Con Blauer Usa e Ten c

B.Tactical, l’ispirazione militare arriva nella galassia Fgf Industry

Negozi di ricerca

di Silvia Pieraccini

2' di lettura

Dal cilindro dell’inventore-sviluppatore di marchi Enzo Fusco nasce un nuovo brand maschile che si affianca a Blauer Usa e Ten c all’interno del gruppo Fgf Industry: si chiama B.Tactical, sarà nei negozi a partire dalla primavera-estate 2022, e si compone di 25 capi militari - giubbotti, pantaloni, felpe e due t-shirt – ispirati alle divise americane e destinati a soddisfare le esigenze dei negozi di ricerca e più sofisticati.

Il nome, B.Tactical, vuol ricordare sia il mondo militare che il marchio Blauer. «L’idea è nata dal fatto che in tutte le collezione in tutto il mondo vengono inseriti capi militari – spiega Fusco, presidente e direttore creativo di Fgf Industry –. Visto che noi, grazie ai marchi gestiti in passato, abbiamo acquisito una sorta di “patente” per il militare, ci siamo detti: perché non facciamo una collezione dedicata, con bei materiali e un gusto moderno? D’ora in poi chi vuole il parka militare dovrà venire a comprarlo da noi».

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Le vendite della nuova collezione B.Tactical sono partite con slancio, e Fusco quest’anno punta a raggiungere un peso del 10% all’interno del gruppo che è trainato dal marchio Blauer, con Ten c che assorbe il 20% e sta crescendo.

La previsione per il 2021 è di salire a 55-58 milioni di euro di ricavi, per il 40% all’export, dopo che nel 2020 il gruppo Fgf ha contenuto la flessione entro i due milioni, chiudendo un bilancio in attivo con 50 milioni di ricavi. «A parte i mesi di lockdown che hanno imposto la totale chiusura aziendale – spiega Fusco – non abbiamo mai fatto ricorso alla cassa integrazione e abbiamo cercato di aiutare i nostri clienti spostando i pagamenti in avanti di 120 giorni, facendo cambi merce, producendo le collezioni col pericolo di non riuscire a venderle. Abbiamo rischiato ma alla fine queste operazioni ci hanno favorito».

Il Covid ha spinto anche il gruppo veneto ad anticipare l’uscita delle collezioni, che ha significato produrre e consegnare prima i capi. E questa mossa si è rivelata una fortuna: la produzione anticipata ha evitato che l’azienda incorresse nei problemi organizzativi e di mancanza di materie prime che altri stanno riscontrando, spiega Fusco che ha deciso di non partecipare fisicamente a questa edizione del Pitti Uomo e di presentare le collezioni solo sulla piattaforma digitale Pitti Connect. «Ma torneremo a Firenze in gennaio – annuncia – perché Pitti rimane la fiera più qualificata al mondo».

Nel frattempo Fgf si dedica allo sviluppo digitale. «Tutto quel che è digitale ormai serve – spiega l’imprenditore veneto – noi ad esempio in luglio cominceremo la vendita online anche in Cile, dove abbiamo aperto una piccola struttura». Il lancio sarà accompagnato da una campagna social e da collaborazioni con influencer locali.

Per il resto l’export di Blauer resta concentrato in Germania, Austria, Spagna, Repubblica Ceca, Russia e Polonia: «Quando avremo coperto bene l’Europa penseremo a Cina, Corea e Giappone», dice Fusco. La ripresa dunque è partita per il settore moda? «La voglia di comprare c’è; bisognerà vedere se, al ritorno dalle vacanze, ci saranno i soldi per farlo».

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