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BTp, i rendimenti rivedono i livelli di maggio

di Vito Lops


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2' di lettura

Il cielo è un po’ più sereno sui rendimenti dei BTp anche se le ombre sulla crescita economica si fanno sempre più fosche. Nelle ultime ore sono arrivate, dai monitor degli operatori finanziari, due notizie incoraggianti sulla carta italiana. A cominciare dalla forte richiesta di investitori stranieri (il 64% del totale) in merito all’asta del BTp a 15 anni di martedì, collocato via sindacato per un controvalore di 10 miliardi. Ma sulla parte breve della curva i segnali sono ancora più incoraggianti. Il rendimento dei BTp a 2 anni viaggia intorno allo 0,35%. Siamo ormai lontanissimi dal 2,45% toccato il 25 maggio scorso, nel momento più alto della crisi politica relativa alla formazione del nuovo governo.

I livelli attuali non sono ancora compatibili con quelli pre-crisi (non va dimenticato che il 2 maggio il rendimento del biennale era negativo e cioè -0,3%) ma hanno toccato i minimi dal 21 maggio, prima che lo scetticismo dei mercati colpisse duramente i governativi italiani. Siamo sostanzialmente a 65 punti base (o poco più di una figura in termini di prezzo) dai livelli pre-crisi.

Il clima è più disteso, seppur con tratti meno marcati, anche sul titolo a 10 anni. Il rendimento è intorno al 2,8%, circa 100 punti base in più rispetto a inizio maggio. Tuttavia anche qui siamo lontani dal 3,62% toccato il 20 novembre, quando lo scontro tra il governo e l’Ue sull’approvazione della manovra di bilancio toccava il suo punto più critico. In questo caso per tornare completamente ai livelli pre-crisi il rendimento dovrebbe scendere di altri 100 punti base e il prezzo salire di circa 8,5 figure.

I BTP RIVEDONO I LIVELLI DI MAGGIO
I BTP RIVEDONO I LIVELLI DI MAGGIO
I BTP RIVEDONO I LIVELLI DI MAGGIO

Sta andando ancora meglio la parte brevissima della curva, quella che contempla i BoT da 1 a 12 mesi. Qui è forte l’aspettativa che la Bce lanci a breve (eventualmente già al prossimo meeting del 6 marzo) un nuovo finanziamento agevolato per le banche (Tltro) e quindi la domanda di BoT (utilizzabili come collaterale per ottenere il prestito agevolato) sta aumentando e con essa stanno scendendo i rendimenti che sui 12 mesi sono ormai allo 0,14%.

Un’altra notizia positiva riguarda l’aumento della distanza tra i rendimenti a 10 e e 2 anni. Dopo aver toccato un minimo di periodo pari a 60 punti base il 25 maggio, oggi questo spread - che per gli operatori è più importante dello spread BTp-Bund in quanto un’eventuale inversione della curva dei rendimenti prelude a una difficoltà di ripagare il debito a breve per l’emittente - si è ampliato oltre i 250 punti base. Quindi l’ipotesi di un’inversione della curva (tassi a breve che rendono più di quelli a lunga) è sempre più lontana.

I rendimenti stanno sì scendendo. Ma non tutti gli operatori hanno un giudizio positivo. Tra gli scettici c’è Pimco, primo gestore obbligazionario al mondo, che ritiene che per l'Italia il quarto trimestre dell'anno scorso sia andato in archivio con un Pil in calo. Il broker vede per il 2019 una crescita pari a zero o leggermente negativa e, alla luce della natura non solo tecnica della recessione e di altri fattori di rischio, mantiene un sottopeso dei BTp nel portafoglio medio.

twitter.com/vitolops

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