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BT in rosso, delude nel semestre e accelera sui tagli causa inflazione

Il fatturato del gruppo è salito dell’1% a 10,4 miliardi di sterline, che riflette principalmente «l’aumento dei prezzi legato all’inflazione» della filiale Openreach

di Giuliana Licini

(I-Wei Huang - stock.adobe.com)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - BT arretra pesantemente alla Borsa di Londra, dopo avere annunciato i conti semestrali e l’accelerazione del piano di riduzione dei costi per fare fronte all’impennata dell’inflazione. Il titolo della compagnia britannica di tlc attorno alle 11 accusa una flessione del 6% a 119,80 pence, tra le più ampie dell’indice Ftse 100, che intanto cede lo 0,26 per cento. BT, dopo avere realizzato risparmi per 1,7 miliardi di sterline dall’aprile 2020, ha indicato di volere arrivare fino a 3 miliardi entro la fine del 2025 contro i 2,5 miliardi previsti in precedenza. La riduzione dei costi sarà realizzata tramite una semplificazione delle offerte del gruppo e delle procedure, una maggiore automazione e il raggruppamento di siti, a fronte di un incremento dei prezzi nettamente più forte del previsto. «Tenuto conto dell’attuale contesto di forte inflazione, compreso il rilevante aumento dei prezzi dell’energia, dobbiamo prendere misure aggiuntive sui nostri conti», ha spiegato il ceo Philip Jansen, citato in un comunicato.

I risultati del semestre terminato a settembre 2022

Intanto nel semestre a settembre, il fatturato del gruppo è salito dell’1% a 10,4 miliardi di sterline, che riflette principalmente «l’aumento dei prezzi legato all’inflazione» della filiale Openreach, incaricata di realizzare la rete in fibra del Regno Unito e nei servizi ai privati. L’utile post-tasse è raddoppiato a 893 milioni, da 431 milioni nello stesso periodo dello scorso anno, grazie a un rimborso di imposte di 200 milioni. L’utile pre-imposte su base reported risulta, per contro, di 831 milioni, in calo del 18% «principalmente a causa delle maggiori svalutazioni sulla costruzione della rete e di maggiori costi specifici». L’Ebitda rettificato ammonta a 3,9 miliardi, in crescita del 3% di riflesso all’aumento dei ricavi, a minori costi e d alcuni elementi straordinari, in parte compensati dall’aumento dei costi dell’energia e dall’inflazione dei costi. Ad attirare l’attenzione degli operatori e a spingere le vendite sul titolo, per altro, è stato soprattutto il flusso di cassa libero normalizzato, che è crollato a 64 milioni, da 360 milioni, risultando nettamente al di sotto delle attese. Per l'esercizio 2023, la guidance ora è di un free cash flow normalizzato «nella parte basse della gamma tra 1,3 e 1,5 miliardi», ha precisato BT.

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Attenzione ai nuovi tagli annunciati

«Alle prese con l’aumento dell’inflazione e i timori di una recessione» Bt è stata obbligata «ad aumentare i target di riduzione dei costi per fare fronte ai venti contrari che vengono dall’economia e per pagare la costruzione della sua rete di fibra», commenta Victoria Scholar, analista di Interactive Investor. Tra gli operatori c’è anche chi ricorda le diverse giornate di sciopero nel gruppo dalla scorsa estate - le prime proteste sindacali da 35 anni – indette dal sindacato del settore Cwu per ottenere migliori salari a fronte dell’impennata dell’inflazione nel Regno Unito. In questo contesto, i nuovi tagli decisi dall’azienda fanno temere una nuova ondata di agitazioni.

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