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Brusco aumento dei casi di influenza, curva sopra le ultime due stagioni

I dati della sorveglianza Iss stimano già in 557mila i contagi, soprattutto tra i bambini piccoli. In Usa ricoveri più alti dal 2010

di Nicola Barone

Esperti, ‘dopo Covid, atteso incremento notevole di influenza e Rsv’

4' di lettura

È una partenza bruciante quella dell’influenza stagionale. E non solo in Italia. Il primo rapporto InfluNet dell’Istituto superiore di sanità evidenzia «un brusco aumento nel numero di casi riferibili a sindromi simil-influenzali», specie nei bimbi under 5. Nella 43esima settimana del 2022, quella dal 24 al 30 ottobre, «i casi stimati, rapportati all’intera popolazione italiana, sono circa 285mila, per un totale di circa 557mila a partire dall’inizio della sorveglianza», si legge nel bollettino redato con la collaborazione dei medici sentinella.

Boom nella fascia d’età 0-4 anni

«La curva epidemica delle sindromi simil-influenzali mostra valori sopra la soglia epidemica e superiori a quelli registrati nelle ultime due stagioni», sottolinea l’Iss precisando che «non solo i virus influenzali, ma anche diversi virus respiratori tra cui i rhinovirus, il SARS-CoV-2 e, in parte, il virus respiratorio sinciziale e gli adenovirus concorrono a tale aumento». Nella settimana in esame, il valore dell’incidenza totale è pari a 4,83 casi per mille assistiti. Nella fascia d’età 0-4 anni il dato schizza a 19,61 casi su mille, mentre nei 5-14enni è di 5,89/mille, dai 15 ai 64 anni di 3,94/mille e tra gli over 65 di 2,87/mille.

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Cinque Regioni fuori dalla sorveglianza

Le soglie della stagione influenzale in corso - dettaglia il primo report - fissano il livello basale a 3,16 casi per mille assistiti, l’intensità bassa a 9,37/mille, quella media a 14,37, quella alta a 17,36 e quella molto alta a oltre 17,36. «Tra le Regioni che hanno attivato la sorveglianza - indica l’Iss - Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Sicilia registrano un livello di incidenza delle sindromi simil-influenzali sopra la soglia basale. Cinque Regioni (Pa di Bolzano, Veneto, Campania, Calabria, Sardegna) non hanno ancora attivato la sorveglianza InfluNet».

Vaia: no preoccupazione ma vaccino ad anziani e fragili

Ma l’arrivo dell’influenza «non deve preoccupare» a giudizio del direttore generale dell’Istituto Spallanzani di Roma Francesco Vaia. «È importante, come lo è stato in passato, che le persone anziane, quelle fragili e quelle per le quali è raccomandato, facciano il vaccino». Il virus influenzale, sottolinea Vaia, «è stato praticamente assente negli ultimi due anni perché le mascherine e le diverse misure anti Covid ci hanno protetto. In queste settimane, anche grazie al clima caldo, i casi sono ancora praticamente inesistenti. È probabile che, con l’arrivo del freddo, avremo un’epidemia più intensa che comunque non deve spaventare».

Ciccozzi: vedremo più casi rispetto a Covid

«Molto verosimilmente, vedremo più casi di influenza che non di Covid» prevede Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di Statistica medica ed epidemiologia del Campus Bio-Medico di Roma. Quello che sta avvenendo non stupisce gli esperti. «Il nostro sistema anticorpale è meno pronto. Abbiamo tolto le mascherine che ci hanno protetto per due anni, è logico ed inevitabile che saranno molti i casi registrati quest’anno». Tutto, però, «è nella normalità. È giusto così. Importante, però, per anziani e fragili, vaccinarsi contro il virus influenzale oltre che contro SARS-Cov-2».

Al via il portale “Flu day”

Ha preso intanto il via “Flu day”, il portale di informazione dedicato all'influenza e allo strumento più efficace e sicuro per prevenirla e ridurre le sue complicanze: il vaccino. «Aumentare la copertura vaccinale antinfluenzale - si legge nell’editoriale sul sito www.fluday.it firmato da Paolo Bonanni, dicente di Igiene all’Università di Firenze, - è una priorità la cui soddisfazione si traduce in un vantaggio clinico a breve termine, cioè nella stagione in cui è stata effettuata la vaccinazione, ma anche a lungo termine. Più ci vacciniamo, più alimentiamo la nostra libreria immunologica, andando a fornire al nostro sistema immunitario sempre più strumenti per difenderci dalle infezioni».

Una campagna antinfluenzale «basata sull’ appropriatezza - continua Bonanni - è quindi sul concetto che esistono vaccini disegnati specificatamente per sopperire a determinate esigenze popolazione, anche sulla base della classe di età considerata, dovrebbe essere una scelta di politica sanitaria obbligatoria, la cui realizzazione potrebbe tradursi nel tempo in un benefico clinico e in un risparmio di soldi e di risorse economiche ed organizzative da parte del sistema sanitario nazionale», conclude Bonanni.

In Usa ricoveri più alti dal 2010

Anche negli Stati Uniti la stagione influenzale è iniziata e, soprattutto sulla costa orientale e nel sud del Paese, sta colpendo in maniera più intensa di quanto avvenuto negli anni passati, anche prima dell’inizio della pandemia. Secondo i Centers for disease control and prevention (Cdc), le sindromi simil-influenzali in questa stagione hanno già messo a letto 1,6 milioni di americani, causato 13mila ricoveri e 730 morti, due dei quali tra bambini. Nella scorsa settimana, circa una visita medica (il 4,3%) su 20 in Usa era collegata a sindromi simil-influenzali mentre il tasso di ricoveri per influenza è pari a 2,9 casi per 100mila abitanti, il più alto osservato in questa stessa settimana dal 2010-2011.

In questo momento «stanno circolando diversi virus respiratori e il contributo dei virus influenzali varia in base alla località», precisano i Cdc. Tuttavia il contributo dei virus influenzali cresce in tutto il Paese: complessivamente la scorsa settimana il 9% dei campioni analizzati erano positivi per influenza; la settimana precedente erano il 5,6%. Come negli ultimi due anni, la quasi totalità (il 98,5%) dei virus influenzali identificati è di tipo A, specie H3N2 (79,1%).

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