galati mamertino (Messina)

C’era il Covid, non i medici

Mentre crescevano i postivi il piccolo centro dei Nebrodi non aveva medici di base

di Nino Amadore

Mentre crescevano i postivi il piccolo centro dei Nebrodi non aveva medici di base


2' di lettura

Nella piazza di Galati Mamertino, piccolo comune dei Nebrodi in provincia di Messina, c’è chi passeggia tranquillamente (o quasi): mascherina al volto e distanza di sicurezza. C’è quiete in questo centro montano che è stato zona rossa ed è arrivato ad avere 160 positivi alla Covid-19.  Mentre scriviamo non vi sono praticamente positivi, ne risultano solo due in attesa di tampone definitivo che certifichi l’uscita dall’isolamento: distanziamento e contact tracing sono ormai diventate le regole fisse. Anche a garanzia di una popolazione che è stata praticamente tutta monitorata con tamponi a tappeto: «Noi - dice il sindaco Nino Baglio - ne abbiamo fatti tremila ma c’è chi lo ha fatto privatamente. I nostri cittadini sono negativi».  Buone notizie, insomma per questo centro montano che ha un’economia imperniata su agricoltura, turismo e parecchia ristorazione con locali di eccellenza. Il paese guarda con ansia al futuro: la ristorazione, come in altre aree del paese, ha pagato e sta pagando a caro prezzo ma si sta anche organizzando per garantire sicurezza ai clienti che arriveranno quando sarà possibile.

Non è tutto rose e fiori, ovviamente, ma va meglio rispetto «ai giorni dell’incubo» come li definisce qualcuno. I giorni in cui i positivi aumentavano e il paese sembrava abbandonato a se stesso. Per almeno tre giorni, mentre i tamponi rivelavano nuovi contagi, non vi era nemmeno un medico di famiglia. L’unico medico in servizio, dei due rimasti dopo il pensionamento del più anziano, era in attesa dell’esito del tampone perché aveva visitato quello che qui ormai è definito il paziente 1 ma che probabilmente era solo uno dei tanti positivi al Covid e inconsapevoli. « Per qualche giorno non c’era il medico di base e non era presente in paese nemmeno l’Usca. È stato veramente complicato» racconta il sindaco. Oggi i medici in servizio sono due: il posto del medico andato in pensione è stato assegnato transitoriamente a un professionista. Ma intanto Galati Mamertino è diventato un caso di studio su come, nelle aree interne, non vanno gestiti i servizi sanitari soprattutto in tempo di pandemia. Qualche giorno fa l’Asp di Messina ha annunciato la chiusura delll’ambulatorio di oculistica all’interno del poliambulatorio utilizzato per le visite specialistiche in un’area vasta dei Nebrodi che comprende almeno cinque comuni per un totale di oltre diecimila abitanti: centri distanti mediamente oltre 20 chilometri dall’ospedale più vicino che si trova a Sant’Agata di Militello.

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