ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùEMERGENZA SANITÀ

Iss: anticipare misure restrittive in Emilia-Romagna, Veneto, Campania e Friuli

L'analisi dei dati del monitoraggio regionale sull’emergenza sanitaria Coronavirus effettuato dalla Cabina di regia con Silvio Brusaferro, e Franco Locatelli

Coronavirus, Rt elevato in Lombardia, Basilicata e Piemonte. Ecco i dati

L'analisi dei dati del monitoraggio regionale sull’emergenza sanitaria Coronavirus effettuato dalla Cabina di regia con Silvio Brusaferro, e Franco Locatelli


5' di lettura

I DATI DEL CONTAGIO
Loading...

Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana, Umbria entrano in area arancione, nell'area rossa la Provincia Autonoma di Bolzano. È stata firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza l'ordinanza che individua le Regioni che, in base all'analisi dei dati epidemiologici sulla diffusione dell'epidemia e agli scenari di rischio certificati nel report dell'Istituto superiore di sanità, passano dall'area gialla a quella arancione e rossa (rischio alto, livello 3 l'area arancione; rischio alto, livello 4 l'area rossa). Le misure previste per contrastare il diffondersi del coronavirus entrano in vigore l'11 novembre 2020.

I dati del monitoraggio Iss

Emilia Romagna, Campania, Friuli Venezia Giulia e Veneto erano state indicate come le quattro Regioni più critiche da parte dell'Istituto superiore di sanità, sulla base dei dati dell'ultimo monitoraggio. Ciò sulla base del Report, che indica le Regioni entrate in scenario 4 a rischio moderato con alta probabilità di progressione. Se da una parte l'indice Rt, il tasso di contagiosità cresce più lentamente, dall'altra la curva per la resilienza, cioè l'impatto dell'epidemia coronavirus sui servizi sanitari, sta aumentando e ci si avvicina a soglie di valori critici, in relazione al bisogno di rispondere ai bisogni di salute. Le terapie intensive e i ricoveri in area medica, in particolare, mostrano una curva che cresce rapidamente vicino a soglie critiche.

Loading...

Questo lo scenario delineato da Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità, alla conferenza stampa sull'analisi dei dati del monitoraggio regionale sull'emergenza sanitaria coronavirus effettuato dalla Cabina di regia (Dm 30 aprile 2020), cui ha partecipato, oltre a Brusaferro, il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli. «Sulla base dell'ultimo monitoraggio - ha osservato Brusaferro - ci sono 4 regioni che vanno verso rischio alto e nelle quali è opportuno anticipare le misure più restrittive». In precedenza era stato sottolineato che due regioni hanno una occupazione dei posti letto sopra il 30%, due al 29%.«In alcune regioni - ha messo in evidenza Brusaferro - si è superata la soglia critica per l'occupazione degli ospedali e c'è probabilità alta in tutta Italia di saturazione entro un mese per terapie intensive. Quindi - ha continuato - c'è l'allerta e non possiamo permetterci di prendere sotto gamba la situazione».

In corso analisi per Campania

Dalla conferenza stampa non sono uscite indicazioni sull’ipotesi di collocare la Campania in una zona diversa da quella attuale (la gialla). «Riteniamo validi dati della Campania ma approfondimenti sono in atto per cogliere aspetti che potrebbero completare una analisi che è in corso», ha affermato Brusaferro. Tenici del ministero sono in Campania per controllare i dati: stanno analizzando la mole dei dati per capire se si è creata una falla nella raccolta e nella trasmissione e se il flusso dei dati è stato messo insieme correttamente. I tecnici devono appurare eventuali deficit e capire come potere recuperare ciò che manca. Una decisione sulla fascia da attribuire alla regione è attesa per la serata di martedì o la giornata di mercoledì.

In Emilia, Veneto e Fvg allo studio misure restrittive comuni

Dal canto loro i Governatori di Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna - Massimiliano Fedriga, Luca Zaia e Stefano Bonaccini - sono in contatto per varare una ordinanza in comune che introduca nelle tre regioni misure più restrittive rispetto a quelle stabilite per le regioni gialle” (come sono appunto queste tre). Scopo dell'iniziativa è evitare che peggiorino i parametri di valutazione e che possano tutte e tre scivolare nelle zone arancione o rossa. In particolare, l'ordinanza potrebbe riguardare temi come la mobilità e potrebbe entrare in vigore già dal prossimo venerdì.

