aste nellA CITY

Brusca frenata dell’arte moderna da Christie’s Londra

di Giovanni Gasparini


default onloading pic

4' di lettura

Ad un mese dal successo delle aste di Maggio a New York, il mercato dell'arte impressionista e moderna subisce una battuta d'arresto nella prima asta serale del tradizionale periodo estivo a Londra. Il catalogo proposto da Christie's la sera del 18 giugno presentava solo 34 lotti, ridottisi a 31 prima dell'inizio dell'asta per il ritiro di un lavoro di Sonia Delaunay, di una scultura in terracotta creata da Laurens e dipinta da Picasso, e di una tela di Picasso del 1965 stimata 1,5-2,5 milioni di sterline. Sette lotti non hanno trovato compratori, pari ad un venduto di tre quarti dei lavori per numero, ma solo della metà per valore potenziale, poiché sono rimasti al palo il lotto principale dell'asta, un lavoro cubista di Leger, e il terzo lotto per stima: una composizione di Matisse. Il ricavo totale di 36,4 milioni di sterline si situa ben sotto le stime pre-asta tra 64-90 milioni di sterline e bisogna tornare a dieci anni fa, alla crisi del 2009, per trovare valori comparabili. Sicuramente la difficoltà a reperire materiale e il potenziale di eccesso di offerta in un contesto di aste (oltre a New York si sono tenute aste in Asia e a Parigi nelle ultime settimane) e fiere ( Art Basel è appena terminata e Masterpiece London sta per partire) non hanno facilitato la sessione di aste estive, ma potrebbe comunque trattarsi solo di una parentesi negativa. Anche le tensioni relative alla Brexit e al tasso di cambio, nonché all'andamento generale dell'economia, potrebbero aver influenzato il mercato.

Pablo Picasso (1881-1973), Homme et femme nus, 1968

L'asta serale di arte moderna inglese del giorno prima da Christie's non aveva lanciato allarmi, infatti aveva ha ottenuto ottimi risultati (alla stima alta di 17,5 milioni di sterline), grazie ad una serie di sculture che spesso trovano posto nei cataloghi generali di arte moderna con autori come Henry Moore e Barbara Hepworth.

Leger e Matisse invenduti
In un incanto caratterizzato dall'assenza di garanzie (solo due lotti erano garantiti), il mercato sembra aver rigettato certe valutazioni troppo ottimistiche.
Nonostante la rarità e la buona dimensione del lavoro cubista di Leger “Femme dans un fauteuil' del 1913, la stima a richiesta attorno ai 25 milioni di sterline si è rivelata troppo alta e il lavoro è rimasto invenduto con un ultimo prezzo chiamato di 19,5 milioni di sterline. Tre lotti prima, era andato invenduto un ritratto dai toni rossi accesi di Henri Matisse ‘Le collier d'ambre' del 1937, messo sul mercato a seguito di un processo di restituzione agli eredi del leggendario gallerista Paul Rosenberg, spogliato del suo inventario dai nazisti durante la guerra. La stima di 5-8 milioni di sterline ha tenuto distanti i potenziali compratori, forse anche a causa dei danneggiamenti subiti dal lavoro durante i vari passaggi di mano avvenuti durante gli anni del conflitto.
Un secondo lavoro di Matisse offerto, un nudo del 1915, ha sfiorato invece la stima alta di 1,2 milioni di sterline. La mancata vendita del Matisse ha compromesso un'ottima partenza dell'asta con un disegno di Schiele conteso fino a 1,3 milioni, quattro volte la stima alta, e una scultura di Henri Laurens in pietra del 1919, inseguita anche da diversi galleristi per finire a 1,7 milioni di sterline, ben oltre la stima alta.
Ben nove i lavori su carta offerti, con tre risultati oltre le aspettative e tre sotto, oltre ad un invenduto, una composizione di Otto Dix raffigurante un soldato (stima 500-800mila sterline), mentre una tela di Dix del 1931 è passata di mano sotto la stima a 1,4 milioni di sterline. Sono rimasti, invece, invenduti anche una figura di paesana di Camille Pissarro (stima 1,5-2 milioni) e un paesaggio pontillista di Edmund Cross (stima 1-1,5 milioni), mentre una tela dedicata Venezia da Paul Signac nel 1908 a raggiunto la stima bassa di 2,2 milioni grazie alle commissioni.

I Picasso dell'ultimo periodo convincono il mercato asiatico
Una grande tela erotica di Picasso del 1968, facente parte della stessa collezione del Leger invenduto, ha creato una mini gara di rilanci fra compratori al telefono con personale della casa d'aste basato in Asia, contesa che ha visto prevalere la rappresentante basata ad Hong Kong per 12,5 milioni di sterline, a metà della stima di 10-15 milioni una volta aggiunte le commissioni. Il lotto non sembra quindi essere finito nelle mani della garanzia di parte terza che lo proteggeva.
Ben tre dei quattro lavori di Picasso proposti hanno riportato risultati fra i primi dieci realizzi, fra cui un'altra tela tarda del 1967 raffigurante il pittore, battuta alla stima alta di 2 milioni con le commissioni, e un lavoro a matita e pastello del 1937 che è passato di mano alla famiglia di collezionisti-galleristi Nahmad verso la stima bassa di 1,9 milioni con le commissioni, raffigurante il classico tema del Minotauro e la fanciulla. Un quarto lavoro del maestro spagnolo su carta del 1933, riconducibile al suo pur breve periodo in cui guardava al Surrealismo, è andato venduto in sala sotto la stima bassa di 400mila sterline. Il Picasso del 1933 faceva parte di una collezione più ampia.

Una collezione Surrealista salva la giornata
Il contributo principale per numero di lotti venduti è venuto da una collezione di arte Surrealista posta in vendita a causa della recente morte dell'anonimo collezionista (inglese secondo le indiscrezioni raccolte); si trattava di un nucleo di 13 lotti di cui due invenduti, fra cui spiccava una composizione di Yves Tanguy del 1938 passata di mano a 3,1 milioni da una stima di 2,5-4 milioni di sterline, e il risultato record per Hannah Hoch, con un acquarello dadaista su carta del 1919 che ha superato la stima fermandosi a 635mila sterline.
Non ha convinto, invece, uno dei due lavori di Magritte proposti, un olio su tela del 1926 di generose dimensioni ‘Le parc du vautour', invenduto da una stima di 2,5-4 milioni di sterline. È rimasto al palo anche l'ultimo esemplare noto in mani private del famoso sofà dedicato da Dalì e Edward James a Mae West; il grande sofà rosso a forma di labbra sensuali non ha trovato compratori da una stima di 400-600mila sterline. È passato di mano a solo 175mila sterline, da una stima di 300-500mila, l'unica opera italiana in catalogo, un lavoro di de Chirico del 1928 dai toni cupi ‘Oreste e Pilade'. Tocca ora al catalogo serale di Sotheby's del 19 giugno risollevare le sorti.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...