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Cabina regia sistema Italia: sud, pmi e innovazione le nuove priorità per 2020 e 2021

Le priorità: rafforzare gli interventi a favore delle zone economiche speciali al Sud a favore delle piccole e medie imprese e valorizzare le eccellenze italiane nel settore scientifico e dell'innovazione

di Gerardo Pelosi


Il Piano innovazione del governo: ecco le tre sfide

5' di lettura

Rafforzare gli interventi a favore delle zone economiche speciali al Sud a favore delle piccole e medie imprese e valorizzare le eccellenze italiane nel settore scientifico e dell'innovazione. Sono queste le due principali priorità individuate della “cabina di regia per l'internazionalizzazione” che si è riunita alla Farnesina dando mandato ai due copresidenti, Luigi Di Maio, responsabile degli Esteri e Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico, di aprire una riflessione sul processo di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane e sulle sfide che le attendono.

La strategia
La “cabina” chiede anche di «assicurare continuità promozionale in prospettiva triennale della strategia di internazionalizzazione del nostro sistema di impresa con specifico focus dedicato alle Pmi, in particolare del Mezzogiorno, attraverso il Piano Straordinario per il Made in Italy». Un'enfasi particolare viene data anche al Piano “Vivere all'Italiana” che integra la dimensione economico-commerciale con quella della proiezione della cultura italiana all'estero e alla valorizzazione delle nostre eccellenze nel settore scientifico e dell'innovazione, almeno sino al 2024, confermandone l'attuale dotazione finanziaria. Nel quadro delle azioni più urgenti da intraprendere la cabina menziona le semplificazioni di natura regolamentare o normativa per garantire il rifinanziamento degli strumenti a favore dei processi di internazionalizzazione delle PMI, a partire dal Fondo 394/81.

La cabina alla Farnesina
La “cabina” con cadenza annuale, da quest'anno trova la sua sede naturale alla Farnesina a seguito del decreto legge n. 104 del 21 settembre scorso che ha trasferito dal ministero dello Sviluppo Economico al ministero degli Esteri tutte le competenze di commercio estero riconoscendo la “diplomazia economica” componente essenziale della politica estera e attribuendo alla Farnesina, attraverso l'apporto della rete di Ambasciate e Consolati, il ruolo di interpretare, come referente istituzionale unico, le trasformazioni globali e offrire al mondo produttivo italiano le chiavi di lettura per affrontare le sfide dell'internazionalizzazione.

Missioni di sistema in Arabia Saudita, Brasile, India, Messico e Vietnam
Per quanto riguarda i Paesi focus per il Sistema Italia individuati dalla “cabina” per il 2020 sono per le missioni di sistema saranno: Arabia Saudita, Brasile, India, Messico, Vietnam. Le missioni settoriali B2B riguarderanno: Indonesia, Kazakistan, Polonia, Serbia, Perù, Marocco, Tunisia, Giappone, Canada, Corea del Sud e Cina. Per missioni nei settori ad alta tecnologia: Svizzera e Repubblica Ceca. Roadshow e missioni per l'attrazione degli investimenti esteri: Australia, Canada, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Francia, Giappone, India, Irlanda, Regno Unito, Svizzera, Taiwan, Turchia.

Piani industriali verso una rosa ristretta di Paesi
Si potrà poi individuare, afferma la “cabina” un gruppo più ristretto di 4-5 Paesi (fra cui Cina, Stati Uniti, Giappone, Canada, Russia, India) verso i quali adottare veri e propri “piani industriali” di sostegno all'export e all'internazionalizzazione, di respiro pluriennale, che includano un'analisi strategica delle modalità più efficaci per accrescere l'export e l'internazionalizzazione delle nostre imprese, insieme ad un ventaglio di azioni attuative, comprendenti missioni, iniziative di formazione, piani di comunicazione integrata. Per l'attività di supporto finanziario e assicurativo a favore delle imprese italiane, mercati prioritari sarà il Qatar e, per progetti di natura strategica, l'area dei cosiddetti paesi “Stan” (tra cui Azerbaijan). Una valutazione sui Paesi che nasce dall'analisi delle nostre esportazioni che sono cresciute anche nei primi 9 mesi del 2019 (352 miliardi di euro, +2,5% rispetto allo stesso periodo del 2018). In prospettiva, nel triennio 2019-2021, l'export italiano di beni dovrebbe fare registrare - secondo le stime elaborate da Sace-Simest e Prometeia - un tasso medio annuo di crescita del 2,7% circa e se tale scenario dovesse essere confermato, l'export resterà una delle componenti più dinamiche della ricchezza nazionale, arrivando a contare il 33% del PIL italiano nel 2021.

