l’agenda internazionale

Bruxelles, Berlino e Washington. Poi Mosca e Pechino. Le priorità di Draghi in politica estera

Le prime tappe (forse anche nella stessa giornata) non potranno che essere Bruxelles per incontrare i vertici delle istituzioni europee e Berlino per gli incontri con il Governo tedesco.

di Gerardo Pelosi

Dalla scuola al fisco, si delineano priorità del governo Draghi

Le prime tappe (forse anche nella stessa giornata) non potranno che essere Bruxelles per incontrare i vertici delle istituzioni europee e Berlino per gli incontri con il Governo tedesco.


3' di lettura

Una cosa è certa. Nel momento in cui Mario Draghi avrà incassato (come tutti ormai danno per scontato) la fiducia dal Parlamento e si tratterà di decidere quali priorità dare ai primi contatti all'estero, il nuovo presidente del Consiglio non seguirà l'esempio di Matteo Renzi. L'attuale leader di Italia viva, da capo del Governo, nel marzo del 2014, ruppe con la tradizione che, fino ad allora, vedeva i premier italiani dopo avere assunta la guida del Governo volare verso le capitali europee per accreditarsi nelle varie cancellerie. Ma Renzi volò invece a Tunisi per incontrare il primo ministro Mehdi Jomaa e il presidente ad interim Moncef Marzouki. Si era alla vigilia del semestre di presidenza italiana della Ue e Renzi spiegò: «Sarà un punto della presidenza del semestre europeo: il Mediterraneo non come confine ma come centro dell'Europa».

Prime tappe obbligate Bruxelles e Berlino

Con Draghi si tornerà quasi certamente alle vecchie consuetudini. Le prime tappe (forse anche nella stessa giornata) non potranno che essere Bruxelles per incontrare i vertici delle istituzioni europee e Berlino per gli incontri con il Governo tedesco. Nella capitale belga colloqui di rito con personalità che Draghi conosce molto bene, dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen al presidente del Consiglio Ue, Charles Michel al presidente dell'Europarlamento, David Sassoli. A Berlino Draghi potrà incontrare la cancelliera Angela Merkel oltre ad esponenti di spicco dell'esecutivo tedesco.

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Con il presidente Macron primo contatto il 26 febbraio in videoconferenza

Non è invece così scontato che Draghi possa inserire una tappa a Parigi già nei primi giorni del suo mandato. Ma un contatto con il presidente francese Emmanuel Macron così come con quelli degli altri 25 Stati membri ci sarà già per il Consiglio europeo straordinario sulla politica europea dei vaccini, previsto in videoconferenza il 25 e 26 febbraio. Il successivo impegno internazionale di Draghi dovrebbe essere il Consiglio europeo ordinario sulle questioni economiche e il Next Generation previsto per il 25 e 26 marzo. Nel frattempo verranno avviati contatti anche con l'altra sponda dell'Atlantico. Nelle ultime dichiarazioni il presidente americano Joe Biden ha citato tra i Paesi europei solo Germania e Francia oltre al Regno Unito. La Francia guida le missioni internazionali soprattutto in Africa, mentre la Germania resta il volano economico del continente. Toccherà a Draghi porre l'accento sui numerosi attuali nostri impegni politico-diplomatici-militari, che vanno dalla guida delle missioni Unifil e Kfor alla partecipazione alle missioni in Afghanistan e Iraq al contributo alla coalizione per la lotta all'Isis.

Con Biden in giugno per G7 e Nato, ma non si esclude un viaggio a Washington

Non è ancora chiaro se e quando Draghi potrà incontrare di persona il presidente americano. Quest'ultimo è atteso in Europa nel giugno prossimo per partecipare al G7 a presidenza inglese che si terrà in Cornovaglia tra l'11 e il 13 di quel mese e, a ridosso di quelle date anche al vertice dei capi di Stato e di Governo della Nato a Bruxelles. Due appuntamenti che vedranno anche la presenza di Mario Draghi. Ma non è neppure escluso un viaggio lampo di Draghi a Washington prima di giugno per illustrare al nuovo presidente i punti salienti dell’agenda del G20 e dell’Health Global summit del 21 giugno a Roma.

Mosca e Pechino possono attendere

Meno urgente invece una calendarizzazione a scadenza ravvicinata per viaggi verso Est come Russia e Cina. Mosca e Pechino, pur essendo membri del G20 che Draghi presiederà fino al vertice dei capi di Stato e di Governo delle 19 economie più industrializzate ed emergenti oltre alla Ue, in programma il 29 e 30 ottobre prossimo all'Eur, non rientrerebbero infatti nelle priorità del nuovo esecutivo a differenza di quanto avvenuto durante il Conte 1 e il Conte 2.

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