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Cade il castello Ftx: la compagna di Bankman-Fried e il supertecnico Wang ammettono la truffa

Il cerchio si stringe negli Stati Uniti sull’ex re delle cryptovalute Sam Bankman-Fried, sui suoi più stretti collaboratori e sull’intero settore delle valute digitali

di Marco Valsania

Cripto delirio

3' di lettura

Il cerchio si stringe negli Stati Uniti sull’ex re delle cryptovalute Sam Bankman-Fried, sui suoi più stretti collaboratori e sull’intero settore delle valute digitali sospettato d’esser diventato terreno fertile per giganteschi “schemi Ponzi” ai danni di piccoli e grandi investitori.

Due luogotenenti del giovane fondatore dell’exchange Ftx proprio ieri passato ai domiciliari dopo una cauzione da 250 milioni, Caroline Ellison che dirigeva la collegata società di trading e hedge fund Alameda Research, e Gary Wang, co-fondatore e chief technology officer di Ftx ed ex compagno di studi di Bankman-Fried all’Mit, si sono entrambi dichiarati colpevoli di reati penali di truffa. Di più: la procura federale di New York ha fatto sapere che stanno cooperando attivamente con le indagini per far luce sul crack dell’impero multimiliardario costruito dal trentenne imprenditore Bankman-Fried sulle divise virtuali.

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Ellison ha 28 anni ed era ceo di Alameda dal 2021; Wang 29 e si era unito a Bankman-Fried fin dagli inizi dell'avventura cripto nel 2019. La cooperazione di Ellison e Wang è considerata vitale dai magistrati per perseguire l’intero caso e le sue ramificazioni. I molteplici reati di truffa, associazione a delinquere e riciclaggio dei quali i due ex dirigenti si sono adesso dichiarati colpevoli comportano potenziali pene carcerarie rispettivamente di 110 anni e 50 anni, oltre a multe per milioni di dollari.

Prima della cauzione Bankman-Fried si trovava in carcere negli Stati Uniti dopo aver accettato senza resistenze l’estradizione dalle Bahamas, dove viveva in super-attico proprio assieme a Ellison, a lui legata da relazioni sentimentali, e a Wang. La truffa che lo vede protagonista, secondo quanto delineato dalle autorità, ha visto ingenti fondi di clienti illecitamente sottratti a Ftx per essere indirizzati a favore di Bankman-Fried, del suo hedge Alameda, di rischiose scommesse su altri asset, di acquisti di lussuosi immobili e di donazioni a politici. Le perdite legate allo scandalo sono state finora stimate in oltre sette miliardi di dollari, facendo del caso una delle più grandi truffe finanziarie nella storia di Wall Street; Ftx all’apice del suo successo aveva raggiunto valutazioni massime di 32 miliardi.

Bankman-Fried, Ellison e Wang sono stati nelle ultime ore anche denunciati, in sede civile, dalle autorità di regolamentazione americane, la Securities and Exchange Commission e la Commodity Futures Trading Commission. La Sec, tra l’altro, ha evidenziato una trama durata tre anni per la manipolazione del prezzo di Ftt, il security token di Ftx, dietro istruzioni di Bankman-Fried, compiuta attraverso operazioni di acquisto di vaste quantità di Ftt sul mercato. Questi valori gonfiati hanno permesso a Ftx di usare i token a garanzia di prestiti, diretti poi a Alameda e finiti in tasca a Bankman-Fried. Tutto mentre i vertici del gruppo assicuravano che la società era invece sicura, aveva sofisticate strategie di gestione del rischio e per la protezione dei clienti.

Ma la authority non si fermano a perseguire gli ex vertici di Ftx. La Sec, in particolare, sta allargando il raggio d’azione della propria inchiesta sull’intera frontiera delle divise virtuali: ha deciso di passare al microscopio il lavoro delle società di auditing per conto di tutti i gruppi delle criptovalute. La preoccupazione è che i rapporti dei revisori contabili siano stati e siano utilizzati per dare un falso senso di sicurezza e stabilità ai risparmiatori.

In un'intervista al Wall Street Journal, il direttore della divisione contabilità della Sec Paul Munter è stato esplicito nel lanciare l'allarme e promettere nuova trasparenza: ha affermato che l’obiettivo è quello di «ammonire gli investitori», invitandoli a «essere molto sospettosi davanti ad alcune rivendicazioni delle aziende di criptovalute».

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