l'audio pubblicato dal sito di news usa

Lega, Savoini indagato nell’inchiesta sui presunti finanziamenti dalla Russia

«Ho già querelato in passato, lo farò anche oggi, domani e dopodomani: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di finanziamento dalla Russia», attacca il leader della Lega in una nota, respingendo in toto la ricostruzione del sito di news sullincontro di Savoini, presidente dell'associazione indipendente Lombardia-Russia


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3' di lettura

Gianluca Savoini, il leghista presidente dell’ associazione Lombardia-Russia, è indagato nell'inchiesta della procura di Milano che ipotizza una
corruzione internazionale su presunti fondi russi alla Lega.
Della vicenda hanno parlato in inchieste giornalistiche sia il sito americano BuzzFeed sia il settimanale L’Espresso.
Corruzione internazionale l’ipotesi di reato formulata dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e dai pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro nel fascicolo aperto. Sarebbero già state sentite alcune persone. Sulla vicenda interviene anche Federpetroli, stigmatizzando le speculazioni legate al traffico di petrolio connesse alla vicenda.

La lussuosa hall dell’Hotel Metropole, a Mosca.È qui, secondo il sito BuzzFeed News, che il 18 ottobre scorso si è svolta una riunione di lavoro di tre italiani vicini a Salvini e tre uomini d’affari russi. Ufficialmente per discutere un accordo petrolifero, in realtà per esaminare i piani per una «grande alleanza» per «minare le democrazie liberali e formare una nuova Europa nazionalista in linea con Mosca». Il sito di news statunitense pubblica oggi una ricostruzione dela riunione e una registrazione audio segreta in cui una voce attribuita a Gianluca Savoini, stretto collaboratore del vicepremier, spiega la strategia della Lega per il futuro dell’Europa, nell’ambito di una tratttativa per finanziare il Carroccio con decine di milioni di dollari di Mosca. Una bomba, che scatena la reazione indignata del ministro dell’Interno: «Mai preso un euro o un rublo dalla Russia».

Salvini in trincea
«Ho già querelato in passato, lo farò anche oggi, domani e dopodomani: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di finanziamento dalla Russia», attacca il leader della Lega in una nota, respingendo in toto la ricostruzione di BuzzFeed sugli obiettivi di Savoini, presidente dell’associazione indipendente Lombardia-Russia.

Savoini e i piani del «Trump europeo»
Nell’audio, scrive BuzzFeed, «si sentono negoziare i termini di un accordo per inviare milioni di dollari frutto dei proventi del petrolio russo al partito di Salvini, attraverso un canale segreto». Savoini in inglese, facendo riferimento alle elezioni europee di maggio 2019, spiega poi la linea della Lega: «Vogliamo cambiare l’Europa. E una nuova Europa deve essere vicina alla Russia come prima, perché vogliamo riprenderci la nostra sovranità. Salvini è il primo che vuole cambiare l’Europa. Insieme ai nostri alleati in Europa». Nella registrazione, spiega ancora BuzzFeed, Salvini viene descritto con entusiasmo dai russi come «il Trump europeo».

Pd all’attacco
Il Pd non perde tempo, e affida il suo commento a caldo alla vicesegretaria dem Paola De Micheli: «Il plenipotenziario di Salvini per gli affari con Mosca pizzicato a trafficare con i russi per ottenere finanziamenti per il suo partito e per influenzare il nostro voto? Caro Salvini vai a Mosca, ma prima vieni a spiegare in Parlamento. Altro che prima gli italiani. Prima i russi». Su Twitter il segretario dem Nicola Zingaretti rincara la dose: «Rubli dalla Russia alla Lega per una campagna elettorale contro l’euro? Va tutto chiarito immediatamente». «Salvini non può più tacere: dica la verità agli italiani su quanti soldi ha ricevuto illecitamente da Mosca e
come ha usato quei soldi», incalza anche il deputato Andrea Romano.

Federpetroli: vergognosa speculazione su parola petrolio
«È vergognoso come si specula sulla parola petrolio e assistere a vicende di millantatori o pseudo intermediari che si permettono di citare le Compagnie Petrolifere»: queste le parole del presidente di Federpetroli Italia, Michele Marsiglia, a seguito della vicenda su possibili fondi russi a partiti politici italiani. Continua Marsiglia «Questa non è una difesa alla Lega, al M5S o ad altri, non siamo avvocati e gli Organi giudicanti sono altri ma è giusto mettere in guardia l'opinione pubblica e chi non è del settore, dell'esistenza da anni di fantomatici intermediari, ex militari, ex falsi diplomatici ed altro che, attraverso modi e stili non consoni all'eleganza aziendale, riescono a millantare sigle petrolifere di Major internazionali, mostrandosi come mediatori e Organi portanti di un sistema, purtroppo approfittando della parola Petrolio come se fosse acqua minerale».

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