titoli di stato

Btp Futura: sottoscritti 2,37 miliardi al termine della prima di 5 giornate

Il collocamento del Btp Italia aveva chiuso la prima giornata con ordini retail per 4,01 miliardi. Le giornate di collocamento dedicate ai risparmiatori erano tre

BTp Futura: Iacovoni, è investimento semplice e remunerativo

Il collocamento del Btp Italia aveva chiuso la prima giornata con ordini retail per 4,01 miliardi. Le giornate di collocamento dedicate ai risparmiatori erano tre


3' di lettura

Chiude ben sopra la soglia dei due miliardi di euro la prima giornata del collocamento del Btp Futura, il nuovo titolo di Stato lanciato dal Tesoro per i risparmiatori con l’obiettivo di finanziare le spese previste negli ultimi provvedimenti varati dal Governo per fronteggiare l’emergenza Covid-19 e sostenere la ripresa economica del Paese. La prima delle cinque giornate di collocamento previste ha registrato oltre 65mila contratti per un volume totale di 2,375 miliardi di euro.

Btp Italia record ma su tre giorni

Il mese scorso il collocamento record del Btp Italia aveva chiuso la prima giornata con ordini retail per 4,01 miliardi. In quel caso però le giornate di collocamento dedicate ai risparmiatori erano tre contro le cinque previste per il nuovo Btp Futura che, salvo chiusure anticipate, potrà essere sottoscritto fino a venerdì prossimo.

«Bisogna tenere conto che questo è un collocamento solo per il retail che si sviluppa, ed è una novità, sui cinque giorni e questi numeri confrontati con quelli del Btp Italia sono soddisfacenti». Così Davide Iacovoni responsabile della Direzione Debito Pubblico del ministero dell’Economia sul primo giorno di collocamento del Btp Futura, nel corso della trasmissione Due di Denari su Radio 24.

Tetto del premio al 3%

Iacovoni ha quindi ricordato il meccanismo delle cedole “step up” dell’emissione del Btp Futura nonchè il meccanismo del premio per gli investori retail che lo terranno fino a scadenza. «Il premio ha un floor dell’1% del capitale nominale investito e il calcolo terrà conto dell’andamento del pil nominale a partire da quest’anno fino al 2029 anno che precede la scadenza del titolo. È importante che la performance tenga conto della crescita del pil nominale annuale». Iacovoni ricorda che il “tetto” del premio sarà del 3% e invita a considerare che «nel calcolo di questa media entrerà anche la crescita del pil nel 2021 e tutti sanno essere un dato molto rilevante dovuto al fatto che quest’anno tutti sappiamo che sarà un anno molto negativo mentre l’anno prossimo ci sarà tecnicamente un’importante ripresa del Pil» con la conseguenza che il rimbalzo 2021 entrerà nella media «e sarà sicuramente molto importante se confrontato con la performance media italiana degli ultimi trent’anni».

«La seconda e la terza cedola del Btp Futura sono minime. A fine collocamento, in funzione del mercato, potrebbero essere riviste, ed esclusivamente al rialzo» ha ribadito il responsabile per il Debito pubblico del Tesoro, Davide Iacovoni, a Radio 24.

M5S: bene strada investimento interno

Dal Movimento 5 Stelle arrivano commenti positivi sull’emissione: «Bene il Btp Futura che costituisce la strada per dare agli italiani opportunità di investimento interne. Questa è la strada da seguire, proseguendo nel percorso verso l’emissione di titoli di stato orientati a specifici settori dell’intervento pubblico come i Green Bond, come sta già avvenendo in nord Europa, o titoli specifici legati alla realizzazione delle infrastrutture, con massima trasparenza e con rendimenti caratterizzati dall’andamento di tali settori, esattamente come il Btp Futura fa con il Bonus Fedeltà legato alle performance dell’intero paese» dichiarano in una nota i deputati Davide Zanichelli e Nicola Grimaldi, membri della commissione Finanze del Movimento 5 Stelle.

Attenzione alle commissioni

Secondo il M5S questa «potrebbe costituire una strategia che ci consente anche di diversificare tra investitori convenzionali e chi, al contrario, è orientato a scelte di investimento focalizzate su specifici settori». Tuttavia, notano i deputati, «il Mef faccia attenzione alle commissioni di collocamento dei titoli di Stato che rappresentano un costo per il Tesoro e dunque per i contribuenti tutti. Commissioni che sono aumentate notevolmente negli ultimi mesi, a vantaggio delle banche che collocano i Btp e a spese dei contribuenti tutti, ed è difficile comprendere il motivo di un raddoppio di tali commissioni a fronte del processo di maggiore digitalizzazione del settore bancario».

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