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Buffett ha 122 miliardi in cassa e non sa come spenderli

Liquidità record per Berkshire Hathaway in cerca di maxi acquisizioni ma i corsi azionari sono troppo elevati. Ecco i titoli che potrebbe comprare

di Riccardo Barlaam


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4' di lettura

NEW YORK - «Se non sei disposto a tenere un titolo per 10 anni non pensare nemmeno di possederlo per 10 minuti». E ancora: «Qualcuno oggi è seduto all’ombra perché qualcun altro ha piantato un albero molto tempo fa». Warren Buffett è forse il più celebre investitore dei nostri tempi. A fine mese, il 30 agosto, compirà 89 anni ed è ancora saldamente al timone di Berkshire Hathaway, la società di investimento che guida da 50 anni e che ha appena presentato i conti del secondo trimestre con la sorpresa di un “tesoretto” record in cassa di 122 miliardi di dollari, pronti da spendere. A caccia di “prede”, occasioni di investimento che per ora il magnate non pare trovare dati i corsi attuali della Borsa americana ritenuti troppo elevati.

Partito nel 1950 con appena 10mila dollari in tasca, oggi l’Oracolo di Omaha vanta un patrimonio personale di 84 miliardi. Terzo uomo più ricco al mondo, dopo Jeff Bezos e Bill Gates. Oltre alla ricchezza accumulata nel corso degli anni e alla liquidità record della sua società di investimento, ogni anno Buffett destina decine di miliardi in attività filantropiche e sociali. Ma nonostante la sua immensa ricchezza continua a condurre un’esistenza frugale, sempre al di fuori dall’orbita dei riflettori.

Vive ancora nella sua villetta di cinque stanze a Omaha, in Nebraska, comprata nel lontano 1957 per 31mila dollari. Ed è sovente bastian contrario rispetto a certo capitalismo arrembante: qualche anno fa fece scalpore quando, parlando della disparità del sistema fiscale americano, si lamentò del fatto che la sua segretaria pagasse più tasse di lui.

Il leggendario fiuto per gli affari
Leggendario il suo fiuto per gli investimenti. Lontano dalle tentazioni dei raider, da “lupi” di Wall Street, di chi tenta di arricchirsi con il mercato azionario comprando e vendendo nel breve termine, accollandosi grossi rischi con elevati guadagni, ma spesso anche grosse perdite, Buffett si è sempre concentrato nelle sue scelte di investimento sul valore implicito delle società. Puntando su settori solidi, più tradizionali, legati a manifattura, credito, assicurazioni, infrastrutture.

Ogni volta scommettendo sui titoli selezionati per periodi di tempo molto lunghi. Azioni come Coca-Cola, Delta Airlines o Wells Fargo, ad esempio, sono nel portfolio di Berkshire Hathaway da oltre 30 anni.

I risultati gli danno ragione. Numeri alla mano, dal 1965 a oggi (31 dicembre 2018) il book value della sua conglomerata Berskshire è cresciuto di una percentuale monstre che si fa fatica persino a leggere tutta d’un fiato: +1.091.899% di rendimento. Nessuno a Wall Street o nelle altre piazze finanziarie a più rapida crescita, come quelle asiatiche, può vantare simili performance.

In questo momento, come mai prima, la sua holding è seduta su una montagna di liquidità. A essere precisi Berskhire Hathaway non è la sola. Sia Google che Apple hanno oltre 100 miliardi in cassa.

«La liquidità non ci rende felici»
Nel caso di Buffett tuttavia i 122 miliardi cash possono non essere una buona notizia. Lui stesso in una delle sue lettere annuali agli azionisti, nel 1998, scrisse: «La liquidità non ci rende felici». E in quel momento aveva 15 miliardi in cassa. Come dire, se i soldi restano lì è perché non si ritiene ci siano opportunità di investimento al momento sui mercati finanziari.

In attesa dell’occasione giusta
Il silenzio o l’inazione di Buffett in questo senso da soli rischiano di essere un messaggio a cui dovrebbero prestare attenzione operatori finanziari e risparmiatori. Nell’ultima lettera agli azionisti, a maggio, peraltro, Buffett aveva scritto che era a caccia di una grande acquisizione, utilizzando l’immagine di un elefante (”elephant-sized acquisition”). Per ora l’Oracolo resta a guardare. Ancora, nella stessa lettera agli investitori scriveva: «Le prospettive immediate non sono buone. I prezzi sono alle stelle per le aziende con buone prospettive nel lungo termine». Buffett di solito investe in un’azienda con i bilanci solidi quando ritiene che i suoi titoli vengano scambiati al di sotto del valore di mercato. Titoli che si possono dunque detenere con buone prospettive nel lungo termine.

I 12 titoli nel mirino di Berkshire
Tuttavia Charlie Munger, il braccio destro di Buffett, qualche settimana fa ha confidato che Berskshire ha aggiunto nella sua shopping list alcune azioni che da inizio anno Wells Fargo in una nota inviata ai clienti, ha stilato un elenco di 12 società, i cui titoli ritiene che potrebbero essere acquistati da Berkshire nel prossimo futuro: Altria, Bed Bath & Beyond, Cboe, Capri Holdings, Cnx Midstream Partners, Cognizant Technology Solutions, Cummins, Eqm Midstream Partners, Micron Tecnology, Regeneron Pharmaceuticals, Tapestry, Urban Outfitters. Di recente Charlie Munger, il braccio destro di Buffett, ha confermato che Berskhire ha aggiunto alcune di queste azioni nella sua shopping list. Per l’acquisizione elefantiaca probabilmente però bisognerà attendere ancora un po’.

Berkshire nel portfolio ha oltre 170 miliardi di blue-chip. A fine del secondo trimestre la sua partecipazione in Apple valeva oltre 50 miliardi. Di recente la conglomerata ha aumentato la sua quota in Bank of America acquistando 950 milioni di azioni, pari a circa 28 miliardi di dollari. Gli utili nel secondo trimestre sono diminuiti del 11%, a 6,4 miliardi, soprattutto per il calo del comparto assicurativo.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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