Riconversione

Business sanificazione Svolta per 180 imprese della provincia di Lodi

Le aziende di pulizia della provincia lavorano senza sosta per le crescenti domande di ospedali e industria: hanno recuperato know how e macchinari inutilizzati da tempo

di Raffaella Ciceri

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Foto d'archivio della ICR di Lodi, che oggi produce anche gel igienizzante

Le aziende di pulizia della provincia lavorano senza sosta per le crescenti domande di ospedali e industria: hanno recuperato know how e macchinari inutilizzati da tempo


4' di lettura

«Per anni gli operatori del nostro settore venivano considerati bravi se lasciavano un buon profumo, ora ci si sente rassicurati solo dall’odore di disinfettante». Maria Grazia Dotti, titolare di Antea Servizi, l’impresa di pulizie industriali di Codogno che serve soprattutto aziende e attività economiche della prima “zona rossa” d’Italia, si ricorda ancora gli anni in cui «proponevo le colonnine di gel igienizzante ma non le chiedeva praticamente nessuno. Il nostro del resto è un settore che è sempre stato poco considerato. Ricordiamoci che fino a due mesi fa molte scuole chiedevano alle famiglie di comprare anche il sapone liquido da portare in classe con le risme di carta, senza nessuna indicazione su quali fossero i prodotti adeguati». Ma questo accadeva prima del Coronavirus.

Dei 24 dipendenti della Antea Servizi, 7 sono impegnati nelle disinfezioni: «Il nostro slogan è sempre stato “oltre il pulito”, diciamo che non siamo stati colti impreparati - dice Dotti -. In questo momento stiamo lavorando molto con l’industria ma anche per i negozi e i bar che aspettano di riaprire. Ma l’economia è ferma». Le 180 imprese della provincia di Lodi attive nelle pulizie e disinfestazioni (fonte Ufficio Studi, statistica e programmazione della Camera di Commercio) stanno vivendo gli alti e bassi di un mercato schizofrenico. Da un lato le richieste urgenti di imprese, ospedali e uffici che chiedono sanificazioni per garantire la sicurezza. Dall’altro la sospensione pressoché totale dei servizi erogati alle attività in lockdown: negozi, ristoranti, palestre, aziende ancora chiuse.

La Pulinet è la principale delle imprese di pulizie del territorio ha tre sedi, la principale a Lodi e le altre a Fiorenzuola e Piacenza.

Dei 280 dipendenti, ce ne sono 8 che dal 24 febbraio stanno lavorando senza sosta. Sono gli addetti delle due squadre specializzate nell’alta disinfezione: «Ci siamo fermati giusto a Pasqua e Pasquetta, stiamo facendo il possibile per rispondere a tutte le richieste, dando la precedenza alle imprese che erano già nostri clienti», dice Luca Colombo, responsabile commerciale e sviluppo, ma soprattutto responsabile tecnico per le attività di alta disinfezione e sanificazione. Le richieste arrivano da «ovunque si produca lavoro: aziende alimentari, metalmeccaniche, studi medici», continua Luca Colombo.

Non appena è scoppiata l’emergenza nel Lodigiano, la Pulinet ha effettuato sanificazioni a titolo gratuito nelle Rsa di Codogno, Lodi e Fiorenzuola: «Ci siamo trovati da un giorno all’altro a rispolverare letteralmente un know how che fortunatamente avevamo», ricorda Colombo. Nel 2008, dopo la Sars, l’azienda aveva deciso di investire per differenziarsi dai competitor e proporsi sul mercato puntando sull’alta sanificazione e la decontaminazione: ne era nata Pulinet Air, uno spin off per le disinfezioni negli ambienti confinati, che però aveva avuto vita breve. Troppo poche le richieste: «Le aziende che chiedevano questo tipo di sanificazioni erano mosche bianche, così il know how e le apparecchiature erano state riassorbite da Pulinet».

Intervento di sanificazione curato dalle squadre Pulinet

In condizioni di normalità, spiegano dall’azienda, se si adotta un sistema di pulizie adeguato non servono disinfezioni costanti: «Ne bastano tre o quattro all’anno – continua Colombo -. Ma oggi siamo in totale emergenza, alle prese con un virus su cui c'è ancora molto da scoprire. Per questo il primo consiglio ai datori di lavoro è non tanto di moltiplicare le sanificazioni, quanto di adottare tutti gli accorgimenti per prevenire possibili ricontaminazioni, una volta che i locali sono stati sanificati». Il boom di richieste per le sanificazioni non basta comunque a bilanciare il crollo dell’attività di cleaning tradizionale. Che per Pulinet è determinato per esempio dal fermo nell’alta moda milanese.

Oltre alle sanificazioni di aziende e uffici, anche il Lodigiano sta facendo la sua parte per far fronte all’esplosione di richieste di gel igienizzanti.

Alla ICR Industrie Cosmetiche Riunite di Boffalora d’Adda, azienda leader in Italia nella profumeria selettiva, 2 delle 18 linee sono state trasformate per la produzione semiautomatica di gel igienizzanti per la pulizia delle mani, con 20mila pezzi donati ai quattro ospedali provinciali (quelli di Lodi, Casalpusterlengo, Codogno e Sant’Angelo): «Avevamo il vantaggio di avere già l'alcool, di cui oggi c’è grande scarsità. Una volta verificato con l’azienda ospedaliera che l’approvvigionamento di gel igienizzanti era effettivamente una necessità, abbiamo adattato la produzione», spiega il presidente di ICR, Roberto Martone. Ai primi 20mila pezzi decisi in proprio si sono aggiunti i 200mila prodotti con Bulgari, partner industriale di ICR, e donati agli ospedali di tutta Italia.

Ora la produzione potrebbe diventare stabile: «Visto che questo prodotto sarà molto richiesto, stiamo pensando di destinargli una linea automatica – continua Martone -. Ci serviranno alcuni mesi per implementare l’attività». Nel 2019 dalla ICR erano usciti 85 milioni di flaconi di profumi destinati a tutto il mondo: «Il mercato è crollato, le esportazioni registrano rallentamenti fortissimi – conclude Martone -: in questo momento lavoriamo su tre giorni alla settimana, e la produzione del 2020 lascia prevedere un taglio del 40%».

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