STUDI LEGALI 2020 - proprietà intellettuale - tmt

Caccia ai pirati sui canali digitali

E-commerce, social, intelligenza artificiale, blockchain e auto a guida autonoma pongono problemi inediti su prodotti falsi in un mondo in cui anche norme e tribunali sono interconnessi

di Marta Casadei

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E-commerce, social, intelligenza artificiale, blockchain e auto a guida autonoma pongono problemi inediti su prodotti falsi in un mondo in cui anche norme e tribunali sono interconnessi


3' di lettura

Dalle auto a guida automatica all’intelligenza artificiale applicata al design di prodotti di arredo o moda. Arrivando ai social e alle piattaforme virtuali e ai contenuti veicolati attraverso questi canali, a volte illegalmente: dai giornali agli eventi sportivi. Lo spettro di proprietà intellettuale e Tmt (tecnology, media and telecom) copre un’ampia gamma di casi e situazioni diversi per soggetti e ambiti coinvolti. Unico trait d’union: la tecnologia, nelle sue molteplici declinazioni.

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Lo confermano i professionisti impegnati in prima linea sul tema. «Lo studio ha da sempre un forte orientamento digital, che è cresciuto nell’ultimo periodo - spiega Lydia Mendola partner di Portolano Cavallo e responsabile dell’area Proprietà intellettuale-. Ci occupiamo sempre più spesso di casi legati all’e-commerce - dalla circolazione di prodotti falsi alla distribuzione in violazione di accordi selettivi - e ai social, dai contenuti condivisi illegalmente online su piattaforme come per esempio Telegram, alla brand reputation che spesso viene messa sotto pressione su Instagram». La difficoltà , nell’affrontare casi sempre nuovi, sta nel fatto che «non c’è un set di norme predefinito cui fare riferimento perché lo sviluppo tecnologico è molto rapido e incide sull’analisi giuridica. E c’è bisogno di aggiornare le norme perché la catena distributiva online - sia essa di prodotti o contenuti - è altamente sofisticata», conclude Mendola.

Che uno dei temi chiave dell’Ip sia legato all’e-commerce emerge anche dalle parole di Luigi Mansani, head del dipartimento Ip presso Hogan Lovells: «Il lockdown ha aumentato gli acquisti online e l’epidemia avrà un impatto sui canali di vendita, con una riduzione dei negozi “fisici” e un potenziamento degli e-store. Questo porterà a porre sempre maggiore attenzione su tematiche come la discriminazione della distribuzione online, le nuove forme di promozione e sostegno alla vendita, come quelle sui social, l’uso dei big data. Tematiche molto attuali, anche alla luce dell’attuazione della direttiva Copyright».

È d’accordo Massimo Tavella, fondatore di Tavella - Studio di avvocati, specializzato in Ip, It e privacy e nella loro applicazione nel mondo della comunicazione: «L’esigenza oggi è quella di proteggere contenuti e in quest’ottica la Rete - spiega Tavella - è il contesto in cui si trovano molti contenuti illegali o scorretti - dalle partite di calcio piratate alla proposta di prodotti miracolosi, che rientra nelle pratiche commerciali scorrette - ma è più difficile individuare responsabilità. Uno dei grandi temi del momento è, per esempio, la responsabilità degli intermediari».

Anche Fabrizio Jacobacci, partner dello studio Jacobacci, conferma come la tecnologia giochi un ruolo decisivo nell’Ip. Un segmento in cui l’asticella tech sarà sempre più alta e le situazioni sempre più complesse: «Ci sono tre aree di sviluppo del diritto della proprietà intellettuale e sono tutte legate alla tecnologia - spiega Jacobacci -: i veicoli a guida automatica, che comportano un impatto anche sul tema privacy; l’intelligenza artificiale, che per la prima volta implica che il creatore di un prodotto possa non essere un essere umano; la blockchain che avrà un impatto su disintermediazione, decentralizzazione, tracciabilità e trasparenza delle transazioni».

Spesso gli stessi strumenti tecnologici sono oggetto di contraffazione o di uso illegale: «Ci sono casi in cui le copie di prova dei software vengono usate illegalmente per lungo tempo - dice Marco Ricolfi, partner di Weigmann Studio Legale - ma le tecnologie impiegate per evitare questo, come la phone home tecnology che avvisa la casa madre dell’utilizzo, generano problemi nella sfera della privacy». La multidisciplinarietà è una caratteristica chiave dell’approccio alla proprietà intellettuale, così come quello multigiurisdizionale: «La decisione di un tribunale in Australia può incidere su quella di uno italiano. Ma servirebbe un intervento dei legislatori per armonizzare le norme».

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