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Caccia alle mascherine, ormai introvabili. Ma servono davvero?

Le protezioni non sono necessarie, se non in casi specifici. E devono avere caratteristiche particolari

di Federico Mereta


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3' di lettura

Quasi introvabili. La grande paura dell'infezione da coronavirus 2019-NCoV ha scatenato una vera e propria corsa alle mascherine che proteggono naso e bocca. Sempre più persone le indossano non appena si trovano in un locale pubblico o su un mezzo che trasporta altra gente, nel tentativo di frenare la possibile trasmissione del virus.

Al momento, tuttavia, non c'è alcun bisogno di strumenti di questo tipo, a meno che non siano prescritti per la professione, come accade ad esempio in chi si occupa dei soccorsi a soggetti che potrebbero trasmettere l'infezione. Purtroppo però, fermare la psicosi appare difficile. Eppure...

Eppure la scienza dice che in termini generali la protezione con mascherine idonee può comunque ridurre i rischi di attenuare il rischio di contrarre virus che hanno uno spiccato tropismo per l'apparato respiratorio, come è nel caso del coronavirus in questione.

Ma avverte che il loro impiego va valutato caso per caso, in base alle reali necessità. E soprattutto segnala che non basta avere una qualsiasi protezione artificiale, ma che, sempre se ce ne fosse bisogno, occorrerebbe dotarsi di strumenti davvero utili, come quelli che utilizzano i sanitari preposti al trattamento di soggetti ad elevato rischio.

Basti pensare ad esempio che molte delle mascherine che si possono trovare sul mercato non solo non sono “sigillanti”, quindi possono lasciar passare sui lati eventuali “sbuffi”, ma soprattutto possono non avere la porosità giusta, e quindi non bloccare adeguatamente virus e microrganismi trasmissibili con il contatto ravvicinato.

«Le mascherine andrebbero impiegate solo in caso di condizioni di contatto probabile con persone infette, quindi non hanno significato su mezzi pubblici o simili - taglia corto Paolo Bonanni, docente di Igiene all'Università di Firenze -. E soprattutto non bisogna affidarsi ad una protezione quasi “casuale”, magari trovata di corsa sul banco di un negozio: la porosità del tessuto deve essere tale da trattenere eventuali virus. Molte delle mascherine di carta non hanno queste caratteristiche e soprattutto possono creare, per certi versi, condizioni che possono addirittura favorire il passaggio di un virus. Ad esempio quando si mantengono troppo a lungo sulla bocca e sul naso: se non si tratta di protezione di qualità certificata ma di semplici tessuti di carta questi possono imbibirsi ed inumidirsi, arrivando al punto di “facilitare” l'eventuale superamento della barriera da parte di un determinato ceppo virale perché una barriera fisica secca preserva meglio di una umida».

Come se non bastasse, poi, se non si è abituati a portare dispositivi di questo tipo si possono fare veri e propri errori nel metterli. Dall'esperto, poi, giunge un'ultima raccomandazione: «Mediamente una mascherina è difficile da sopportare a lungo, ovviamente se si tratta di un dispositivo professionale, quindi andrebbe tolta al massimo dopo qualche ora – spiega Bonanni -. Pensare di avere una protezione uscendo la mattina a mantenendo la stessa mascherina fino alla sera non è davvero concepibile».

Insomma, più che sulle mascherine, fondamentali per chi davvero ne ha bisogno a prescindere dal coronavirus, sarebbe meglio ricordare sempre le regole che possono aiutarci a ridurre il rischio di infezione. E non solo per questo virus, ma per ceppi virali e batteri di stagione.

Il virus si trasmette attraverso la saliva e con il respiro ravvicinato e può entrare nell'organismo attraverso gli occhi e le vie respiratorie. Quindi è fondamentale lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche, proteggersi in caso di starnuti, evitare alimenti che potrebbero essere a rischio come carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e bevande non imbottigliate. Fondamentale è anche evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti.

Per approndire:
Allarme Coronavirus, a Cormano boom di ordini di mascherine

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