Politica Economica

C'è chi chiese al Viminale l'accesso agli atti del Municipio

di Roberto Galullo


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Edoardo Mazza

2' di lettura

C'era chi aveva capito tutto della situazione di accerchiamento mafioso che sta vivendo Seregno. Al punto da chiedere al ministro dell'Interno la possibilità di inviare una commissione prefettizia di accesso al Municipio per verificare eventuali collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata.
Correva l'anno 2016 quando la senatrice Lucrezia Ricchiuti (Articolo 1-Mdp, già vice sindaco di Desio, a pochi chilometri da Seregno e anch'esso segnato da episodi di criminalità organizzata) l'8 marzo 2016 presentò un atto ispettivo a pochi giorni di distanza dalla decisione del prefetto che dispose la chiusura a Seregno del bar “Tripodi” (poi riaperto), ritenuto dagli investigatori luogo di ritrovo di soggetti legati alla 'ndrangheta. E con quell'atto ispettivo chiese l'accesso al Comune ai fini di verificarne un'eventuale scioglimento.
Il bar Tripodi era già assurto agli onori della cronaca, ricordò la senatrice Ricchiuti, perché vi erano stati fotografati un assessore regionale e l'allora candidato sindaco per Forza Italia Edoardo Mazza (ora ai domiciliari nell'ambito dell'indagine) nonostante fosse noto che il bar e la sua proprietà fossero stati oggetto di analisi e di accertamenti già nell'ambito dell'inchiesta “Infinito” del luglio 2010.
Questo tipo di accertamenti si era reso necessario anche perché il titolare del bar, Antonio Tripodi, detto Nino, è sposato con Francesca Pio, figlia di Candeloro Pio di Melito Porto Salvo, ritenuto da investigatori e inquirenti esponente della 'ndrangheta di Desio, condannato per associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta Infinito.
La notte successiva alla chiusura del bar, il 4 marzo 2016, apparve sulla saracinesca un lenzuolo bianco con scritte rosse con questa dicitura: “Noi vi vogliamo bene” accompagnata da un cuore.Il lenzuolo venne poi rimosso dai vigili urbani.
Ma già il 18 giugno 2015 Ricchiuti, con un precedente atto ispettivo spedito ancora al ministro dell'Interno e anch'esso come l'altro ancora senza alcuna risposta, aveva ricordato che il sindaco uscente Giacinto Mariani, fedelissimo di Matteo Salvini, aveva derto che: “La città di Seregno non ha bisogno di falsità e di cattiverie, di atti anonimi. Che le opposizioni la smettano di rifarsi a siti anonimi gestiti da animali, da ladri e da schifosi. Perché queste persone devono morire”. Edoardo Mazza, di Forza Italia, vincitore al ballottaggio di domenica 14 giugno 2015, secondo la ricostruzione di Ricchiiti non esitò a manifestare il suo apprezzamento applaudendo. “Questo è gravissimo e dimostra quanto si sia abbassato il livello di guardia nella città di Seregno” dichiara Ricchiuti.

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