La tassonomia europea

Bruxelles ha deciso: gas e nucleare sono «investimenti sostenibili»

Il testo stabilisce che gas e nucleare sono entrambe fonti di transizione, utili quindi per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, come promesso dai Ventisette.

di Beda Romano

La commissaria Ue alla finanza sostenibile Mairead McGuinness (Epa)

3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – Dopo un lungo tira-e-molla e con una decisione che rischia di lasciare strascichi polemici, la Commissione europea ha pubblicato oggi, mercoledì 2 febbraio, la sua proposta di atto delegato con il quale intende classificare le fonti di energia verdi e convogliare miliardi di euro in investimenti. Il testo stabilisce che gas e nucleare sono entrambe fonti di transizione, utili quindi per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, come promesso dai Ventisette.

«Questo è un passo importante verso il raggiungimento del nostro obiettivo ambientale – ha spiegato in una conferenza stampa qui a Bruxelles la commissaria agli affari finanziari Mairead McGuinness –. Voglio precisare che questa classificazione non è uno strumento di politica energetica a livello europeo, ma piuttosto intende offrire utili punti di riferimento al settore finanziario. Le scelte energetiche rimangono nelle mani dei governi».

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Il compromesso europeo

A cavallo dell’anno, l’esecutivo comunitario aveva pubblicato una prima proposta che è stata oggetto di analisi da parte di esperti e governi. Non sono mancate le critiche su più fronti per via della presenza di entrambe le fonti, gas e nucleare, nella classificazione, detta comunemente qui a Bruxelles tassonomia. Semplificando, hanno protestato sia i paesi contrari al nucleare, per la presenza dell'energia atomica, sia i paesi utilizzatori di gas, per via di parametri troppo restrittivi.Bruxelles ha assicurato di avere preso in considerazione tutte le critiche emerse in queste settimane, trovando un compromesso «basato sulla scienza, pragmatico e responsabile».

Sul gas parametri stringenti

Il testo è stato messo al voto del collegio dei commissari, ha precisato la commissaria McGuinness. «Una schiacciante maggioranza si è detta favorevole alla nostra proposta». La signora McGuinness ha sottolineato come l'atto delegato non imponga alcunché né agli investitori né ai governi.Nella nuova proposta obiettivi intermedi nel funzionamento delle centrali a gas (2026 e 2030) sono stati eliminati. Resta solo l'obiettivo finale di avere entro il 2035 solo impianti funzionanti con un carburante ecologico. Quanto ai parametri, che l'Italia aveva chiesto fossero allentati, restano stringenti. Le centrali a gas sono considerate verdi se emettono meno di 100 grammi di Co2 per kWh. Un periodo di transizione permetterà di costruire da qui al 2030 impianti che emettono fino a 270 grammi di Co2.

Sul fronte nucleare, la Commissione europea precisa che le centrali producono soprattutto scorie con livelli minimi di radioattività. Le scorie più pericolose pesano per l'1% del totale. Impianti nucleari di terza generazione devono ricevere i permessi di costruzione prima del 2045 per ottenere un’etichetta di investimento verde, ed essere situati in un paese con un piano e fondi per smaltire in sicurezza i rifiuti radioattivi entro il 2050.

Ora passaggio in Consiglio e Parlamento

L'atto delegato deve ora essere vagliato dal Consiglio e dal Parlamento. Entrambe le istituzioni possono solo respingerlo, il primo a maggioranza rafforzata, il secondo a maggioranza semplice. Da un lato, il testo proposto oggi è un compromesso che dovrebbe essere accettato da una maggioranza di paesi e probabilmente da una maggioranza di deputati. Spiegava nei giorni scorsi un diplomatico: «Non c'è una maggioranza contro il nucleare e neppure una maggioranza contro il gas». La Realpolitik dovrebbe quindi avere la meglio, tenuto conto degli ambiziosi obiettivi ambientali.

Le critiche: «È solo greenwashing»

Nel contempo, tuttavia, le critiche non mancano. Il voto di un paese dipenderà dagli equilibri di politica interna (in particolare in Germania dove al governo siedono tre partiti piuttosto diversi tra loro). Alcuni paesi, come l'Austria, notano come il testo proposto oggi non sia in linea con il regolamento sulla tassonomia energetica: c'è il timore di un ricorso dinanzi alla Corte europea di Giustizia.«Considerare fonti verdi l’energia nucleare e il gas fossile è ambientalismo di facciata puro e semplice – ha commentato l'Organizzazione europea dei consumatori (Beuc) -. È come se l’industria del tabacco cercasse di vendere le sigarette come un prodotto per la salute. La tassonomia doveva essere il gold standard nella lotta contro il greenwashing nei servizi finanziari. Invece, questa si rivelerà uno strumento di greenwashing per investimenti che danneggiano il clima».


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