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Bulgari torna a sostenere l’arte di Roma e dona una nuova illuminazione all’Ara Pacis

Nuovo finanziamento di 120mila euro per un altro monumento della Capitale, a pochi passi da dove nel 2022 sorgerà il nuovo hotel. Il ceo Babin: «L’area sarà una nuova destinazione della città»

di Chiara Beghelli

(Photo credit: Matteo Gebbia)

3' di lettura

La cosa più presente a Roma in questi mesi è un’assenza: quella dei turisti, che pullulano di solito nelle vie del centro storico, fermandosi incantati di fronte a uno scorcio, a un panorama, a un monumento. Fra questi, uno che mette in risalto tale assenza è l’Ara Pacis Augustae, l’ara celebrativa della ritrovata pace del nuovo impero che l'imperatore Caio Ottaviano Augusto inaugurò nel 9 a.C.. Ritrovata all’inizio del Novecento, fu il Fascismo a collocarla dove si trova ora, su via di Ripetta, dove un tempo c’era porto sul Tevere, accanto ai resti del Mausoleo dello stesso imperatore.

Photo credit: Matteo Gebbia, 2021

Nel 2005 Richard Meier progettò una teca di pietra e vetro intorno al monumento, mettendola in contatto con la città attraverso mura trasparenti. Sedici anni dopo, l’Ara Pacis ha una nuova illuminazione, che la valorizza ed è più efficiente delle lampade alogene giunte ormai a fine vita. Il nuovo sistema è il nuovo regalo che Bulgari fa alla città dove la maison fu fondata nel 1884 e da cui trae perenne ispirazione per i suoi gioielli: il marchio del gruppo Lvmh, che ha la sua sede a poca distanza dal monumento, ha donato 120mila euro per l’intervento, il quarto nel giro di sei anni che riguarda il patrimonio storico e artistico della Capitale.

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Da sinistra, Claudio Parisi Presicce, l’Assessora alla Cultura di Roma Lorenza Fruci, la sindaca di Roma Virgina Raggi, il ceo di Bulgari Jean-Christophe Babin e la Sovrintendente di Roma Capitale Maria Vittoria Marini Clarelli (Photo credit: Matteo Gebbia)

Il relamping dell'Ara Pacis, infatti, segue il restauro della scalinata di Trinità dei Monti, quello di alcuni mosaici delle Terme di Caracalla, i lavori di rivalorizzazione dell’Area sacra di Largo Argentina, interventi da oltre due milioni di euro complessivi. Bulgari aveva anche curato la nuova illuminazione della scalinata del Museo di Roma a Palazzo Braschi.

«Abbiamo pensato il sistema di illuminazione come gioiellieri, per valorizzare il monumento come fosse un gioiello, con tutti i suoi dettagli», spiega Jean-Christophe Babin, ceo Bulgari. Il nuovo progetto prevede anche la possibiltà di modulare la luce secondo i diversi momenti della giornata, cambiare colore, imitare i raggi del chiaro di luna. Tutto ciò con un risparmio energetico dell’85% (si passa infatti dai 57 kW delle lampade alogene agli 8,4 kW dei Led) e una manutenzione ridotta al minimo.

La facciata del nuovo hotel Bulgari di Roma

Mentre il progetto viene illustrato, attraverso le pareti di vetro che avvolgono l’Ara Pacis si vede muoversi un’altissima gru. Fa parte del cantiere del nuovo hotel Bulgari, che aprirà nel 2022 in un palazzo degli anni Trenta affacciato proprio su piazza Augusto Imperatore, a pochi metri dal monumento romano. «Lavoriamo giorno e notte, anche nel weekend, per essere pronti nel 2022 - prosegue l’ad -. Ci siamo dati una tempistica molto ambiziosa. Fra agosto e novembre abbiamo svuotato il palazzo, di cui all’interno manterremo poco, e ora stiamo lavorando alle scale e agli ascensori. Con l'amministrazione stiamo pensando di creare una zona pedonale non solo davanti al'hotel, ma che coinvolga tutta la piazza».

Il Rilievo di Porto, parte della Collezione di marmi Torlonia

Il 1 marzo il Mausoleo di Augusto sarà riaperto al pubblico dopo lunghi anni di restauri. «Con il Mausoleo, l’hotel e l’Ara Pacis, la piazza diventerà una nuova destinazione della città - nota l’ad -. E noi daremo il nostro contributo anche in un altro senso: nel nostro hotel, infatti, ospiteremo periodicamente 3 o 4 statue della Collezione Torlonia (di cui Bulgari ha finanziato il restauro e che è in mostra a Palazzo Caffarelli, ndr): appena uscite dal laboratorio di restauro faranno tappa nell’hotel, dove potranno essere ammirate in anteprima prima di raggiungere il resto della collezione o una mostra. Insieme alla biblioteca aperta al pubblico, il nostro hotel avrà così un tratto e un’offerta culturale molto importante». Che i turisti potranno apprezzare quando sarà possibile, tornando a riempire le strade e i monumenti di Roma.

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