Rt in rallentamento ma va riportato sotto l’uno

«In Italia è alto il numero di nuovi casi per 100mila persone, 523, e cresce rapidamente verso le soglie critiche l'occupazione dei posti letto nelle terapie intensive con molte regioni ben oltre tale soglia e un impatto sui ricoveri per altre malattie», ha spiegato ancora Brusaferro. L'Italia «è un Paese a scenario 3, siamo a un Rt di 1.7, con un intervallo di confidenza di 1.5». Un Rt che «ha mostrato un rallentamento nella sua crescita ma per ridurre i casi dobbiamo portare l'Rt sotto 1». Tutte le regioni sono sopra Rt 1, in alcuni casi a 2, ha ricordato il presidente dell’Istituto superiore di sanità. «Non possiamo permetterci distrazioni, non possiamo permetterci di prendere sotto gamba la situazione».

Locatelli: Rt stabile, c'è decelerazione

«C’è una decelerazione del parametro Rt grazie alle misure che sono state implementate nei vari Dpcm», ha confermato Locatelli. «Vedere un Rt stabile è qualcosa che va interpretato in senso positivo. Ci aspettiamo che nei prossimi giorni il quadro possa ulteriormente migliorare».

«Vaccino esiti positivi già in fase preclinica»

Locatelli ha parlato anche del vaccino Pfizer. «Già nella fase preclinica - ha spiegato - aveva dato riscontri positivi in termini di immunità sterilizzante, che previene infezione, e l'immunità da malattia, cioè in termini di capacità di proteggere dalla malattia vera e propria». La Commissione europea ha chiarito che l'Italia avrà accesso ad almeno il 13,51% dei 300 milioni di dosi di vaccino Pfizer-Biontec riservati all'Ue.

«In arrivo documento supporto ai medici di base»

«Su richiesta del ministro della Salute Roberto Speranza - ha detto Locatelli - è stato appena finalizzato un documento di supporto per i medici di medicina generale che fornisce loro degli orientamenti, e ci sono delle riflessioni sull'opportunità di intraprendere particolari trattamenti farmacologici a seconda delle tipologie di pazienti». Il documento «è al vaglio del ministro e verrà condiviso con la Fnomceo e interlocutori medici».

Cinque regioni in zona arancione

La vigilia della conferenza stampa è stata caratterizzata dal nuovo giro di vite che, di fronte a un sistema sanitario in difficoltà, ha inserito nella zona arancione cinque regioni in precedenza in quella gialla (Abruzzo, Toscana, Umbria, Liguria e Basilicata). Da mercoledì 11 novembre in queste regioni ristoranti e bar rimarranno chiusi tutta la giornata, mentre i negozi rimarranno aperti.

Lockdown totale se la curva non cala

In questo scenario, con il report settimanale dal 26 ottobre al 1° novembre del ministero della salute-Iss a confermare che l'epidemia in Italia «è in rapido peggioramento», continua il pressing dei medici per chiudere tutta l'Italia nel caso in cui i dati epidemiologici non dovessero migliorare nei prossimi giorni. La scelta di collocare altre cinque regioni nella zona arancione viene pertanto letta come un ultimo tentativo per scongiurare lo scenario peggiore, quello di un paese tutto in zona rossa. Il lockdown totale, che avrebbe ricadute pesanti sul sistema economico, rimane un'opzione sul tavolo, che si sta prendendo in considerazione nel caso in cui nei prossimi 7-10 giorni la curva dei contagi non invertisse la rotta. Secondo altre fonti i tempi per una decisione di questa portata sarebbero più stretti, con l'esecutivo che punterebbe ad arrivare almeno al 15 novembre.

Covid: a Roma Comitato sicurezza, ipotesi chiusura piazze

Maggiori controlli, un contingentamento degli accessi in luoghi e strade per evitare affollamenti e la chiusura di alcune piazze abitualmente più frequentate. Sarebbero queste, secondo quanto si è appreso, le ipotesi sul tavolo del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocato ieri dal prefetto di Roma Matteo Piantedosi e che si svolgerà nel pomeriggio.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti