ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùrisparmio gestito

Buy back e nuovo bond, così Anima affila le armi per operazioni di M&A - La pagella di Goldman Sachs

Utili in crescita nei primi nove mesi dell’anno e raccolta in ripresa, ma nel medio termine resta viva l’attenzione per un consolidamento in atto nell’industria

di Maximilian Cellino


default onloading pic

3' di lettura

Anima Holding chiude i primi nove mesi 2019 con utili in crescita, una raccolta netta in ripresa dopo un avvio di anno piuttosto complesso e continua a mettere a punto strumenti finanziari da utilizzare anche in ottica di future possibili operazioni strategiche. «Proseguiamo con la nostra strategia di crescita organica, ma sono anche del parere che all’interno dell’industria del risparmio gestito sia necessario un consolidamento se si vuole riassorbire la compressione dei margini in atto», ha sottolineato l’a.d. Marco Carreri, parlando con Il Sole 24 Ore dopo la pubblicazione dei dati di bilancio, ma ammettendo però al tempo stesso che «sul mercato non vedo al momento operazioni realizzabili».

Utili in crescita
Sul fronte dei conti, il gruppo attivo nel risparmio gestito ha realizzato al 30 settembre profitti per 102 milioni di euro, in crescita del 5% rispetto a 12 mesi prima (128,7 milioni e +4% il dato normalizzato) grazie a ricavi totali consolidati per 255,2 milioni (+4%). Sul risultato ha influito anche il contenimento dei costi ordinari, che nei 9 mesi sono stati pari a 61,3 milioni, in diminuzione del 4% rispetto ai 63,7 milioni dell’esercizio precedente, mentre il rapporto fra costi e ricavi netti complessivi (escludendo dai ricavi le commissioni di incentivo) si è attestato al 26,6 per cento. «È una tendenza sostenibile - ha aggiunto Carreri - grazie al nostro modello industriale che prevede ricavi molto diversificati fra clientela istituzionale e retail e la contemporanea presenza nel canale assicurativo che poteva essere cannibalizzante per la raccolta fondi e che invece risulta complementare nella nostra struttura di business».

Raccolta di nuovo con il segno «più»
Con il dato di ottobre, positivo per 166 milioni, la raccolta netta di risparmio gestito da inizio anno di Anima è tornata ad avere un segno più (40 milioni) compensando i flussi negativi dei primi mesi e portando così le masse complessive a 189 miliardi. «Fino a maggio - ha spiegato l’a.d. - il contesto geopolitico e istituzionale è stato sfavorevole. Da allora ha preso però il via una tendenza positiva per la raccolta netta, favorita dal buon andamento dei mercati negli ultimi mesi e da un rinnovato focus dei distributori sulle diverse soluzioni di risparmio gestito, che è proseguita anche a ottobre».

Riaperto il buy back
Rilevanti infine le novità sotto l’aspetto della gestione delle risorse finanziarie, che potrebbero appunto preludere a possibili azioni di fusioni e acquisizioni. Il Cda di Anima ha infatti deliberato la riapertura del programma di riacquisto di azioni proprie deliberato lo scorso esercizio, che ha già portato nei portafogli del gruppo azioni proprie pari al 3%, fino a un ulteriore 3% del capitale sociale (o per un controvalore massimo di 50 milioni di euro): «carta» utilizzabile per eventuali operazioni di M&A da finanziarsi anche tramite tali titoli.

Un’operazione con Arca può andare in porto solo se rappresenta un acceleratore per la nostra crescita organica

La concomitante rinegoziazione dei finanziamenti resa possibile dal favorevole contesto dei tassi (e culminata il mese scorso l’esordio sul mercato dei corporate bond con un’emissione da 300 milioni) va allo stesso modo nella direzione di «ampliare la flessibilità finanziaria del gruppo con l’obiettivo di un più efficiente utilizzo delle risorse anche in un’ottica di future possibili operazioni strategiche». In passato il nome di Anima è stato più volte accostato a quello di Mediobanca, di Kairos (che però è stata di recente ritirata dal mercato dalla controllante Julius Baer) e soprattutto di Arca Sgr . «Anche se ha perso parte della propria capacità distributiva il nostro interesse non è cambiato, se vi sono le condizioni necessarie», ha confermato riguardo quest’ultima Carreri, tenendo però ancora una a precisare che «un’operazione può andare in porto solo se rappresenta un acceleratore per la nostra crescita organica, che già è forte».

Per approfondire:

Anima, un esordio con il freno tirato: -3,6% a Piazza Affari

Anima vola dopo l'accordo con Poste per il maxi polo del risparmio

Riproduzione riservata ©
  • default onloading pic

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...