Espulsioni e fughe

Cacciati o delusi: ecco i parlamentari che hanno lasciato il M5S

C’è chi è stato espulso dal collegio dei probiviri , come Gianluigi Paragone, e chi ha sbattuto la porta, non riconoscendosi più nel movimento

di Nicoletta Cottone


Tra cartellini rossi e porte sbattute, ecco chi ha lasciato il M5S

12' di lettura

Espulsi o fuggitivi. Porte sbattute e cartellini rossi. Parlamentari cacciati o delusi. Fra espulsioni e addii sono 26 i parlamentari che hanno lasciato o stanno abbandonando le file del M5S nel corso della XVIII legislatura, facendo tremare la tenuta del governo. Caduti nel corso dei governi gialloverde o giallorosso. O ancor prima di mettere piede sugli scranni parlamentari, traditi da “rimborsopoli” o da condanne pregresse non dichiarate. C’è chi è stato espulso dal pentastellato collegio dei probiviri, come è accaduto ai parlamentari non in regola con i rimborsi e a Gianluigi Paragone (che per ora, come Lorenzo Fioramonti, risulta ancora iscritto al gruppo pentastellato). C’è anche chi ha sbattuto la porta, non riconoscendosi più nel movimento. Gli ultimi, in ordine di tempo, sono stati il deputato tarantino Nunzio Angiola e quello materano Gianluca Rospi . Ecco chi se ne è andato dal movimento.

Nunzio Angiola lascia in dissenso col movimento
Il penultimo a sbattere la porta è stato il deputato pugliese Nunzio Angiola, che ha lasciato il 3 gennaio 2020 per passare al gruppo Misto della Camera. Nel suo j'accuse contro i pentastellati scrive: «Il mio dissenso non deriva da un mio personale cambiamento di opinioni, ma dalla presa d’atto che, chi più chi meno, i vertici del movimento hanno preferito trincerarsi in una chiusura pregiudiziale nelle proprie granitiche convinzioni. La mia odierna decisione non è da porsi in connessione con quella di altri colleghi parlamentari, come Lorenzo Fioramonti». Classe 1969, professore ordinario di Economia aziendale all’Università degli studi di Foggia, dottore commercialista e revisore contabile, ha annunciato che non verserà più le restituzioni al M5S e si è impegnato a destinare i fondi mancanti, pari a circa 13mila euro, «a iniziative culturali e benefiche sul territorio del collegio murgiano, a partire dal finanziamento del promettentissimo scavo archeologico della “Grotta dei culti” nell’agro di Santeramo in Colle, come da intese con la soprintendenza archeologica di Bari».

Silvia Benedetti: espulsa, ma rieletta
Singolare il caso di Silvia Benedetti, classe 1979, eletta in Veneto, biologa, espulsa dal Movimento con altri sette pentastellati per la vicenda “rimborsopoli”. La parlamentare di Padova è stata rieletta alla Camera, capolista al plurinominale nel collegio di Padova, ed è poi passata dal 27 marzo 2018 nel gruppo Misto. All’interno del gruppo ha effettuato passaggi nel Maie e nella nuova formazione Cambiamo! di Giovanni Toti. Ora è ancora nel gruppo Misto, non iscritta ad alcuna componente politica. La parlamentare per la vicenda di “rimborsopoli” ha parlato di «meri errori formali» e ha postato su Facebook una foto con tutti i bonifici fatti sul conto statale per il microcredito alle piccole imprese, guadagnandosi commenti al vetriolo.

Maurizio Buccarella, espulso ma rieletto
C’è poi il caso dell’avvocato Maurizio Buccarella, classe 1964, eletto nel collegio Puglia, coinvolto anche lui nel caso “rimborsopoli”. Dai controlli del movimento dopo la presentazione delle candidature emerge che il senatore non aveva effettuato - come previsto dal regolamento del M5S - versamenti al fondo per le piccole e medie imprese. Risultavano mancare tre bonifici per un valore di 12.292,75 euro. Buccarella si autosospende e paga. Il giorno successivo, dopo una serie di controlli, il movimento dichiara che mancano all’appello bonifici per un valore di 137mila euro. Buccarela viene definitivamente espulso dal M5S. Il senatore si iscrive al gruppo Misto e ne viene eletto vicepresidente. Vota comunque la fiducia al Governo gialloverde Conte uno. Nel dicembre 2019 è fra i 64 parlamentari firmatari della richiesta di referendum sul taglio dei parlamentari, che blocca la riforma costituzionale.

