Tendenze

Bubble tea, i consumi tornano a crescere e superano i livelli del 2019

I piani di sviluppo delle catena Mistertea e Frankly puntano su nuove aperture e sostenibilità

di Maria Teresa Manuelli

Aumentano i punti vendita specializzati in bubble tea

3' di lettura

Continua la sua crescita anche in Italia il fenomeno del bubble tea, ovvero la bevanda a base di tè, latte e perle di tapioca che a livello globale vale già 2,2 miliardi di dollari.
Nata a Taiwan e importata negli Stati Uniti nel primo decennio degli anni duemila, nel nostro Paese si è diffusa rapidamente e si contano già diverse catene specializzate.

Tra queste Mistertea - primo brand tutto italiano nato nel 2016 - ha chiuso il 2020 con un fatturato di 300mila euro, mentre i primi tre trimestri del 2021 hanno segnato un +150% con oltre 200mila bevande vendute.
«I numeri registrati nell’ultimo anno sono stati anche merito di una strategia che ha saputo affrontare i diversi periodi di chiusura con nuove idee», spiega Antonella Sinigaglia, ceo Mistertea. Oggi il brand ha tre punti vendita attivi tra Milano e Monza.

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«Il Covid, arrivato a soli sei mesi dall'apertura dello store di Monza, è stata una grande sfida – prosegue Sinigaglia –. La voglia di positività assieme a quella di crescere, ha portato all'apertura di due nuovi store nel milanese: uno in corso Garibaldi inaugurato l'8 dicembre 2020 in piena epidemia, per giunta in zona rossa, e un altro nella prestigiosa via Marghera, inaugurato il 6 giugno 2021».

Tra gli obiettivi per il 2021 c’è quello di diventare totalmente plastic free. Solitamente il bubble tea, così come altre bevande, è servito infatti in bicchieri (tumbler) di plastica, con cannuccia annessa, ma già da queste settimane MisterTea ha deciso di iniziare a servire il suo prodotto esclusivamente in bicchieri realizzati in Pla, plastica biodegradabile prodotta con materie prime naturali e riciclabili.

«Una scelta che ci permetterà di mantenere la trasparenza dei bicchieri e continuare così a far intravedere la magia di colori racchiusa in ogni drink» illustra Sinigaglia. Non solo bicchieri e tazze in Pla, ma anche cannucce biodegradabili, realizzate in carta e che si decompongono al 100% e che possono essere smaltite negli appositi cassonetti della carta per essere poi riciclate a loro volta.La previsione è di sostituire 200mila cannucce in un anno, l'equivalente di circa 600 kg di plastica.«Dall'avvio del progetto di transizione green del brand si è già evitato il consumo di 5.626 cannucce e bicchieri. Sono quindi 2.600 kg di plastica eliminati con un risparmio pari a 563 kg di CO2, ovvero l'equivalente di 3mila chilometri percorsi con un'auto per coprire una distanza che va da Roma a Mosca». Per sensibilizzare ulteriormente il consumatore, il brand applicherà un piccolo sconto a chiunque porti il proprio tumbler per riempirlo con i drink.

Anche Frankly, catena presente in Italia con sette negozi (tre a Milano, due a Torino, uno a Bologna e uno a Bergamo) e nata sempre a Milano nel 2016, conferma il trend positivo per il bubble tea. Nel mese di settembre 2021, nella sola città di Milano, ha servito oltre 35mila clienti, con una crescita in doppia cifra rispetto sia al 2020 (+15%) che al 2019, ultimo anno pre-pandemia (+13%). A questi numeri si aggiungono le vendite degli stores nelle città di Bologna, Torino e Bergamo, anch’esse in forte crescita rispetto al 2020.

«Attualmente, stiamo puntando ad ampliare la nostra squadra con l'inserimento di 20 nuove persone in store, sia baristi che store manager, nei punti vendita in apertura, sia con la ricerca di figure con competenze verticali in particolare manageriali in area marketing, operations e gestione di negozi food. Offriamo un ambiente in crescita, stimolante e multiculturale, se pensiamo che nel team Frankly lavorano persone di 10 nazionalità diverse e parliamo in inglese», spiega Franco Borgonovo, founder di Frankly.

Ma il te con le bolle ha conquistato anche i locali più blasonati. In versione alcolica, per esempio, trova posto nella drink list del bartender Francesco Menozzi che propone da Hekfanchai, la piccola trattoria popolare di Hong Kong a Milano, l'Italian Bubble a base di gin, bergamotto, lime salati pestati e un top di soda al limone.

Mentre nelle vetrine dei locali Sottozero (le pasticcerie di Fino Mornasco, Cantù, Como e Cernobbio e la caffetteria di Desio) non mancano mai le proposte a base di tè e palline di tapioca o frutta. Sebbene uno dei posti più famosi dove bere un ottimo bubble tea a Milano resta il ristorante-tempureria e gelateria Chateau Dufan, tempio del dim-sum e anche tra i primi a portare la bevanda nel capoluogo lombardo.

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