LA COMMISSARIA THYSSEN

Bruxelles a Ryanair: «Il mercato non è una giungla, rispetti il diritto del lavoro Ue»

di Antonio Pollio Salimbeni

Bagagli, Ryanair cambia ancora

4' di lettura

Ryanair deve rispettare le regole del lavoro vigenti dell'Unione europea. Questo il messaggio della responsabile dell'occupazione e degli affari sociali della Commissione Marianne Thyssen che oggi ha ricevuto il ceo della compagnia aerea Michael O'Leary. «Non sono contro Ryanair o contro il modello di business delle compagnie low cost – ha detto Tyissen -, però il grande successo richiama anche grande responsabilità: il mercato interno non è una giungla, ha regole chiare sulla modalità equa del lavoro e sulla protezione dei lavoratori, questo non è un dibattito accademico, ma è una questione concreta di diritti sociali dei lavoratori».

Il portavoce di Thyssen ha indicato che l'incontro, chiesto da O'Leary, ha permesso «una discussione franca e aperta». La commissaria al lavoro ha detto che la compagnia low cost deve assicurare «il pieno rispetto della legislazione Ue». Su questo non c'è nulla da negoziare e si tratta di una garanzia che «non può neppure essere rinviata nel tempo».

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Conta la sede di lavoro dei dipendenti
Thyssen e O'Leary hanno discusso l'attuale disputa con la compagnia aerea sull'applicazione della legge europea sul lavoro e sui passi che Ryanair intende prendere per rispettarla. Bruxelles insiste su un punto: «Non è la bandiera di un aereo che determina l'applicazione della legge applicabile, le regole sui contratti di occupazione per gli equipaggi sono chiare: conta il luogo dal quale partono i lavoratori al mattino e in cui tornano la sera senza che l'impresa debba coprire le spese». Thyssen aggiunge che «rispettare le regole Ue non è qualcosa che i lavoratori devono negoziare né qualcosa che possa essere fatto in modo diverso a seconda dei Paesi: l'ho detto chiaramente a O’Leary oggi».

La questione dell'applicazione dei contratti sulla base della legislazione dei singoli paesi, senza uniformare tutti i rapporti di lavoro al diritto irlandese è da tempo al centro dello scontro sindacale con Ryanair in diversi paesi. Recentemente Ryanair ha assicurato con una lettera alle commissarie Ue Thyssen e Bulc (trasporti) che nel tempo passerà a contratti locali per il personale locale. L'indicazione della responsabile del lavoro Ue oggi evidenzia che Bruxelles non accetta dilazioni.

In Italia il vettore low cost irlandese ha appena raggiunto un accordo con tre sigle sindacali (Fit Cisl, Anpac e Anpav) per un contratto collettivo di lavoro che coprirà tutto il personale di cabina italiano dal 1 ottobre 2018.

La sentenza della Corte Ue
Nel 2017 la Corte di Giustizia Ue aveva indicato con una sentenza che la compagnia aerea irlandese non può imporre la legislazione del Paese in cui è registrata ai suoi equipaggi basati in altri Stati membri dell'Unione europea. Per cui aveva indicato espressamente che «personale navigante di Ryanair con base operativa nell'hub di Charleroi, in Belgio, può rivolgersi ai tribunali locali per risolvere controversie di lavoro anche se i contratti sono disciplinati dal diritto irlandese e prevedono la competenza dei giudici irlandesi». Nella sentenza emessa dalla Corte si precisava che «le norme europee sulla competenza giurisdizionale hanno lo scopo di tutelare la parte contraente più debole».

Il lavoratore può quindi citare il suo datore di lavoro davanti al giudice che «egli considera più vicino ai suoi interessi scegliendo legittimamente tra quello competente in base alla sede dell'azienda e quello competente in base al luogo dove il dipendente svolge abitualmente la sua attività». Secondo la Corte, allora, i ricorrenti «possono presentare ricorso davanti ai giudici belgi poiché partono e tornano da lì, è lì che ricevono le istruzioni operative ed è in quell'aeroporto che stazionano gli aeroplani su cui svolgono il loro servizio». Ciò indipendentemente dalle clausole contenute nel contratto di lavoro sottoscritto. Allora la reazione di Ryanair era stata: “Non crediamo che la decisione dei giudici europei cambierà qualcosa dei nostri contratti d'assunzione irlandese e dei diritti riconosciuti dalla Costituzione della Repubblica d'Irlanda”.

La replica: i concorrenti cospirano contro di noi
«Abbiamo fatto progressi reali con i sindacati - ha replicato il ceo di Ryanair Michael O'Leary - e la nostra gente in molti Paesi Ue da quando abbiamo riconosciuto i sindacati nel dicembre 2007, ciononostante in diversi Paesi come Portogallo, Spagna, Germania, Olanda e Svezia progressi simili sono impediti dall'interferenza di piloti ed equipaggi di compagnie concorrenti che stanno cospirando per chiamare ripetutamente a scioperi non necessari che stanno danneggiando i nostri clienti e il nostro business a beneficio delle loro ex compagnie: non conosciamo altra società multinazionale in Europa in cui c'è una interferenza nei negoziati sindacali a opera dei concorrenti: attualmente ci viene chiesto di negoziare con piloti o staff di volo di Aer Lingus, Norwegian, TAP, Eurowings, KLM e Braathens». O’Leary ha annunciato di aver sottoposto un ricorso all'Antitrust Ue per il «comportamento anticoncorrenziale di alcuni equipaggi di compagnie concorrenti, sindacati e lobby che stanno impedendo attivamente i negoziati interni di Ryanair».

Venerdì sciopero in tutta Europa
La compagnia ha indicato di aver pubblicato oggi la sua offerta a piloti ed equipaggi per arrivate ad accordi collettivi rapidamente e «correggere la propaganda sindacale dei concorrenti». La società ha aggiunto l'elenco degli accordi raggiunti negli ultimi 9 mesi in Irlanda, Italia, Regno Unito e Germania.
Venerdì è attesa una giornata campale per i voli Ryanair per lo sciopero annunciato che colpirà 450 mila passeggeri in relazione a contratti locali già stipulati in Belgio, Olanda, Spagna e Germania. «Annullate questo sciopero che
non è sostenuto dalla grande maggioranza dei lavoratori di Ryanair», è l’appello lanciato da O’Leary.

Ryanair denuncia il fatto che «Lufthansa non permette ai dipendenti Ryanair di partecipare ai negoziati in Germania, in Spagna e Portogallo, quando Iberia e TAP incontrano i loro sindacati, non negoziano con i piloti Ryanair o equipaggi: è semplicemente illegale e anticoncorrenziale che certi sindacati insistano che i piloti e gli equipaggi di compagnie concorrenti partecipino agli incontri con Ryanair in cui si discutono il business, i termini e le condizioni delle retribuzioni».

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