Il doppio cartellino rosso di Caiata
Salvatore Caiata, classe 1970, imprenditore e presidente del Potenza calcio, eletto in Basilicata, viene espulso dal movimento, in quanto risulta essere indagato a Siena per riciclaggio. «Accuse gravissime, incompatibili con i nostri valori», rende noto l’entourage del leader pentastellato Luigi Di Maio. Caiata si iscrive al gruppo Misto e poi, il 20 aprile 2018 entra nel Maie, dal quale riceve il secondo cartellino rosso. Una volta fuori anche dal Maie, torna al gruppo Misto e il 14 maggio 2019 entra nelle file di Fratelli d’Italia con una accoglienza trionfale.

Cecconi espulso dopo un’inchiesta tv
Eletto per la seconda volta nelle file del M5S alla Camera, il deputato Andrea Cecconi di Pesaro, classe 1984, infermiere, eletto nella regione Marche nelle file pentastellate, viene espulso dopo un’inchiesta del programma televisivo Le Iene. L’accusa era di aver falsificato alcuni versamenti al fondo per le piccole e medie imprese. Secondo l’inchiesta il parlamentare avrebbe prima ordinato i bonifici e poi revocato gli ordini. Il deputato dichiarò, in seguito, di aver restituito i fondi mancanti. Ma disse anche che il suo contratto di rinuncia al seggio parlamentare firmato con la Casaleggio Associati era stato scritto sulla carta igienica. Inizialmente iscritto al gruppo Misto, è poi passato al Maie, per poi tornare al gruppo Misto e nuovamente al Maie (che è una componente del gruppo Misto).

Sara Cunial espulsa per aver condiviso contenuti no-vax
Al gruppo Misto dal 17 aprile 2019 la deputata Sara Cuniel, classe 1979, imprenditrice agricola con laurea in chimica industriale, eletta nella circoscrizione Veneto 2 nelle file del M5s. Espulsa dal movimento per aver condiviso contenuti no-vax. Su diversi post sui social scrisse della possibilità di fornire vaccini gratis ai bambini come di un «genocidio gratuito».

Dall’Osso, l’ingegnere che ha lasciato i Cinque stelle per Forza Italia
É passato a Forza Italia il 7 dicembre 2018 Matteo Dall’Osso, in segno di protesta contro il M5S. Il parlamentare, classe 1978, ingegnere elettronico, già deputato nella XVII legislatura, eletto nella circoscrizione Emilia Romagna, aveva chiesto al gruppo M5S di firmare un emendamento per potenziare il fondo per i disabili. «Ma è stato bocciato. Erano solo 10 milioni in tre anni», ha dichiarato. Così il passaggio nelle file del partito del Cavaliere. Il parlamentare, malato di sclerosi multipla, si era presentato nel 2007 al Meetup degli amici di Beppe Grillo di Bologna e, in seguito, era stato candidato in Parlamento, proprio per le sue posizioni sulle cure alternative per la sclerosi multipla.

De Bonis, espulso per una condanna contabile
Classe 1964, eletto senatore nelle file dei Cinque stelle in Basilicata, è stato espulso, insieme a Gregorio De Falco, per non aver partecipato al voto sul decreto Sicurezza. Eletto nell’unico collegio lucano uninominale per il Senato, presidente della Associazione GranoSalus, il parlamentare era stato espulso per essere stato condannato in appello dalla Corte dei Conti al pagamento, in favore della Regione Basilicata, di 2.775 euro. Era il 19 gennaio 2017 (con sentenza depositata il 24 maggio 2018). La sentenza di primo grado, però, era stata emessa nel 2015. Dunque per le regole del M5S, De Bonis era incandidabile. Il parlamentare aveva partecipato a un bando per far ottenere contributi regionali alla sua azienda agricola, dichiarando di essere un “giovane imprenditore”. Obiettivo: ottenere punteggi e contributi superiori. Espulso, è passato il 4 gennaio 2019 al gruppo Misto del Senato.

De Falco, espulso l’ufficiale che tentò di far risalire a bordo Schettino
Gregorio De Falco, classe 1965, diventa celebre nel gennaio 2012, all’indomani del naufragio della Costa Concordia, per i suoi incitamenti poco urbani al comandante Schettino. Famoso il suo «salga a bordo c....», quando da capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno, aveva tentato di far risalire a bordo il comandante della nave incagliata sugli scogli delle Scole all’isola del Giglio. Sulla scia della notorietà acquisita grazie ai media, venne eletto senatore nel 2018 nelle file del M5S, nella circoscrizione Toscana. Fu espulso per i suoi voti in dissenso su alcuni provvedimenti del Governo gialloverde, dal “decreto sicurezza” al condono per Ischia . La motivazione dei probiviri: espulso per «reiterate violazioni del codice etico del M5S». Subito aderì al gruppo Misto. Nel dicembre 2019 è stato tra i 64 firmatari della richiesta di referendum sul taglio dei parlamentari. La riforma costituzionale si è bloccata.

