dal Pescatore di Runate (Mantova), il San Domenico a Imola, Uliassi di Senigallia (Ancona), Caino di Montemerano (Grosseto), l'Enoteca Pinchiorri di Firenze, Il Pagliaccio di Roma, L'Olivo di Anacapri, il Reale de L'Aquila e la Locanda Don Serafino di Ragusa.

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