marchi storici

Bulgari raddoppia la sede inaugurata solo due anni fa

Il ceo Jean-Christophe Babin ha confermato il progetto e il piano di assunzioni

di Giulia Crivelli

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 Tra i gioielli di maggior successo di Bulgari, gli anelli BZero, disponibili in sempre nuove versioni di anno in anno

Il ceo Jean-Christophe Babin ha confermato il progetto e il piano di assunzioni


2' di lettura

Il primo annuncio risale a circa dieci mesi fa: alla fine del 2019 Bulgari presentò il piano di ampliamento della sua manifattura di gioielli di Valenza Po, inaugurata nel 2017 e già oggi la più grande d’Europa. Solo che il mondo come lo conoscevamo nel dicembre dello scorso anno potremmo quasi dire che non c’è più. La pandemia ha cambiato tutto, almeno intorno a noi. Vale per le persone e per le aziende. I piani di Bulgari però non sono cambiati, come ha confermato Jean-Christophe Babin, ceo di Bulgari, in occasione di Restart, evento digitale organizzato dal Sole 24 Ore in collaborazione con Financial Times all’inizio di ottobre.

Ospite di una tavola rotonda sulle eccellenze del made in Italy di alta gamma, Babin ha spiegato: «Siamo l’unica maison a fare ogni gioiello in Italia. La pandemia e i lockdown hanno rallentato produzione e vendita, ma non abbiamo smesso di pensare al futuro e di investire in una logica di medio e lungo termine. Anzi, questi mesi ci hanno consentito di studiare nei dettagli ogni progetto – ha aggiunto il ceo di Bulgari – e l’ampliamento di Valenza procede secondo i piani e con lo stesso spirito con il quale abbiamo costruito la prima sede».

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Il riferimento è all’attenzione all’ambiente e al potenziamento della forza lavoro. La manifattura originaria ha ottenuto, fin dall’apertura, il livello Gold della certificazione Leed (acronimo di Leadership in energy and environmental design); nel 2018 è arrivata la doppia certificazione Iso 14001 e Iso 45001 del Sistema integrato di gestione salute, sicurezza e ambiente. «Bulgari si impegnerà in un nuovo percorso di sostenibilità e di considerazione degli aspetti ambientali anche per l’imminente progetto di ampliamento – ha aggiunto Jean-Christophe Babin –. L’estensione sarà inoltre accompagnata da un piano di nuove assunzioni». L’obiettivo è duplice: da una parte assecondare il trend di crescita produttiva dei gioielli nel medio e lungo termine, anche perché, ha ricordato il ceo di Bulgari durante l’evento Restart, i segnali di ripresa delle vendita da Cina e Asia, per la maison, sono molto forti. Il secondo obiettivo è investire nelle «mani intelligenti» che hanno reso famoso il made in Italy nel mondo, di cui Valenza, per la gioielleria, è un ottimo esempio, essendo un polo di eccellenza nell’arte orafa sin dal Rinascimento.

«Negli ultimi tre anni abbiamo raddoppiato il numero degli orafi sia nella manifattura di Valenza sia nel laboratorio di alta gioielleria di Roma – ha concluso Babin –. È un progetto coraggioso e ambizioso che si realizza: permettere agli artigiani di esercitare un’arte antica con un approccio sempre orientato al futuro».

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