Elena Fattori, la biologa passata al gruppo Misto
La senatrice Elena Fattori dal 6 novembre 2019 è passata al gruppo Misto. Biologa di Rimini, residente a Genzano (Roma), classe 1966, è passata al gruppo Misto, ma ha continuato a sostenere il governo. «Non ho lasciato il Movimento 5 stelle, non ho abbandonato la nave, ma è il capitano che mi ha lasciata senza pane e acqua», ha scritto sul suo blog. Da un anno sotto procedura disciplinare ha detto di non aver più potuto lavorare. «Sono stata isolata perché l'involuzione del Movimento 5 Stelle di oggi, molto diverso da quello che conoscevo e nel quale sono cresciuta, è fatto di deroghe ai principi originari e di assenza di condivisione».

Davide Galantino e il movimentato passaggio a Fdi
Addio movimentato per il deputato Davide Galantino, che ha aderito a Fratelli d’Italia. Nel discorso di addio ha accusato il M5S di aver fatto propaganda con il taglio dei parlamentari, perché in realtà il risparmio sarà solo dello 0,007% della spesa pubblica. In aula si è scatenato un parapiglia, con gli ex colleghi a urlargli del «venduto». Viene colpito anche il legista Giuseppe Basini. Nei corridoi del Transatlantico la rissa prosegue e viene sedata solo dall’intervento dei commessi. Classe 1979, nato a Canosa di Puglia, Galantino ha la licenza media ed è militare di truppa. Fratelli d'Italia lo ha accolto a braccia aperte.

Veronica Giannone espulsa per violazioni allo statuto e al codice etico
Espulsa Veronica Giannone, per «ripetute violazioni» dello Statuto e del Codice etico del M5S. La notizia arrivò in diretta dal Blog delle stelle. Pugliese di Galatina (Lecce), classe 1981, eletta nelle file pentastellate nel collegio plurinominale Puglia 02, alla deputata è stato anche contestato dal suo gruppo di non essere in regola con la «restituzione forfettaria dal mese di ottobre 2018». Dal 1° luglio 2019 è iscritta al gruppo Misto della Camera (non è iscritta ad alcuna componente politica).

Ugo Grassi attratto dalle sirene di Salvini
Classe 1964, eletto senatore in Campania nelle file pentastellate, direttore di Dipartimento a Giurisprudenza, presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, Ugo Grassi passa il 12 dicembre 2019 alla Lega di Matteo Salvini. Deluso dai provvedimenti nella legge di Bilancio per il 2020 in tema di università, dichiarò che «abbandonare il Movimento per me diventa legittima difesa». Chiese, anche, con una lettera aperta a Davide Casaleggio, di aprire un dibattito sulla piattaforma Rousseau.

Lorenzo Fioramonti, da ministro a leader di “Eco”
In bilico l’ex ministro dewll’Istruzione Lorenzo Fioramonti. Ha lasciato la poltrona al ministero e ha annunciato l’addio al M5s alla Camera, anche se ancora non è ufficiale il passaggio al gruppo Misto. Classe 1977, professore di Economia politica con cattedra a Pretoria, il parlamentare sta per lanciare un suo gruppo che dovrebbe chiamarsi “Eco”, iniziali di ecologia e di economia. Il leader della Lega Matteo Salvini ha ipotizzato che sia la nascita di una quinta colonna per la discesa in campo del premier Giuseppe Conte, con una formazione indipendente rispetto ai pentastellati. Si è dimesso da ministro del dicastero di viale Trastevere, per la scarsità di fondi, ha dichiarato, che «da decenni mette la scuola, la formazione superiore e la ricerca italiana in condizioni di forte sofferenza».

Stefano Lucidi ammaliato dalle sirene della Lega
Ammaliato dalle sirene della Lega anche il senatore Stefano Lucidi, classe 1969, eletto nelle file del M5S nella regione Umbria. Ex tesoriere del M5S, dal 12 dicembre 2019 è passato alla Lega, non riconoscendosi più nelle posizioni del M5S: «Non mi sento un criceto, esco dalla gabbia». Con lui, Francesco Urraro e Ugo Grassi. Lucidi ha ipotizzato l’uscita di «20 o 30 persone» dal M5S, «che stanno valutando di fare un nuovo gruppo, ma non credo che avranno la forza per farlo, quindi non li aspetto».

