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Bulgari, al via il cantiere della nuova manifattura: sarà la più grande del mondo

Inaugurata nel 2017, alla manifattura di Valenza saranno aggiunti altri 17.500 mq, che permetteranno di raddoppiare la produzione. Ci sarà anche una Scuola di formazione

di Redazione Moda

-Il rendering della manifattura Bulgari

3' di lettura

È stata inaugurata nel 2017 e in soli cinque anni un progetto di espansione la porterà quasi a raddoppiare la sua superficie e la sua capacità produttiva: nella manifattura di gioielli Bulgari, il più grande sito produttivo di gioielli d'Europa, nel distretto orafo piemontese di Valenza, è stata posata la prima pietra della nuova fase di estensione annunciata lo scorso ottobre, con una cerimonia alla quale hanno partecipato l’ad Bulgari Jean-Christophe Babin e i sindaci dei due Comuni coinvolti, Maurizio Oddone (Valenza) e Andrea Bortoloni (Pecetto di Valenza). Il termine dei lavori è previsto entro la fine del 2024 e consentirà alla manifattura di avvalersi di una nuova superficie di 17.500 metri quadrati. Con l’assunzione di 650 nuovi dipendenti entro il 2028, la nuova struttura consentirà di raddoppiare l’attuale capacità produttiva del sito, portandolo a una superficie complessiva di 32mila metri quadrati, diventando probabilmente la più grande manifattura di gioielli al mondo.

Da sinistra, Andrea Bartoloni, Jean-Christophe Babin, Maurizio Oddone

Progettata dallo studio di architettura Open Project, la manifattura è stata costruita dove una volta risiedeva la cosiddetta “Cascina dell'Orefice” di Francesco Caramora, il famoso orafo che nel 1817 aprì il suo laboratorio a Valenza, aprendo la trasformazione del piccolo villaggio piemontese in cuore del distretto orafo più importante d’Italia. Cuore del progetto è la Scuola Bulgari, che farà da ponte fra i due nuovi edifici, il nuovo e quello esistente: il centro di formazione sarà sviluppato e gestito in collaborazione con TaDS (Tarì Design School), la scuola di oreficeria del Centro Orafo Il Tarì (Marcianise), e rappresenterà la prima scuola di formazione professionale di Bulgari rivolta a studenti esterni, che avranno un’importante opportunità rivolta alle nuove generazioni di gioiellieri.

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Sviluppato dallo studio di architettura italiano Politecnica, il progetto è stato realizzato con un approccio sostenibile, secondo i principi di efficientamento energetico e dell’integrazione con il territorio circostante: come l’attuale stabilimento, il nuovo edificio sarà costruito utilizzando tecnologie e materiali innovativi a basso impatto ambientale, con l’obiettivo di ottenere la certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), il sistema di certificazione di edilizia sostenibile più esigente al mondo, già conquistato dall’attuale manifattura nel 2017.

L’ampliamento consisterà in due nuovi edifici e un ponte esterno sospeso che collegherà tra di loro le tre strutture. La parte centrale, di 4.500 metri quadri, non solo ospiterà l'area di accoglienza ma anche la Scuola Bulgari e il ristorante interno, mentre l'edificio più ampio, di 13mila metri quadri, sarà dedicato alla produzione.

«L'espansione della manifattura nasce dalla stessa ambizione audace che ha dato vita all'attuale sito produttivo, ovvero di permettere agli artigiani di praticare un'arte antica con un approccio orientato al futuro - commenta l’ad Babin -. Tutti i gioielli Bulgari sono realizzati esclusivamente in Italia perché crediamo nella manifattura autentica e tradizionale, e nel valore aggiunto di operare laddove risiede il vero know how. Il nostro obiettivo non è unicamente quello di supportare la crescente richiesta globale, nel medio e lungo termine, per gioielli senza tempo e realizzati magnificamente, ma anche di continuare ad investire nel genio e nella maestria che hanno reso l'artigianato italiano celebre in tutto il mondo – e di cui Valenza è un esempio illustre nel campo della gioielleria, poiché costituisce un polo di eccellenza orafa sin dal Rinascimento. In un momento complesso a livello globale, vogliamo lanciare un messaggio positivo per il futuro, continuando ad investire nel nostro Paese. Questo ci consentirà di creare numerosi nuovi posti di lavoro diretti nei prossimi cinque anni e alcune centinaia di posti di lavoro indiretti attraverso i nostri fornitori».


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