LEADER DELLA CRESCITA 2019

Buzzoole guida la classifica, l'influencer marketing da Napoli al mondo

di Luca Tremolada


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2' di lettura

Partiamo dai fondamentali. Buzzoole si pronuncia “basule” con la e muta. Vuole essere preciso Fabrizio Perrone, fondatore della piattaforma italiana di influencer marketing. «Il nome - spiega - nasce dalla crasi tra due parole, buzz che possiamo tradurre come passaparola e una riedizione del significato originario di Google per intendere crescita esponenziale». E, se non esponenziale, quella di Buzzoole è una crescita davvero impressionante (+218% medio tra il 2014 e il 2017), visto che le ha permesso di arrivare al primo posto nella lista delle 350 imprese Leader della crescita 2019 creata dal Sole-24 Ore e da Statista .

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Nel triennio, i ricavi sono passati da 137mila euro a 4,4. Per il 2018 l’obiettivo è avvicinarsi a quota 8 milioni. «Merito dell’apertura di nostre sedi in nuovi mercati - racconta l’imprenditore - che ci ha permesso di metterci in evidenza e crescere soprattutto all’estero. Oggi Buzzoole ha un team di oltre 70 persone distribuite tra le sedi di New York, Londra, Milano, Roma e Napoli (dove tutto è cominciato, ndr) e una community di 260mila content creator, meglio detti influencer per più di 850 clienti. Fino all’anno scorso la quota di fatturato che arrivava dall’estero era del 40% oggi siamo cresciuti fino al 75 per cento».

Non male per una ex startup nata a Napoli nel 2013: tutto è successo nel giro di pochissimi anni. «Il mercato è cambiato - spiega - e anche noi. All’inizio siamo partiti con l’idea di offrire tecnologia per identificare e gestire le relazione con gli influencer e gli aspetti social di questi campagne». La missione era ed è quella di aiutare le aziende a sviluppare campagne di influencer marketing attraverso un tool destinato a individuare, ingaggiare e analizzare le performance degli influencer. Il punto distintivo è sempre stato la tecnologia, o meglio una piattaforma proprietaria in grado di tenere le “orecchie” a terra per ascoltare come si muove e cosa dice la infosfera. «Più che alla Ferragni e a Fedez - spiega - abbiamo sempre guardato con interesse ai micro-influencer. In un primo momento la corsa era al personaggio con più follower ora si guarda a quello più efficace».

Buzzoole in questi anni ha imparato a proporsi come partner strategico per le grandi aziende che cercano una piattaforma tecnologica in grado di controllare le loro campagne. La collaborazione con l’agenzia media Nielsen nasce proprio con questo presupposto. True Reach, lanciato a inizio mese, è proprio uno strumento per misurare il ritorno degli investimenti nelle campagne di influencer marketing. Volendo, è uno strumento anche per misurare meglio, possiamo dire, la “coda lunga” degli influencer, le nicchie che sono molto efficaci in termini di comunicazione del brand perché parlano in modo diretto alla comunity dei consumatori. «Quella che sta nascendo - riflette - non è una economia come quella legata ai testimonial del piccolo schermo». Non esisterà più un monopolio come cinquant’anni fa. Il mercato sarà sempre più frammentato e proprio per questo andrà studiato con sempre nuove tecnologie.

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