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Buste di insalata pronta addio? Tra Covid e prezzi alti prima frenata della IV gamma

Secondo Ismea nel 2020 primo calo (-5,6% a valore) per il comparto che era in continua ascesa. Sopra il 300% la differenza di prezzo tra prodotti tradizionali e imbustati

di Emiliano Sgambato

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Insalata in busta tagliata e lavata, solo da condire, e verdure già pulite, pronte da cuocere. In termini tecnici si tratta dei prodotti della IV gamma dell’ortofrutta. Un segmento in continua espansione fino a prima della pandemia e che invece con il Covid ha subito una battuta d’arresto. È il contraltare del ritorno in cucina avvenuto durante il lockdown: tutti ricorderanno quanto eco ebbe la difficoltà a trovare una bustina di lievito nei supermercati.

A fare il punto sul comparto è un report Ismea secondo cui «nel 2020, gli ortaggi IV gamma in Italia hanno segnato il loro primo cedimento: -4,1% la flessione dei volumi venduti presso la Gdo e ancor più evidente la riduzione della spesa: -5,6% rispetto al 2019 per via di prezzi medi più contenuti».

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Nei primi due mesi del 2021 le vendite hanno messo a segno un +1,1% in termini di volume rispetto all'analogo periodo del 2020, ma i prezzi medi inferiori hanno lasciato in terreno negativo la spesa, che si è attestata a -1,4%.

Il costo di questi prodotti, sebbene in lieve contrazione (nel 2020 in flessione media del 5%) risulta comunque ancora consistente, basti pensare che sulle insalate la differenza di prezzo tra prodotto in cespo e prodotto in busta è del 329% (2,19 euro contro 7,21 euro al chilo), dato che per le carote sale 345% (1,28 euro contro i 4,39 euro al chilo per il prodotto lavato e tagliato).

Il segmento degli ortaggi pronti al consumo «è passato quindi da “trainante” in positivo per il comparto – nota Ismea – a “trainato”, è infatti l'unico segmento della categoria ortaggi che nel 2020 si è mosso in controtendenza rispetto alla dinamica dell'intero comparto, dato che il valore totale degli acquisti domestici degli altri ortaggi freschi nel 2020 è cresciuto del 10,7%, rispetto al 2019, e il valore delle vendite alla gdo degli ortaggi trasformati è cresciuto dell'8,7%».

Più nel dettaglio le insalate, che da sole rappresentano quasi i tre quarti dell'intero comparto, hanno segnato un -3,1% in volume per una spesa in flessione del 3,4%.
Gli altri ortaggi lavorati hanno segnato flessioni del 6,1% in volume e del 7,4% in valore.

In controtendenza i “pronti da cuocere”, che rappresentano solo l'8% del comparto, le cui vendite sono cresciute rispetto al 2019 del 5,7% in volume, mostrando anche una tendenza all'aumento dei prezzi che ha portato a +7,5% l'incremento di spesa.Nei primi due mesi del 2021 la situazione sembra leggermente migliorare con una ripresa di interesse anche per il segmento delle insalate che recuperano il 4,5% dei volumi sul 2020, pur registrando un lieve ridimensionamento del prezzo medio.

La famiglia “acquirente tipo”? Una coppia di 45-54 anni, residente nel Nord Ovest, reddito medio-alto, che effettua i suoi acquisti prevalentemente nel supermercato.


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