moda uomo, junior e filati

C’era una volta la fiera: da oggi Pitti Connect in edizione unica (online) fino a ottobre

Il salone fiorentino punto di riferimento internazionale per l’abbigliamento maschile cambia veste: piattaforma b2b, ma anche contenitore innovativo, aggiornato e attraente

di Silvia Pieraccini

default onloading pic

Il salone fiorentino punto di riferimento internazionale per l’abbigliamento maschile cambia veste: piattaforma b2b, ma anche contenitore innovativo, aggiornato e attraente


3' di lettura

Scordatevi le “vecchie” fiere digitali con i compratori-avatar che entrano nei padiglioni in 3D e visitano gli stand aperti per tre giorni. Il “nuovo” Pitti Uomo (ma anche Bimbo e Filati), pronto a debuttare solo online col nome Pitti Connect il 16 luglio, per effetto dell'emergenza Covid che ha imposto di cancellare l'edizione fisica programmata settimane fa a Firenze, vuol essere un contenitore innovativo, attraente, di alto profilo e - soprattutto - non solo commerciale e temporaneo.

Assieme alla piattaforma b2b, che farà incontrare espositori e compratori, ci saranno infatti progetti digitali diluiti nei tre mesi di vita on air del salone (fino al 9 ottobre): percorsi attraverso le collezioni declinati per stili, tendenze, materiali; interviste ai grandi compratori internazionali e ai giovani brand che fanno una moda sostenibile; mini-film con le modelle di haute couture degli anni 80 e 90 che raccontano capi maschili iconici; testimonianze di personaggi sulle novità creative di dieci Paesi; i nomi più promettenti della scena creativa africana; conversazioni con imprenditori, stilisti, influencer; una mostra online sul tema dei saloni estivi ‘Out of the blue'.

Loading...

L'idea della società organizzatrice Pitti Immagine è stata quella di riproporre, in versione digitale, il modo di fare il salone fisico, quel mix di business, eventi e contenuti editoriali che ha fatto la differenza rispetto ad altre rassegne nel mondo, decretando la leadership internazionale del Pitti Uomo nel campo della moda maschile. “La forza di Pitti Connect è proprio questa – spiegano Agostino Poletto e Lapo Cianchi, direttore generale e direttore comunicazione di Pitti Immagine –. Volevamo evitare che fosse solamente un catalogo poco attraente e abbiamo puntato a trasferire online la varietà di elementi che distinguono le nostre fiere fisiche, grazie a un gruppo di professionisti di alto livello, da Olivier Saillard a Francesco Bonami, dai grafici ai fotografi fino all'agenzia anglo-tedesca specializzata nell'editoria di moda Highsnobiety che farà la direzione artistica di Pitti Connect”.

Highsnobiety costruirà tra l'altro il “profilo” di 20 espositori-top di Pitti Uomo (gli Special projects), da Brunello Cucinelli a Lardini, da Karl Lagerfeld a Blauer, da Herno a Paul&Shark, da Piquadro a Pt Torino, come se fosse un servizio di una rivista di moda: video, interviste, frasi e foto serviranno a delineare l'identità del brand. “Sarà uno dei primi prodotti pubblicati sulla piattaforma – dice Cianchi – con due-tre profili al giorno a partire dal 16 luglio, per dare sempre un contenuto fresco”.

Se i contenuti editoriali saranno visibili a tutti, senza registrazione, per entrare nel catalogo digitale che presenta le collezioni per la primavera estate 2021 (seguendo linee-guida fissate da Pitti) occorrerà essere autorizzati dai singoli brand.

Finora a Pitti Connect hanno aderito, come espositori, 170 brand dell'uomo, 63 del bambino e 36 dei filati, ma altri marchi potrebbero aggiungersi (anche più avanti) quando saranno pronti con le collezioni. I numeri riflettono le difficoltà che sta attraversando l'industria della moda, stretta tra ordini a rilento e negozi vuoti, e lo slittamento dei tempi della campagna vendite estiva. Sul fronte dei buyer, Pitti sta facendo una campagna di promozione della piattaforma e un'attività di raccolta e elaborazione dati su negozi, collezioni, acquisti, per delineare profili sempre più dettagliati e proporre idee, prodotti e percorsi personalizzati. La base di lavoro è formata da quasi 69mila buyer per l'uomo, più di 27mila per il bimbo, quasi 22mila per i filati.

I costi del Pitti Connect sono assai lontani da quelli della fiera fisica. La somma fissata da Pitti Immagine per la partecipazione delle aziende è 2.500 euro indipendentemente dalle dimensioni. Per la costruzione della piattaforma invece la società ha investito un milione tra tecnologia, web design e contenuti. “Uno dei grandi valori di Pitti Connect – afferma Poletto – è che mette in relazione tutte le nostre manifestazioni: riusciamo a fare sul digitale quel lavoro di integrazione tra i vari saloni che mostra il lifestyle di Pitti Immagine e permette ai buyer di navigare e di creare connessioni tra mondi diversi”. Pitti Connect ospiterà dunque le collezioni dei saloni Pitti Uomo numero 98, Pitti Bimbo 91, Pitti Filati 87 e, dalla fine di luglio, quelle di Pitti Fragranze e di Super.

Che cosa si aspetta Pitti Immagine da questo progetto? “Di trasferire online l'energia che di solito condensiamo in pochi giorni di manifestazione fisica – conclude Poletto – facilitando il rapporto tra espositori e compratori: da tempo diciamo che queste due figure sono destinate a diminuire nel numero, ma possono aggiungere valore per fare meglio il proprio mestiere”. Il Covid ha solo accelerato il processo tecnologico, che Pitti aveva avviato più di dieci anni fa, con la versione e-Pitti delle fiere finora rimasta nell'ombra. “Il digitale è una strada tracciata sulla quale continueremo a investire nella consapevolezza che il salone fisico rimane il primo obiettivo, imprescindibile”, dicono Poletto e Cianchi.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti