ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùTregua sui dazi

Bruxelles sospende le tariffe, dialogo Usa-Ue su acciaio e alluminio

La Commissione Ue ha sospeso la nuova stretta tariffaria su acciaio e alluminio Usa, in risposta ai dazi americani. E le due parti ora aprono un negoziato

di Beda Romano

Bobine d’acciaio in un impianto Thyssenkrupp a Duisburg, Germania

3' di lettura

A conferma del desiderio di migliorare i rapporti con gli Usa, la Commissione Ue ha annunciato di aver sospeso l’attesa stretta alle misure di ritorsione contro le tariffe americane nel settore dell’acciaio e dell’alluminio risalenti al 2018. Nel contempo, le parti hanno deciso di aprire un negoziato per risolvere la questione della sovraccapacità nella siderurgia. L’annuncio giunge a un mese dalla visita a Bruxelles del presidente Joe Biden.

«La nostra decisione di sospendere temporaneamente l’aumento automatico delle misure di riequilibrio contro le tariffe Usa sull’acciaio e l’alluminio dimostra che siamo seri nel voler riavviare la relazione transatlantica – ha spiegato in un comunicato il vicepresidente dell’esecutivo comunitario Valdis Dombrovskis –. Questa decisione riflette la nostra determinazione a trovare soluzioni congiunte che siano efficaci per risolvere questa controversia».

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Nel 2018, in via unilaterale, l’allora presidente americano Donald Trump aveva introdotto tariffe inattese ai danni delle importazioni di acciaio e di alluminio provenienti dalla Ue e da altri Paesi. In risposta, la Commissione europea aveva deciso misure di ritorsione a tappe. Una prima batteria di provvedimenti, tra le altre cose contro moto e whiskey, è entrata in vigore tre anni fa; una seconda stretta doveva essere adottata il 1° giugno prossimo.

Bruxelles ha ora annunciato una sospensione fino a sei mesi di questa seconda batteria di provvedimenti. Il primo round di misure rimarrà in vigore, così come rimarranno in vigore le tariffe introdotte a suo tempo dall’amministrazione Trump (25% sull’acciaio e 10% sull’alluminio). Quest’ultima aveva giustificato la scelta citando ragioni di sicurezza nazionale e una lontana legge del 1962. Una giustificazione che la Commissione europea non ha mai accettato.

In un comunicato congiunto, Washington e Bruxelles hanno messo l’accento sulle distorsioni al mercato provocate dall’eccesso di capacità produttiva a livello globale nel settore dell’acciaio e dell’alluminio. Le parti «hanno concordato che, poiché gli Stati Uniti e gli Stati membri dell’Unione sono alleati e partner (…) possono collaborare per promuovere standard elevati, affrontare le preoccupazioni comuni e chiedere conto a Paesi come la Cina che sostengono politiche di distorsione del commercio».

In buona sostanza, il tentativo del negoziato, che punta a un esito positivo entro la fine dell’anno, è doppio: risolvere la vicenda bilaterale e al tempo stesso trovare una soluzione a livello globale. Da parte europea si tratta di «un gesto di buona volontà», spiegava ieri un esponente comunitario, notando che è Bruxelles a fare un passo nella direzione di Washington e non tanto il contrario. Qui a Bruxelles c’è grande attenzione per il nuovo clima instaurato dall’amministrazione Biden.

Il nuovo presidente, atteso nella capitale belga a metà di giugno, ha confermato di essere più attento alle esigenze dei partner europei del predecessore Donald Trump. In marzo, Washington e Bruxelles si sono trovate d’accordo nel sospendere per quattro mesi (allungabili) i dazi nella diatriba Boeing/Airbus, accusate da entrambe le parti di ricevere sussidi pubblici. Nei giorni scorsi, la rappresentante al commercio Katherine Tai ha ribadito di voler chiudere questo dossier entro luglio.

Al tempo stesso, negli ambienti comunitari non ci si fa eccessive illusioni. Il tema commerciale accende gli animi sia nel partito repubblicano che in quello democratico. Nessuno ha dimenticato che in gennaio lo stesso presidente Biden ha firmato un decreto che impone all’amministrazione federale di acquistare prodotti americani. Commentava un esponente comunitario a proposito del negoziato annunciato ieri: «C’è molto lavoro da fare».

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