dimissioni shock

Bufera in Bce: la tedesca Lautenschläger si dimette in polemica con Draghi

Tempesta nell’istituto di Francoforte. A sorpresa Sabine Lautenschläger, uno dei sei membri del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, lascerà il Board il 31 ottobre in anticipo di oltre due anni dalla scadenza del suo incarico. Era da tempo in rotta di collisione con Draghi

di Isabella Bufacchi


Bce, ecco perché Draghi non ha deluso i mercati

2' di lettura

È tempesta in Bce. A sorpresa, la tedesca Sabine Lautenschläger, uno dei sei membri del Comitato esecutivo della Banca centrale europea e da tempo in rotta di collisione con il presidente Mario Draghi, lascerà il Board il 31 ottobre in anticipo di oltre due anni dalla scadenza del suo incarico. Le sue dimissioni anticipate sono state annunciate dalla Banca in un comunicato mercoledì sera 25 settembre che non ha dato spiegazioni ma i malumori dell’ex-numero due dell’organo di vigilanza bancaria SSM/Bce erano noti.

La fronda dei «falchi tedeschi»
La sua brusca uscita arriva in un momento in cui la fronda dei falchi contrari alla politica ultra-accomodante di Draghi sta alzando la voce. La Lautenschläger ha votato contro la decisione sul QE2 presa dal Consiglio direttivo della Bce con larga maggioranza (sette contrari su 25) lo scorso 12 settembre: gli acquisti netti di attività riprenderanno il primo novembre a un ritmo di 20 miliardi al mese e in coincidenza con l’arrivo di Christine Lagarde alla presidenza della Bce. L’opposizione al QE2 non è la più alta di sempre e non stata «senza precedenti» ma ha creato onde lunghe di dissidi interni e di fratture. I contrari avrebbero basato le loro considerazioni tecniche principalmente sull'efficacia o meno dello strumento.

Lautenschlaeger avrebbe dovuto mantenere il posto di membro del Board fino al febbraio 2022, mentre a febbraio quest’anno è scaduto il suo mandato come vice-chair dell’ SSM. Non è la prima volta che i tedeschi ai vertici della Bce si dimettono anticipatamente. Dopo l'ex capo economista Jürgen Stark, l'ex presidente della Bundesbank Axel Weber e l'ex membro del Board Jörg Asmussen (quest’ultimo uscito per motivi personali, gli altri in disaccordo con la linea del presidente), Sabine Lautenschläger è dunque la quarta in banca centrale a dimettersi prematuramente.

In arrivo un altro membro dalla Germania
La Germania manterrà la sua posizione nel Board e Lautenschläger sarà sostituita in corsa da un altro membro tedesco. Secondo una regola non scritta i Paesi dell’area dell’euro con il Pil più grande (che sono Germania, Francia, Italia e Spagna) hanno un membro nel Comitato esecutivo. Tra i candidati tedeschi in pole position ad entrare nel Board ci sarebbe la vicepresidente della Bundesbank Claudia Buch, economista già nota in Bce e molto apprezzata in Germania e in Europa per la sua alta professionalità, indipendenza di pensiero e anche per il suo buon carattere che in un team ristretto a sei non guasta.

È ora la responsabile in Buba dell’area di stabilità finanziaria e ha rappresentato più volte il presidente della Bundesbank Jens Weidmann nel Consiglio direttivo della BCE. Frederik Ducrozet, economista di Pictet, ha menzionato nella rosa anche Isabel Schnabel, economista di spicco con posizioni a volte da falco a volte da colomba. Altro nome quello di Elga Bartsch, economista di Blackrock. Stando a fonti bene informate, la scelta potrebbe ricadere in una donna perchè Lautenschläger è l’unica donna nel Board al momento e con la sua uscita la “quota rosa” dovrebbe essere mantenuta.

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