L’importanza delle innovazioni tecnologiche e digitali
Alcuni elementi di cambiamento nel commercio mondiale possono giocare a nostro favore. Si pensi alle innovazioni tecnologiche e digitali, che si rivelano soluzioni abilitanti per superare vincoli dimensionali alla crescita internazionale (l'e-commerce o il controllo da remoto di alcune attività che consentono di abbattere i costi fissi). Allo stesso modo, le imprese italiane possono avvantaggiarsi di alcuni trend sociali e demografici (allungamento della vita, sviluppo dei ceti medi, urbanizzazione) che rendono interessanti mercati sino a oggi marginalmente destinatari delle nostre esportazioni (emblematico il caso dell'Africa) e che aprono nuovi scenari anche per il territorio nazionale, con possibilità di recupero di aree in via di spopolamento attraverso forme innovative di internazionalizzazione dei territori. Infine, le attività di cooperazione fra grandi metropoli possono costituire piattaforme di sviluppo per le numerose aziende nazionali che guardano smart cities, Internet of Things, mobilità sostenibile.

Finanziamenti al Made in Italy: in manovra almeno 120 milioni
Per il triennio 2020-2022 Esteri e Sviluppo economico puntano a mantenere nella manovra di Bilancio inalterata o potenziata la capacità promozionale (tra i 120 ed i 140 milioni di risorse aggiuntive annue rispetto alla programmazione ordinaria). Interventi che si vanno ad inserire in un quadro finanziario pluriennale già deciso con importanti dotazioni ai tempi dell'ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Nel 2019 sono state dedicate al Piano straordinario per il Made in Italy attuato dal Mise attraverso Ice-Agenzia risorse finanziarie dell'ordine di 140 milioni di Euro, confluite su 9 macro-linee di attività. Complessivamente sul quinquennio 2015-2019 lo stanziamento complessivo si è attestato a 660 milioni di euro con un significativo incremento rispetto agli anni precedenti.

Il supporto di Cdp
Nel 2018, il polo italiano dell’export e dell’internazionalizzazione del gruppo Cassa depositi e prestiti ha ulteriormente rafforzato il proprio supporto della competitività internazionale delle imprese. Le risorse nette complessivamente mobilitate nell'anno sono state pari a 21,4 miliardi di euro, con una crescita del 35% rispetto al 2017. Nel 2019, il gruppo Cdp ha rinnovato l'impegno in favore dell'export e dell'internazionalizzazione ponendolo tra le priorità della propria azione a sostegno dell'economia italiana. Il Piano Industriale 2019-2021, approvato il 5 dicembre 2018, ha previsto la mobilitazione di 83 miliardi di euro per la crescita delle imprese, di cui oltre la metà per il sostegno all'export. Ha fissato inoltre l'obiettivo di triplicare il numero di beneficiari portando il target a 60.000 aziende supportate, con un focus crescente sulle PMI. Per raggiungere tali obiettivi si è avviata un'azione strutturale lungo due linee-guida: il rafforzamento dell'offerta di prodotto e un nuovo modello di servizio.

Un focus particolare è stato attribuito da Cdp al supporto alle imprese italiane verso la Cina, tramite ideazione e promozione di un apposito “pacchetto Cina” di prodotti a sostegno delle esportazioni e degli investimenti italiani nel Paese. Ne fanno parte, da luglio 2019, finanziamenti in valuta locale offerti grazie all'emissione di Panda Bond di CDP.

Per approfondire

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