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Bruxelles propone regole per la cybersicurezza dei prodotti

La proposta introduce specifici standard di sicurezza che gli oggetti con componenti digitali - dai frigoriferi ai cellulari - dovranno rispettare in modo da limitare al massimo gli attacchi cibernetici e le frodi informatiche

di Beda Romano

Il commissario europeo Margaritis Schinas (Afp)

2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES – La Commissione europea ha presentato oggi, giovedì 15 settembre, un innovativo progetto di legge per lottare contro gli atti di pirateria sulla Rete. La proposta introduce specifici standard di sicurezza che gli oggetti con componenti digitali - dai frigoriferi ai cellulari - dovranno rispettare in modo da limitare al massimo gli attacchi cibernetici e le frodi informatiche. Secondo le più recenti statistiche, vi sono oggigiorno nel mondo ricatti informatici ogni 11 secondi.

«L’Unione europea è stata all'avanguardia nella creazione di un ecosistema di sicurezza informatica attraverso norme sulle infrastrutture critiche, sulla preparazione e sulla risposta in materia di sicurezza cibernetica così come sulla certificazione della sicurezza informatica – ha spiegato in una conferenza stampa a Bruxelles il vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas -. Oggi completiamo questo ecosistema con una legge che porta la sicurezza nelle case di tutti».

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I reati informatici hanno raggiunto nel 2021 un valore totale a livello mondiale di 5.500 miliardi di euro. Il testo del regolamento proposto oggi prevede requisiti obbligatori per i singoli prodotti, attribuisce responsabilità particolari alle imprese produttrici e garantisce maggiori informazioni per i consumatori.

«Vogliamo che i nostri standard diventino un punto di riferimento internazionale», ha spiegato il commissario all'Industria Thierry Breton.“Il regolamento proposto – spiega l'esecutivo comunitario - si applicherà a tutti i prodotti che sono collegati direttamente o indirettamente aun altro dispositivo o alla Rete. Sono previste alcune eccezioni per i prodotti per i quali i requisiti di sicurezza cibernetica sono già definiti nelle norme comunitarie esistenti, per esempio per i dispositivi medici, per gli aerei o per le automobili”. Il testo dovrà essere negoziato e approvato dal Consiglio e dal Parlamento.

Concretamente, i produttori dovranno vendere prodotti sicuri, garantire la loro sicurezza con aggiornamenti regolari per un minimo di cinque anni e informare la collettività nel caso di violazione della sicurezza. Il marchio CE indicherà la conformità dei prodotti con le nuove regole, in modo che possano circolare liberamente nel mercato interno. Le autorità nazionali dovranno ritirare dal mercato i prodotti che non rispettano le nuove norme di sicurezza e multare le rispettive aziende produttrici. «Le proposte di oggi segnano una gradita svolta nella realtà della scarsa sicurezza informatica dei beni di consumo, ma abbiamo bisogno di ulteriori miglioramenti per far sì che questa legge sia pienamente efficace per le persone – ha commentato Ursula Pachl, vicedirettrice generale della European Consumer Organisation -. I consumatori devono anche avere a disposizione meccanismi di ricorso più efficaci per ottenere un giusto risarcimento quando le cose vanno male».

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