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Nadef, verso rinnovo Superbonus al 2023. In arrivo proroga per l’assegno unico figli

Crescita 2021 al 6%, deficit al 9,5%. La sottosegretaria al Mef Guerra: «Avanti con l’azione di sostegno all’economia, la riforma del catasto ci sarà ma lenta»

Draghi: "Crescita economia stimata al 6%"

3' di lettura

È durata poco meno di un’ora la cabina di regia convocata dal premier Mario Draghi che ha esaminato la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza.

Dal vertice è emersa una novità molto attesa dagli operatori economici. Si va verso una proroga al 2023 del Superbonus: il governo, secondo quanto si apprende, dovrebbe inserire l’impegno a proseguire con l’incentivo alle ristrutturazioni green nella Nota di aggiornamento al Def (Nadef). La proroga dovrebbe poi essere inserita in manovra. Probabile un collegato sul salario minimo insertito nel documento.

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Ecco i numeri usciti dalla cabina di regia. Una crescita per l’anno in corso stimata al 6% e un deficit che si attesta al 9,5%, sarebbero margini per 1 punto di Pil l’anno per nuovi interventi, circa 18 miliardi l’anno tra il 2022 e il 2024. Nella riunione non è stato affrontato il dossier della delega fiscale che non arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri in programma mercoledì 29 settembre alle 9,30 proprio per il varo della Nadef.

Slitta la scadenza domande per l’assegno unico figli

In Consiglio dei ministri arriverà anche la proroga dei termini per fare domanda di assegno unico con retroattività ai mesi precedenti. La norma compare nell’ambito di un decreto di proroga di termini inserito all’ordine del giorno della riunione. La scadenza per fare domanda dell’assegno con retroattività era fissata al 30 settembre, ma ora la norma stabilirà una data più avanzata per permettere a chi non è ancora riuscito di fare domanda per ottenere l’assegno da luglio. Finora le domande arrivate all’Inps per l’assegno temporaneo per i figli minori con il diritto agli arretrati sono meno di 500mila, poco più di un quarto della platea che ne avrebbe diritto.

Fisco: proroga pagamento Irap non versata nel 2020

Ma nel decreto contenente varie proroghe (dalle domande per l’assegno temporaneo al referendum sulla cannabis) compare nel titolo anche la dicitura “Irap”. Si tratterebbe di un rinvio probabilmente di un mese - fino al 31 ottobre - del termine per saldare l’imposta non versata per effetto dell’errata applicazione dell’esonero previsto nel decreto Rilancio. La misura riguarderebbe le imprese medio-grandi che hanno superato i limiti per gli aiuti di Stato.

Guerra (Mef): avanti sostegno, politica restrittiva disastrosa

Il governo «è determinato a continuare l’azione di sostegno all’economia» ha assicurato la sottosegretaria all’Economia, Maria Cecilia Guerra parlando della Nadef a ClassCnbc. Nelle politiche di bilancio, ha spiegato, c’è uno spazio in più per sostenere l’economia, anche perché «non siamo nelle condizioni né di dovere né di potere eseguire politiche di rientro restrittive che sarebbero disastrose».

«Le resistenze politiche sono fortissime. Non sono particolarmente ottimista sul fatto che con la delega fiscale si facciano particolari passi avanti» ha detto la sottosegretaria al Mef, parlando della riforma del catasto. «Sicuramente ci sarà - ha aggiunto -. La sua traduzione in termini fiscali - ha però puntualizzato - può darsi che possa essere considerata molto molto molto lenta».

«Il quadro migliore dell’economia si riflette sulla finanza pubblica, con un deficit più contenuto e un debito che diminuisce, si apre quindi uno spazio superiore per la Manovra di finanza pubblica» ha spiegato Guerra: anche per le politiche di bilancio che hanno una manovrabilità diversa, per esempio sulle pensioni e si potrebbe anticipare anche un intervento sul cuneo fiscale, se non andrà in delega perché da una parte o dall’altra sicuramente lo metteremo».

Il cantiere della manovra

Si è aperto dunque ufficialmente il cantiere della manovra: Draghi ha chiamato i ministri a Palazzo Chigi per condividere l’impostazione della politica economica che il governo si appresta a disegnare con la Nadef. Alla vigilia di un voto per le amministrative delicato per gli equilibri politici dei prossimi mesi, i partiti fanno emergere la loro richiesta di essere ascoltati dal governo sui grandi temi economici. A partire dal fisco: Draghi avrebbe per ora rinunciato a portare già mercoledì in Consiglio dei ministri la delega fiscale, che tratteggerà le linee generali dell’intervento. La sola ipotesi che tra le voci compaia il catasto ha scatenato un dibattito accesissimo tra gli addetti ai lavori e le ire del centrodestra. E visto che al voto amministrativo mancano pochissimi giorni.

Alla cabina di regia hanno partecipato i ministri Daniele Franco, Erika Stefani, Stefano Patuanelli, Roberto Speranza, Dario Franceschini, Elena Bonetti, Maria Stella Gelmini e il sottosegretario Roberto Garofoli. È stato il primo momento di confronto formale del premier con la sua maggioranza sul fisco e su tutte le altre scelte da fare in vista della legge di Bilancio, di cui la Nota di aggiornamento al Def rappresenta la cornice.

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