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“BTpItalia, rendimenti reali oltre l'1%”

Davide Iacovoni, responsabile debito pubblico del Mef, spiega gli obbiettivi del nuovo Btp Italia e quali rendimenti potrà avere

di Vitaliano D'Angerio e Andrea Gennai

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Davide Iacovoni, capo direzione debito pubblico del Mef

Davide Iacovoni, responsabile debito pubblico del Mef, spiega gli obbiettivi del nuovo Btp Italia e quali rendimenti potrà avere


2' di lettura

«I rendimenti saranno in linea con quelli di mercato. È ragionevole che, in termini reali, vadano oltre l'1% ma c'è da ricordare che il BTp Italia copre anche dall'inflazione sia il capitale che le cedole. Infine c'è il premio fedeltà che verrà pagato alla fine dei 5 anni e che rispetto al passato raddoppia dal 4 all'8 per mille».

Davide Iacovoni è il responsabile del debito pubblico italiano al Ministero dell'Economia e Finanza (Mef). E in quest'intervista fornisce ulteriori dettagli sul BTp Italia, il titolo di Stato in emissione il 18 maggio dedicato al pubblico dei piccoli risparmiatori italiani.

Il 18 maggio è una data importante perché segnerà molto probabilmente la fine del lockdown. Lo avete fatto apposta?

Non proprio. La data è frutto di una programmazione e di un calendario di emissioni già previsto. È chiaro che la data del 18 maggio è diventata altamente simbolica.

Finisce la quarantena del Paese e arriva il BTp Italia. Ma a cosa serviranno i soldi che chiedete ai cittadini?

Serviranno a finanziare l'extra deficit in bilancio provocato dall'impatto del Covid-19.

Vuol dire che sarà un “BTp di scopo”?

Il denaro raccolto sarà utilizzato per finanziare il decreto Cura Italia e quello che verrà varato nelle prossime ore. Servirà per finanziare le strutture sanitarie, per i congedi retribuiti e i bonus alle partite Iva, i fondi di garanzia previsti perché le banche forniscano liquidità al sistema delle imprese. Quindi tutto l'extradeficit provocato dal Covid19.

Se non di scopo sicuramente un BTp a impatto. Che riscontri state ricevendo dalle banche collocatrici?

Interessanti. Gli istituti stanno ricontattando la clientela che aveva già in portafoglio il BTp Italia scaduto il 23 aprile. I riscontri sono buoni.

A proposito di banche ve ne sono di più delle altre volte, giusto?

Giusto. A differenza delle altre emissioni abbiamo messo insieme contemporaneamente tutte le banche dotate di reti capillari sul territorio: IntesaSanpaolo, UniCredit, Bnl-Bnp Paribas e Mps oltre agli uffici postali. Poi come co-dealer ci saranno Akros, Sella e Iccrea. Vogliamo essere più capillari possibili. Non posso fare stime sulla raccolta. Da tener presente però che l'ultimo BTp Italia scaduto in aprile pesava 15 miliardi.

Si può acquistare anche via web?

Sì. Fin dalla prima emissione nel 2012 abbiamo puntato sull'home banking con la funzione di trading abilitata. Anche questa volta è possibile. Inoltre, considerata la particolare situazione che stiamo vivendo, sappiamo che tutte le banche stanno adottando soluzioni per agevolare al massimo le possibilità di prenotazione del titolo.

Commissioni?

Zero commissioni per chi acquista all'emissione.

Perché avete scelto i 5 anni? Non era meglio una scadenza più lunga anche per aumentare il rendimento?

I BTp Italia vanno dai 4 agli 8 anni. In questo momento di mercato, caratterizzato da incertezza, per uno strumento indicizzato all'inflazione la scadenza 5 anni risulta appetibile offrendo anche una remunerazione interessante.

Titoli a 5 anni sono su rendimenti dell'1,3%. Tolta l'inflazione pari allo 0,1%, il rendimento reale è intorno all'1,2%. È plausibile?

Il rendimento verrà diffuso alla fine della prossima settimana e sarà in linea con il mercato. Attualmente titoli della durata simile al BTp Italia viaggiano su questi rendimenti. È ragionevole pensare a un rendimento superiore all'1%

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