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«C’è voglia di investire, siamo vicini alle Pmi»

Il direttore regionale Melotti: abbiamo creato 21 centri imprese con team di specialisti in grado di offrire le soluzioni per le singole necessità

di Paolo Paronetto

L'attività commerciale. L'attività commerciale della banca, in base ai dati aggiornati a fine luglio, ha prodotto una raccolta totale di 21 miliardi e impieghi vivi, al netto delle sofferenze, per 12 miliardi

3' di lettura

Un tessuto imprenditoriale ricco, fatto di piccole e medie imprese che hanno superato le recenti crisi uscendone più forti, grazie anche agli investimenti in tecnologia che oggi consentono loro di cogliere le opportunità e di affrontare l’attuale difficile contesto di mercato.

È la fotografia dei territori del Nord Est in questo scorcio di 2022 scattata da Alberto Melotti, responsabile della direzione territoriale Verona e Nord Est di Banco Bpm. «È un territorio caratterizzato da Pmi, l’ossatura tipica del Nord Est e anche la sua forza perché in tutti questi anni, passando in varie crisi, le aziende medio-piccole si sono strutturate acquisendo sempre maggiore resilienza e mostrando capacità di adattamento del business model», conferma.

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La presenza del gruppo in Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia è articolata in 190 filiali con 1.800 dipendenti, sei aree affari e 21 centri imprese con 120 addetti dedicati, per un bacino di oltre 7mila aziende. L’attività commerciale della banca, in base ai dati aggiornati a fine luglio, ha prodotto una raccolta totale di 21 miliardi e impieghi vivi, al netto delle sofferenze, per 12 miliardi. Per affrontare la concorrenza degli altri istituti, particolarmente vivace in quest’area del Paese («È un territorio fortemente presidiato perché esprime vitalità industriale ed è molto ricco», sottolinea Melotti), Banco Bpm punta «su un modello di servizio che possa essere il più coerente e vicino alle esigenze dei clienti. Sono infatti stati creati 21 centri imprese dove i nostri gestori sono i primi interlocutori delle aziende con alle spalle team di specialisti che li possono supportare, in modo da offrire tutte le soluzioni per le singole necessità, sia per l’ordinaria amministrazione sia per la crescita, anche esterna». Il tutto anche con il sostegno dei presidi corporate e wealth management del gruppo, Banca Akros e Banca Aletti, che possono proporre «soluzioni coerenti anche su temi come la gestione dei patrimoni e i passaggi generazionali». Da questo osservatorio privilegiato Melotti rileva che, dopo un inizio di 2022 «molto positivo, sia in termini di fatturato che per marginalità generata in tutti i settori economici», in questo momento «c’è grande incertezza». «È normale che la ripresa di settembre sia un po’ più lenta – prosegue –, ma oggi ci sono fattori importanti che impattano pesantemente: il rincaro dei prodotti energetici, il generale incremento dell’inflazione e la guerra» in Ucraina.

Il quadro, al momento, rimane tuttavia positivo: «Vediamo ancora imprese che hanno volontà di investire – sottolinea -, aziende che stanno puntando molto sullo sviluppo di fonti energetiche alternative, gruppi che in questo momento, sfruttando anche la svalutazione dell’euro, sono molto competitivi sui mercati internazionali». Di conseguenza, Banco Bpm non sta registrando «un calo della domanda» di finanziamenti, né «segnali di preoccupazione sul peggioramento della qualità degli attivi creditizi». «Siamo attenti, non possiamo sottovalutare determinati segnali e guardiamo con attenzione l’evoluzione del quadro – precisa -, ma esprimere oggi preoccupazione sarebbe prematuro. Io sono molto fiducioso – rincara - perché le nostre aziende negli ultimi anni hanno investito molto in alta tecnologia e sono in grado di affrontare con grande forza le opportunità che il mercato sta proponendo». In Italia, nelle ultime settimane, ai fattori di incertezza dello scenario internazionale si era aggiunto quello relativo al contesto politico, che ora il chiaro verdetto delle urne ha contribuito almeno in parte ad attenuare. «Oggi per gli imprenditori c’è la necessità di avere certezze – spiega Melotti -. Da un punto di vista politico c’è una maggioranza che avrà l’onere e l’onore di governare, quindi non si dovrebbero avere impatti su questo fronte». L’auspicio principale degli imprenditori, aggiunge il banchiere, è che venga affrontato il nodo della burocrazia, che rappresenta «un costo implicito che mina la competitività del nostro sistema produttivo». «Il Nord Est è molto vocato all’esportazione – ribadisce - e oggi la competizione è globale. In altri paesi i vincoli burocratici che noi abbiamo non ci sono. È un limite ed è l’effetto più dirompente sulle nostre aziende». Di certo, in ogni caso, nel breve periodo l’emergenza che le imprese devono affrontare con maggiore urgenza è quella del caro energia: per aiutarle a contenerne l’impatto, Banco Bpm ha stanziato già nel marzo scorso un plafond ad hoc da 3 miliardi a livello nazionale, poi ampliato a 5 miliardi, per finanziamenti a breve e medio termine, anche assistiti da garanzie pubbliche. Un altro plafond da 5 miliardi, poi, è dedicato agli investimenti per la transizione verso un’economia sostenibile, in linea con gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che sta finalmente entrando nel vivo. «Abbiamo fatto incontri per spiegare l’impatto del Pnrr su nostri territori – conclude Melotti -, ora le risorse stanno cominciando ad arrivare a partire dal settore infrastrutture».

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