Carlo Martelli espulso, ma eletto
Espulso, per aver falsificato i rimborsi, ma eletto. Carlo Martelli, classe 1966, capolista pentastellato in Piemonte, è un altro dei casi di parlamentari cinque stelle espulsi per “rimborsopoli”. Anche lui 'pizzicato' dalla trasmissione Le Iene, per la mancata restituzione di 76mila euro al fondo per le piccole e medie imprese. Inizialmente aveva detto di voler fare un passo indietro, poi le dimissioni si sono allontanate: «Dopo l’ufficialità della nomina - aveva dichiarato - mi prenderò del tempo per valutare e decidere». Poi è restato. Dal 27 marzo 2018 è passato al gruppo Misto.

Andrea Mura, il velista assenteista si è dimesso
Velista, skipper dell'imbarcazione “Vento di Sardegna”, è stato eletto deputato in Sardegna nelle file del M5S. Classe 1964, diplomato in un istituto tecnico industriale, una laurea Honoris causa in Scienze motorie. Il velista era stato espulso dal M5S dopo la scoperta che nei primi quattro mesi e mezzo a Montecitorio era stato assente a oltre il 95% delle votazioni. Mura ha affermato di essere stato «oggetto di un linciaggio mediatico senza precedenti, di accuse ignomignose basate su fatti inesistenti, su affermazioni da me mai pronunciate, che nessuno ha mai voluto verificare». É l’unico espulso a essersi dimesso dall’incarico di parlamentare.

Paola Nugnes: sotto controllo ogni aspetto della vita del movimento
Ha lasciato con toni forti il M5S la senatrice Paola Nugnes. lanciando accuse: «Ogni aspetto della vita del movimento, dentro e fuori dal Parlamento, è sottoposto alla volontà del capo politico e per questo, dopo più di dieci anni, lascio i 5 Stelle». Eletta in Campania, nella circoscrizione di Fuorigrotta, dal 29 giugno 2019 è entrata nel gruppo Misto, in Liberi e uguali. Ha animato i meetup partenopei negli anni degli inizi, in prima linea fra gli ortodossi. Paola Nugnes non si è mai riconosciuta nei cambiamenti avvenuti nel movimento, dopo il via libera al nuovo statuto, varato nel 2017.

Stroncato dal tumore il prof. Franco Ortolani
È morto a 75 anni, stroncato da un tumore, il 22 novembre 2019, Franco Ortolani, professore ordinario di Geologia all’Università Federico II di Napoli. Il senatore del M5s, classe 1943, è stato stroncato da due tumori che aveva attribuito ai veleni della Terra dei fuochi in Campania. Aveva vissuto la malattia raccontando apertamente sui social la sua battaglia umana e politica.

Paragone e la clamorosa espulsione
Gianluigi Paragone, nonostante l’espulsione dal M5S, non ha ancora lasciato il gruppo pentastellato. Le sue critiche ai vertici del movimento, unite al suo voto contrario alla manovra di fine anno, hanno segnato la fine della sua appartenenza alle file del movimento. Celebre giornalista e conduttore televisivo, Paragone - classe 1971 - ha deciso di andare allo scontro: «Io da qui non mi muovo, resto incollato al mio scranno di Palazzo Madama, dovranno buttarmi fuori con la forza». Il suo commento laconico e bruciante arriva anche su Facebook, su carta intestata del Senato. In un messaggio a penna che pubblica su Facebook ha scritto: «Sono stato espulso dal nulla. C'era una volta il 33%....ora..». E si difende: «Io non sono il distruttore del Movimento. Anzi, vorrei fosse ancora l’ariete contro il sistema. Contesto solo l’eccessiva timidezza». Ha annunciato che farà anche ricorso alla giustizia ordinaria. Per lui è arrivato l’endorsement di Alessandro Di Battista: «Gianluigi è infinitamente più grillino di tanti che si professano tali. Non c'è mai stata una volta che non fossi d’accordo con lui».

Paragone espulso da M5s: farò ricorso anche a giustizia ordinaria

Gianluca Rospi: vertici oligarchici
L’ultimo in ordine di tempo a lasciare il movimento è il deputato Gianluca Rospi, classe 1978, eletto nel collegio uninominale Matera-Melfi, della regione Basilicata. Laurea in ingegneria edile, lascia dal 3 gennaio 2020, dopo una riflessione durante le vacanze di Natale. E lo strappo avviene con parole forti: «Non è più tollerabile una gestione verticistica e oligarchica». É uno dei tre eletti in Basilicata all’uninominale, fuori dal movimento: hanno lasciato anche Salvatore Caiata e Saverio De Bonis.

