titoli di stato

Btp Italia: ecco chi l’ha comprato, tra piccoli risparmiatori, banche e investitori esteri

Dei 383.966 contratti conclusi nella fase riservata al retail circa il 60% è stato di importo inferiore ai 20mila euro

«Btp Italia, per il retail rendimento minimo garantito all’1,4%»

Dei 383.966 contratti conclusi nella fase riservata al retail circa il 60% è stato di importo inferiore ai 20mila euro


2' di lettura

Circa il 78% dei 14 miliardi di euro raccolti nella prima fase del collocamento della sedicesima emissione del BTp Italia è stata sottoscritta da piccoli risparmiatori. Lo segnala il ministero dell’Economia nella nota in cui si forniscono dettagli relativamente alla domanda che ha interessato l’emissione del BTp Italia lanciato dal Tesoro per fare fronte all’emergenza economia e sanitaria post-Covid.

La corsa dei piccoli risparmiatori

Dei 383.966 contratti conclusi nella fase riservata al retail circa il 60% è stato di importo inferiore ai 20mila euro, mentre se si considerano i contratti fino a 50mila euro, si arriva circa all’88% del totale relativo a questa fase.

Più investitori individuali che private banking

«Si può desumere - afferma il Tesoro - che nel corso della Prima Fase la partecipazione di investitori individuali è stata prevalente rispetto a quella del private banking (il 72 e del 28 per cento rispettivamente). All’interno della quota sottoscritta da investitori individuali, si stima che circa il 71% abbia inoltrato l’ordine attraverso le filiali bancarie, mentre circa il 29% attraverso l’home banking. Per quanto riguarda la ripartizione geografica, la quasi totalità degli ordini risulta provenire da investitori domestici».

Nella seconda fase il 59% sottoscritto da banche

Con riferimento alla seconda fase di collocamento, fa ancora sapere il ministero, «il 59% dell’ammontare emesso è stato collocato presso le banche ed il 23,7% presso asset manager. Una quota pari al 6,3% è stata assegnata a banche centrali e istituzioni ufficiali, mentre il 7,2% dell’emissione è stato sottoscritto da hedge fund. La restante quota del 3,8% è stata allocata ad assicurazioni (il 2,8%) ed istituzioni non finanziarie (l’1%)».

Investitori da Uk, Francia, Germania e Spagna

Il collocamento del titolo nella seconda fase ha visto una presenza predominante di investitori domestici, che ne hanno sottoscritto il 51,9%, mentre il restante 48,1% dell’emissione è stato sottoscritto da investitori esteri. Tra gli investitori esteri la quota più rilevante, pari al 42,6%, è stata collocata in Europa, in particolare nel Regno Unito (il 27,9%), in Francia (il 5,7%), in Germania (il 3,7%), nella penisola iberica (l’1,9%), nei paesi nordici (l’1,6%) e presso altri paesi europei (l’1,7%).

Il restante 5,5% dell’emissione della seconda fase è stato collocato presso investitori mediorientali (il 4,7%) e statunitensi (lo 0,8%).

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti