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BTp Italia ai nastri di partenza: tasso minimo garantito all’1,6%

Torna il bond pensato come protezione contro l’inflazione: rendimento analogo alla precedente emissione (che però aveva durata di 8 anni e non 6), giovedì il tasso finale

di Gianni Trovati

BTp Italia, a chi conviene davvero e perché

3' di lettura

Il BTp Italia numero 18 offrirà ai risparmiatori un tasso minimo reale garantito dell’1,6% all’anno. È lo stesso valore della scorsa edizione del titolo pensato per i piccoli risparmiatori; ma questa volta la durata scelta dal Tesoro è di sei anni, contro gli 8 del BTp Italia di giugno.

Suona così l'impatto dell’evoluzione dei rendimenti vissuta in questi mesi dai titoli di Stato sul rendimento del BTp Italia comunicato venerdì dal ministero dell’Economia in vista dell’offerta che da oggi a mercoledì 16 novembre sarà rivolta ai piccoli investitori (salvo chiusura anticipata) per completarsi giovedì 17 con gli investitori istituzionali.

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Come sempre, l’indicazione della vigilia riguarda la garanzia minima, che non potrà essere rimessa in discussione ma potrà essere ritoccata al rialzo se nel corso dell’emissione la dinamica dei tassi si rivelasse più vivace rispetto a oggi. Il tasso definitivo sarà comunicato giovedì mattina, all'inizio della giornata finale dell'emissione, quella riservata agli investitori istituzionali dopo i tre giorni dedicati a retail e affini.

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Il ruolo del retail

Proprio a questi ultimi guarda però prima di tutto il BTp Italia, in un contesto dominato da una corsa dei prezzi che impone di collegare all'inflazione i calcoli di convenienza alla base delle scelte di investimento. E che secondo gli ultimi dati di Bankitalia vede circa 1.600 miliardi di euro fra circolante e depositi ora in cerca di riparo dall’azione erosiva condotta dal carovita.

La copertura

Perché il BTp Italia, e questa è oggi la sua caratteristica cruciale, offre con le cedole semestrali la copertura integrale dell’inflazione dei sei mesi precedenti misurata dall’indice Foi, quello per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi. Si tratta di un indice che corre leggermente meno rispetto al carrello della spesa, ma registra comunque in questi mesi numeri inediti. A settembre, in base agli ultimi dati dell’Istat, il Foi ha registrato una variazione dello 0,3% sul mese precedente e dell'8,6% su base annua, mentre nello stesso mese l'inflazione generale si è attestata all'8,9% mentre il carrello della spesa è arrivato al +10,9%.

Le caratteristiche

Come si vede, al netto delle variabili che muovono le componenti dell’inflazione in modo diverso a seconda delle differenti fasi congiunturali, la copertura del tasso generale è praticamente totale, con un ombrello difficile da trovare in offerte alternative sul mercato. L’indice Foi di riferimento in base al quale si misureranno le variazioni semestrali del nuovo BTp Italia è 113,41. La variazione semestrale in termini percentuali sarà applicata al capitale investito per misurare l’effetto dell’indicizzazione sulla cedola. Nel caso di un aumento semestrale del 5 per cento, per esempio, il braccio anti-inflazione della cedola sarà di 50 euro per ogni mille euro investiti. E a questo valore si aggiungeranno gli 8 euro (sempre per ogni mille) del tasso minimo garantito.

Sulla base rappresentata dall’indicizzazione si innestano poi i rendimenti reali ulteriori offerti dal BTp. Che affiancano al tasso minimo dell’1,6% su base annua (di qui lo 0,8% semestrale appena citato) il premio fedeltà dell’8 per mille riservato a chi acquista il titolo al collocamento e lo tiene fino alla scadenza fissata per il 22 novembre 2028. Vista la durata del titolo limitata a sei anni, il meccanismo del premio fedeltà torna all'impostazione classica del riconoscimento in unica soluzione al termine della vita del titolo, accantonando il sistema in due tempi previsto la scorsa volta per il BTp Italia a 8 anni. Per chi terrà il titolo in portafoglio per tutta la durata utile, dunque, il rendimento minimo garantito reale si attesta all’1,733 su base annua.

L’impatto per il Tesoro

L’orizzonte complessivo della vita del titolo è del resto quello più importante per un BTp rivolto per natura ai cassettisti. Ma lo è anche per il Tesoro che conta sul progressivo raffreddamento di un’inflazione che oggi gonfia la spesa per interessi a carico dello Stato. I titoli indicizzati (BTp Italia e BT€i) rappresentano oggi il 10% del debito italiano, ma pesano per circa il 75% sugli 11,3 miliardi di spesa per interessi aggiuntiva calcolata dalla Nadef della scorsa settimana rispetto al Def di aprile. In ogni caso, va però ricordato, per i risparmiatori il collegamento all’inflazione funziona solo in senso positivo, nel senso che in caso di deflazione il parametro si azzera ma non erode il capitale: cancellando a priori quindi un rischio che oggi comunque appare solo teorico.

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