Antonio Tasso e le espulsioni a orologeria
Classe 1957, diploma di liceo scientifico, imprenditore nel commercio e dirigente di Federazione sportiva, Antonio Tasso, entra nel gruppo Misto il 27 marzo 2018. Per due volte entra nel Maie, componente del gruppo Misto, dove attualmente si trova. Fu espulso perchè un’inchiesta de Il Foglio rivelò che nel 2007 era stato condannato in primo grado dal tribunale di Foggia a sei mesi di reclusione e 2mila euro di multa, per violazione della legge sul diritto d'autore. In pratica duplicava abusivamente cd, musicali e per videogiochi. Nonostante la prescrizione , era comunque finito fra gli “impresentabili”. Eletto nella circoscrizione Puglia a Cerignola, il suo caso fece parlare di espulsioni a orologeria. Il 10 luglio 2018 dichiarò di aver ottenuto, senza clamore, la riammissione. Restò però nel gruppo Misto.

Catello Vitiello e il girotondo dei gruppi
Girotondo nei gruppi parlamentari per Catello Vitiello, classe 1977, avvocato di Castellammare di Stabia (Napoli), eletto nelle file del M5S nel collegio uninominale Campania 1 12. Per lui l’espulsione arriva in piena campagna elettorale. É ritenuto un “massone in sonno”, termine che indica chi non vuole più partecipare ai lavori, perde i suoi diritti nella loggia, ma può chiedere di essere riammesso. Non si iscrive mai nel gruppo parlamentare pentastellato. Il 27 marzo 2018 entra nel gruppo Misto, passa al Maie (componente del gruppo Misto), ne esce per tornare al gruppo Misto. Dal 18 aprile 2019 al 17 ottobre 2019 entra nel gruppo Cambiamo! di Giovanni Toti. Il 17 ottobre 2019 segue Matteo Renzi in Italia viva, ed entra nella neo formazione dell’ex premier.

Gloria Vizzini, espulsa per violazioni allo statuto e al codice etico
Espulsa anche la deputata Gloria Vizzini, nata a Caltanissetta, classe 1978, insegnante con laurea in lettere classiche e dottorato di ricerca in filologia greca e latina. Siciliana, è stata eletta deputata nella circoscrizione Toscana. É stata espulsa con comunicazione diretta sul Blog delle stelle: «Questa decisione è stata presa a seguito delle segnalazioni delle ripetute violazioni dello Statuto e del Codice etico del M5S e dello Statuto del gruppo alla Camera». Dal 1°luglio 2018 è iscritta al gruppo Misto (non è iscritta ad alcuna componente politica).

Gelsomina Vono e l'attrazione per Renzi
Senatrice eletta nel collegio 3 di Catanzaro, l'’insegnante e avvocata Gelsomina Vono, classe 1969, ha lasciato il gruppo parlamentare del M5S per andare in Italia Viva. Motivazione: la parlamentare si è detta «attratta dal coraggio di Matteo Renzi». Ha raccontato di aver sentito il M5s «lontano, evanescente, senza fiducia nelle mie capacità». Ha detto di aver scritto più volte a Luigi Di Maio chiedendo maggiore condivisione, senza ottenere avere risposta. Ed è andata via con l’obiettivo di contribuire affinché la Calabria torni «a essere il fiore dell’Italia».

Urraro, l’avvocato passato alla Lega
Francesco Urraro, avvocato di San Giuseppe Vesuviano (Napoli), dal 12 dicembre 2019 è passato nelle file della Lega al Senato. Matteo Salvini e il gruppo della Lega al Senato danno il benvenuto a lui e agli altri due senatori passati alla Lega con lui: Stefano Lucidi e Ugo Grassi. «L’impossibilità di intervenire sulle ragioni strutturali della giustizia e sulle necessarie e non più rinviabili riforme nel settore mi ha indotto a iniziare questo percorso con la Lega», ha spiegato Urraro. Il parlamentare, che è stato presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Nola, era stato eletto nel collegio uninominale di Portici. È tra i 64 firmatari del referendum confermativo sulla riduzione dei parlamentari. La sua firma era stata apposta quando era ancora nel gruppo pentastellato.

Articolo aggiornato il 6 gennaio 2020

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