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Built by Nature finanzierà la ricerca in MIND sull’edilizia in legno

Le risorse – 250mila euro, che sono una quota parte al 50% di un investimento complessivo di 528mila euro – serviranno per sostenere una doppia azione di ricerca e dimostrativa per spiegare come si realizzano “timber buildings” e per indagare la via migliore per massimizzare l’impiego di legno tecnologico

di Maria Chiara Voci

3' di lettura

Il legno è stato eletto dalla Commissione Europea come materiale principe per le costruzioni del futuro. Perché oltre ai vantaggi che derivano dalla sua modalità di impiego off-site e ad alta tecnologia, rappresenta un importante strumento per decarbonizzare la città. Eppure, in Italia e a differenza di altri Stati Europei, il comparto dell’edilizia fatica ad utilizzarlo su larga scala e nei grandi sviluppi immobiliari. Per un problema di competenze, ma anche per ostacoli di tipo culturale. Un tentativo di invertire questa tendenza arriva da e su Milano.

Built By Nature, progetto di filantropia lanciato nell’autunno dello scorso anno dalla Laudes Foundation, con il preciso obiettivo di diffondere la cultura e la conoscenza del legno ingegnerizzato nei suoi impieghi per le costruzioni urbane, ha finanziato con il suo fondo di accelerazione e con una dotazione di 250mila euro l’attività di ricerca avviata dal gruppo internazionale di real estate Lendlease in vista dello sviluppo di MIND Milano Innovation District, il quartiere del futuro da oltre un milione di metri quadrati che sta sorgendo nell’area dell’Expo.

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Il finanziamento

Un’operazione su larga scala che si prepara a impiegare proprio il legno con numeri che non hanno precedenti nello Stivale. Il finanziamento rappresenta una pietra miliare per il comparto, anche perché è la prima erogazione del Fondo di Accelerazione (di cui il Sole24Ore aveva dato la notizia in anteprima) sul mercato del nostro Paese.
Le risorse – che sono una quota parte al 50% di un investimento complessivo di 528mila euro – serviranno per sostenere una doppia azione di ricerca e dimostrativa per spiegare come si realizzano “timber buildings” e per indagare la via migliore per massimizzare l'impiego di legno tecnologico nella fase realizzativa di MIND.

Il coordinamento della ricerca è affidato all’EIT Climate-KIC, soggetto che opera per l’innovazione climatica dell’Unione Europea attraverso la promozione di iniziative carbon neutral. Cuore del progetto attivato per MIND sarà, in particolare, la definizione di un prototipo di edificio fisico e digitale. Una sorta di laboratorio su scala reale in cui i diversi attori della filiera potranno confrontarsi e collaborare. L’immobile dimostrativo servirà anche per incidere sulla crescita di conoscenza da parte della politica rispetto alle opportunità delle timber construction. Fra le competenze guida dell’iniziativa ci sarà coinvolta quella dello studio Waugh Thistleton Architects, che dopo essere stato pioniere nelle costruzioni di edifici alti in legno in Inghilterra, sta oggi progettando i prototipi con altri attori del settore, tra cui University College London, Arup e Stora Enso, che forniscono competenze e / o supporto nell'insieme del progetto. La Fondazione Politecnico di Milano condurrà infine una revisione della letteratura scientifica sulle implicazioni in termini di sostenibilità per il legno massiccio nel mercato italiano.

Italia, mercato maturo

«Per creare luoghi che siano veramente adatti al futuro – spiega Paul King, managing director Sustainability & Social Impact di Lendlease – dobbiamo progettare in modo innovativo per facilitare l’assemblaggio e lo smontaggio efficienti degli edifici, utilizzando una gamma di materiali che possono essere utilizzati ripetutamente e, infine, riciclati per eliminare gli sprechi. Pertanto, se da una parte dobbiamo decarbonizzare i materiali tradizionali, come il calcestruzzo e l’acciaio, al contempo va spinta l’adozione di tecnologie a basse emissioni di carbonio come il legno ingegnerizzato».

L’iniziativa di Lendlease arriva in un momento maturo, anche per il mercato italiano, che rispetto al passato pare oggi maggiormente propenso a incidere sull’innovazione in uno dei settori, come quello edile, spesso a bassa competenza e poco propenso a sperimentare. Così come dimostrano diverse iniziative rivolte a una nuova cultura dell’edilizia bio-based e circolare e che puntano sul network e sulle community per lo scambio di idee e competenze.

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