Scienza&industria

C’è tanto made in Liguria anche nel bosone di Higgs

Asg Superconductors è una delle poche aziende al mondo in grado di realizzare magneti superconduttivi. Ruolo di primo piano nel progetto Iter per creare la fusione nucleare

di Raoul de Forcade

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 Il filo superconduttivo Mgb2 è utilizzato al Cern di Ginevra nel progetto High-lumi, per aumentare la luminosità dell’acceleratore di particelle Large hadron collider

Asg Superconductors è una delle poche aziende al mondo in grado di realizzare magneti superconduttivi. Ruolo di primo piano nel progetto Iter per creare la fusione nucleare


4' di lettura

Studiare l’origine dell’universo e le sue particelle più piccole, produrre energia green con la fusione nucleare (cioè l’energia atomica pulita), realizzare esami diagnostici sofisticati ma anche curare i tumori con l’adroterapia. Tutti queste applicazioni conducono a un fattore comune: l’utilizzo di magneti, fili o materiali superconduttivi. E la superconduttività è un settore in cui l’Italia, attraverso centri di ricerca come l’Infn (istituto nazionale di fisica nucleare), l’Enea e il Cnr, ha un ruolo da protagonista a livello mondiale. In questo settore, inoltre è stretta e continua la relazione tra mondo della ricerca e industria. In particolare in Liguria, dove ha sede Asg Superconductors, una delle poche aziende al mondo oggi in grado di progettare e realizzare magneti superconduttivi.
Nata nel 1954 come unità dell’Ansaldo, Asg è stata privatizzata nel 2000, anno in cui ha fatto il suo ingresso, come azionista dell’azienda, la famiglia Malacalza. Inizia a questo punto una fase di consolidamento della società con nuove commesse internazionali e sviluppo di materiali (ad esempio il filo superconduttivo Mgb2, utilizzato dal Cern per trasportare la corrente per il nuovo progetto High luminosity) nonché la realizzazione di sistemi medicali come l’unica risonanza magnetica realmente aperta al mondo. Oggi l’azienda conta tre stabilimenti fra Genova e La Spezia, 200 addetti, tra fisici, ingegneri e tecnici e un giro d’affari da 35 milioni (2019).

DAL CERN ALLA FONDAZIONE CNAO: TUTTE LE COLLABORAZIONI
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Per comprendere a fondo il peso che la tecnologia made in Italy di Asg ha a livello globale è utile guardare la mappa delle consegne dei magneti, dei materiali superconduttivi e dei sistemi di risonanza magnetica. In Svizzera, Asg sta collaborando da anni col Cern di Ginevra, per il quale ha costruito numerosi magneti per l’acceleratore di particelle Large hadron collider (Lhc) e quelli per il detector Atlas che, nel 2012, hanno portato alla scoperta del bosone di Higgs. Sempre col Cern, Asg sta lavorando al già citato progetto High-luminosity, indirizzato ad aumentare la luminosità dell’acceleratore.
Passando alla Francia, sono stati prodotti a Genova e La Spezia i magneti più grandi e sofisticati al mondo, i Tf coil, che stanno arrivando a Cadarache, dove è in corso di realizzazione il progetto Iter per la fusione nucleare. Su Iter sta lavorando da anni anche un’altra azienda genovese nata dalla grande Ansaldo e governata oggi da Cdp: Ansaldo Energia con la sua controllata Ansaldo Nucleare. Le due aziende fanno parte della società Dynamic che sta assemblando il Tokamak, ossia il macchinario che può produrre e contenere il plasma nucleare; inoltre Ansaldo Nucleare ha di recente ottenuto, con il suo partner Monsud, una commessa da Fusion for Energy, l’organizzazione Ue che gestisce il contributo dell’Europa a Iter, per progettare e realizzare il sistema d’emergenza di distribuzione dell’elettricità del progetto. In generale, tutte le aziende italiane coinvolte in Iter hanno già ottenuto commesse complessive per oltre un miliardo.
Ritornando ad Asg Superconductors, l’azienda sta producendo anche i magneti multiplet per il Gsi di Darmstadt in Germania(si veda articolo a fianco). E nel settore della cura dei tumori con adroterapia i magneti di Asg sono utilizzati nei macchinari della Fondazione Cnao di Pavia, ma anche dalla belga Iba, che realizza e installa nel mondo sistemi per cure tumorali basati sui magneti superconduttivi italiani. Oltreoceano, diverse cliniche private hanno installato le risonanze magnetiche aperte di Asg e sono appena partiti da Genova, alla volta degli Usa, anche i magneti per il Fermilab, il laboratorio di Batavia (Chicago) intitolato a Enrico Fermi: in questo caso si tratta di ricerca sulla fisica delle particelle. Nei mesi scorsi, poi, è arrivato in Russia, a Dubna, un altro sistema di Asg, composto da un magnete da 80 tonnellate lungo 9 metri, pensato per fare da detector e rilevare tracce di particelle derivanti dalla collisione di ioni pesanti.
Altri magneti Asg, in questo caso di nuovo per la fusione nucleare, sono stati già installati in Giappone a Naka presso il Jt60sa, il corrispettivo nipponico di Iter, per attivare un “minisole” simile a quello di Cadarache, che sta entrando in funzione e nei giorni scorsi ha già raggiunto la temperatura di esercizio. Infine, la Corea del Sud. Qui, il centro di ricerca universitario di Gachon ha commissionato ad Asg (e ricevuto da poche settimane) il magnete a campo ultra-alto, il più potente mai realizzato al mondo per lo studio del cervello. Si tratta, in sostanza, di un enorme magnete pensato per fotografare in modo approfondito il cervello, la cui materia è, per natura, molto densa poco penetrabile. «Da oltre vent’anni – afferma Davide Malacalza, presidente, oltre che azionista di Asg - continuiamo a investire in tecnologia e materiali legati alla superconduttività. In questa fase storica iniziano a diventare realtà, e sono sempre più vicini all’operatività, progetti come Iter, Jt60, Gsi e Hi-Luminosity, solo per citarne alcuni del mondo della ricerca. Al tempo stesso, il green deal, unito alle necessità energetiche di un mondo che sta cambiando profondamente, apre interessanti prospettive per il futuro di questa tecnologia». In Germania, ad esempio, un progetto pilota di cavo superconduttivo, Ampacity, alimenta già da alcuni anni con successo il centro cittadino di Essen.
L’obiettivo di Asg, dunque, aggiunge l’ad, Sergio Frattini, è «collaborare in modo sempre più stretto con i centri di ricerca, per la realizzazione di magneti, ma anche con il mondo dell’industria e dell’energia. Parte fondamentale di questo percorso è mantenere il know-how dei nostri tecnici ed essere attrattivi per persone con conoscenze complementari alle nostre ».

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